Un evento aziendale costituisce sicuramente un investimento per l'azienda, ma è molto più importante di quanto sembri sia per i dipendenti che per potenziali partner. In un'era in cui parliamo tanto di User Experience e contenuti personalizzati, anche un appuntamento corporate deve trasformarsi in un'esperienza concreta da vivere, che crei empatia tra le persone e il brand e che lasci ricordi piacevoli ai partecipanti. Intendo dire è che anche un evento aziendale è uno strumento di marketing. In questo la visual identity del brand è la vera protagonista della festa. Ma perché l'immagine coordinata è così decisiva per la comunicazione aziendale di un evento corporate? Scopriamolo insieme. 

Comunicazione corporate: la brand identity negli eventi aziendali

La prima domanda da porti se vuoi organizzare un evento aziendale è: "a chi è rivolto?" Collaboratori? Dipendenti? Consumatori finali? Pubblico in generale? Definire i destinatari implicherà anche obiettivi diversi ma anche un differente corredo dell'immagine coordinata, a partire dai gadget (che non devono mai mancare). Infatti, oltre ad un'immancabile esperienza emotiva, un evento di successo deve essere intessuto di continui rimandi al brand. Non dimenticare che la prima funzione immediata di un appuntamento del genere è l'incremento della brand awareness.

L'organizzazione di un evento è costituito da tre macro momenti: la fase di preparazione e lancio, l'evento in sé e la fase post-evento in cui si tirano le somme e si sanciscono le relazioni nate sulla scorta dell'emotività. ovviamente ognuna di questi tre fasi richiede un'adeguata immagine coordinata che leghi l'evento al brand. Dagli inviti ai gadget, fino all'eventuale menù, all'angolo selfie e alle card di ringraziamento, ogni elemento deve essere coerente con l'immagine aziendale per rafforzare la brand awareness.

Ma come determinare gli elementi grafici che caratterizzeranno l'evento aziendale? 

Comunicazione azienda e identità visiva dell'evento

Innanzitutto bisogna stabilire il tipo di evento da organizzare e di conseguenza individuare i colori che lo caratterizzeranno influenzando il modo in cui i partecipanti percepiranno il tuo evento. Ovviamente però questa scelta non può ignorare i colori o il logo dell'azienda, che in un modo o nell'altro devono emergere chiaramente per ricollegare costantemente l'evento al brand. 

Secondariamente, bisogna elaborare lo storytelling dell'evento per migliorare l’identità visiva del convegno, del party o dell'open day. Per il successo dell'evento è fondamentale sorprendere i partecipanti, magari realizzando inviti originali e accattivanti oppure raccontando la nascita del brand con animazioni piuttosto che proiettare il solo logo statico su una parete. 

Vantaggi di un evento per la promozione aziendale

Il primo vantaggio è trasversale a qualunque tipo di evento aziendale. Infatti ogni occasione di questo tipo funziona come cassa di risonanza per il marchio; innesca un passaparola virtuoso che farà crescere la considerazione del brand creando notorietà e ponendoti in una posizione più smart nei confronti dei tuoi competitor. In una sola parola, come già abbiamo accennato, un evento aziendale accresce la brand awareness dell'azienda. In quest'ottica è a maggior ragione strategico elaborare gadget brandizzati che si trasformino in veicoli di comunicazione capillari, la cui carica pubblicitaria non si esaurisce nel giro di poco tempo ma anzi dura a lungo sotto forma di calamita su un frigorifero o di ombrello sotto la pioggia in città. 

Un secondo vantaggio è di carattere empatico e consiste nel legame emotivo nei confronti dell'azienda. Questo vantaggio vale sia per eventi dedicati ai propri dipendenti che per altri volti a creare nuove partnership, così come per appuntamenti destinati direttamente ai consumatori finali. Infatti vivere in prima persona un'esperienza offerta dall'azienda, in linea con i suoi valori e il suo tono di voce, consente ai partecipanti di entrare in sintonia con il brand sentendosi parte di una community ma allo stesso tempo speciali. 

Per riuscire a fondere lo spirito dell'evento con l'identikit del brand, è necessario affidarsi ad un graphic designer professionista che sappia trovare il giusto equilibrio attraverso un'identità visiva dell'evento accattivante e coerente con la brand identity. Infatti, improvvisare la tua immagine durante un evento è rischioso perché potrebbe generare effetti contrari rispetto a quelli che ti aspetti e anche in questo caso funzionerebbe bene il passaparola!

L'identità visiva, le strategie di comunicazione e più nel complesso il marketing, non si basano solamente su regole proprie. Oggi sentiamo parlare sempre più di "neuromarketing", ma cosa indica questa parola dall'eco un po' scientifico? Cosa potrebbe mai avere a che fare il mondo fluido dei comportamenti dei consumatori con l'universo razionale delle scienze? 

