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Freelance: perché rifiutare un lavoro fa bene al tuo business

Freelance: perché rifiutare un lavoro fa bene al tuo business
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L’ipotesi di dire No ad un cliente si accompagna spesso al timore di perdere un guadagno sicuro.

Inoltre i dubbi crescono quando si pensa al fastidio di dover dire ad un cliente che non puoi (o non vuoi) occuparti del suo progetto. In fondo, infatti, l’idea di rifiutare un lavoro sembra andare contro la natura istintivamente sociale del freelance, per il quale è importante essere accettato e gratificato per il buon lavoro che compie. Per questo, nella maggior parte dei casi, si cerca di accontentare le richieste ricevute.

Ma cosa comporta un approccio simile? La paura di dire NO rischia di far accettare progetti di poco valore che potenzialmente sono una perdita di tempo e che comporteranno uno scarso guadagno.

Pianificare prima di tutto

Prima di decidere se accettare o meno un progetto, è necessario avere un’ idea del tipo di lavoro e quanto tempo ci vorrà per portarlo a termine.

Creare un piano di lavoro ed elencare i vari step progettuali sono ad esempio punti utili per arrivare ad avere una visione chiara del tipo d’impegno e del progetto che si sta per affrontare. Ma il lavoro di valutazione non finisce qui. Prima di accettare l’incarico, è quindi utile e importante porsi alcune domande, la percentuale di risposte positive è determinante per la scelta finale. Se le risposte sono per lo più negative, forse è il caso di declinare la proposta.

Il modo migliore per dire no e rifiutare un lavoro

Il No è un’affermazione chiara e definita. Molti pensano che dire No sia poco cortese, al contrario rifiutare un progetto che si è consapevoli di non poter (o voler) seguire è segno di onestà.

Accettare un lavoro che probabilmente si seguirà malvolentieri denota infatti poca correttezza, elemento alla base del rapporto col cliente. Infatti, come un professionista esige rispetto da un cliente allo stesso modo deve saperlo dimostrare.

Quando si dovrà rinunciare ad un lavoro, che sia tramite e-mail, al telefono o di persona, l’importante è farlo in maniera semplice e chiara, con il doveroso rispetto e la giusta educazione. In questo modo la gente rispetterà e valorizzerà maggiormente il tuo tempo e il tuo lavoro perché sarai tu a rispettare e valorizzare il tuo tempo e il tuo lavoro.

La priorità è pensare al proprio business

A questo punto appare chiaro che un rifiuto ragionato può rappresentare in molti casi una svolta positiva per il proprio lavoro e non invece un’occasione persa.

Il tempo che si sarebbe dedicato a seguire un progetto poco gratificante o un cliente rognoso, lo si potrà investire nella ricerca di collaborazioni più proficue oppure nel migliorare le tue competenze professionali. Infatti la mera riscossione di una somma di denaro non implica automaticamente un guadagno reale.

Dunque, quando scegli se accettare o meno un lavoro… Ricorda sempre: un lavoratore autonome è l’imprenditore di se stesso.

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