Il marketing prende sempre spunto da altri ambiti. Dal momento che questa disciplina ha come oggetto i nostri comportamenti, non può ignorare le conoscenze derivanti da altre scienze umane come l’economia comportamentale, la psicologia cognitiva e sociale. Unendo tutte queste competenze, si ottiene un quadro molto più completo in merito al consumatore e alle motivazioni inconsce che guidano le sue decisioni quotidiane.Il Neuromarketing consiste nell'applicazione delle conoscenze neuroscientifiche al marketing, volte ad analizzare i processi inconsapevoli nel consumatore che influiscono sulle sue scelte di acquisto e influenzano il suo coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand. Ma in cosa consistono le conoscenze neurologiche applicate al marketing? Scopriamolo

Cos'è il neuromarketing

Il neuromarketing è una disciplina alquanto recente. La definizione risale al 2002, quando l'esperto di mercato Ale Smidts coniò il termine per indicare il ricorso alle tecniche neuroscientifiche nel marketing volte ad avere una più completa conoscenza del consumatore e quindi creare strategie più efficaci. Infatti le competenze di neuromarketing vengono messe in campo con l'obiettivo di analizzare i processi irrazionali che avvengono nella mente del consumatore e che ne influenzano, seppur inconsapevolmente, decisioni di acquisto e sentimenti nei confronti di un brand.

Neuromarketing e ricerche di mercato

Questa nuova frontiera del marketing ha spostato l'asse della disciplina, andando a fornire ulteriori informazioni complementari alle tradizionali metodologie di analisi. Ad esempio, le classiche ricerche di mercato si sono sempre attenute a questionari in cui le persone coinvolte potrebbero mentire, condizionate da fattori più o meno consapevoli. Selezionando le opzioni ritenute più idonee o censurando le vere risposte per vergogna, pregiudizio personale o paura del giudizio altrui, i risultati di tali ricerche di mercato tendono ad essere non del tutto attendibili. 

Inoltre, seppur in completa buona fede, talvolta le persone coinvolte in ricerche di mercato non sono in grado di esprimere chiaramente le ragioni che le guidano nelle scelte d'acquisto. È naturale, perché entrano in gioco anche meccanismi inconsci che ci spingono a comprare certi prodotti. Infatti gli stimoli di diversa origine sensoriale, quindi odori, suoni, colori, sensazioni, vengono inconsapevolmente immagazzinati nel nostro cervello e automaticamente associati ai brand che li hanno suscitati.

Tecniche di neuromarketing

Secondo l'esperto Gerald Zaltman, il 95% delle scelte di consumo vengono fatte inconsciamente, quindi condizionate da spinte irrazionali. Annunci pubblicitari, spot televisivi, post sui social, design di prodotti e packaging che, se realizzati adeguatamente, restano vivide nella memoria permettendo di collegare nuove esperienze e scelte ad altri acquisti effettuati in precedenza.

Ecco che ci addentriamo nell'aspetto della comunicazione visiva del neuromarketing. Un graphic designer, ma anche UX e UI Designer ad esempio, per svolgere efficacemente il proprio lavoro non può ignorare quali cose e come influenzano le percezioni dei consumatori. Una strategia di neuromarketing che sicuramente non sfugge agli esperti di comunicazione visita è l'eye tracking

Eye tracking

Neuromarketing Eye Tracking

La tecnica dell'eye tracking, anche detta del monitoraggio oculare, a livello scientifico consente di analizzare il punto di fissazione oculare registrando la dilatazione e la contrazione delle pupille; mentre a livello di applicazione nel marketing, è stata riscontrata una correlazione tra la dilatazione della pupilla e l’attenzione dell’individuo verso un determinato stimolo, ma anche tra la contrazione della pupilla e l’avversione nei confronti di un certo stimolo.

Elettroencefalografia

Questa tecnica consente di misurare e registrare l’attività elettrica cerebrale ricorrendo a sensori o elettrodi posizionati sulla testa e collegati ad un computer. Sottoponendo il paziente a determinati stimoli del settore come loghi o packaging di prodotto, si calcola dove si concentra l'attività elettrica del cervello. Quest'ultima tende ad associarsi a determinati processi cognitivi, come memoria e presa di una decisione, oppure a certi stati psico-fisici come fatica, stress o stanchezza. Il vantaggio dell’elettroencefalografia è che permette un monitoraggio in tempo reale, in termini di millisecondi, della risposta dei soggetti agli stimoli.

Risonanza magnetica funzionale

Si tratta di una delle tecniche più innovative e consiste nel misurare l'afflusso sanguigno cerebrale, il quale si intensifica in corrispondenza delle regioni maggiormente attivate. Dal momento che determinate regioni sono maggiormente collegate a taluni processi cognitivi, come la memoria e l’apprendimento, è possibile analizzare la risposta in corrispondenza di determinati stimoli con una precisione dell'ordine dei secondi. 

Studiando le conoscenze acquisite da questa tecnica, esperti di marketing e grafici possono determinare i punti di forza e di debolezza di una comunicazione visiva, ad esempio individuando le potenziali difficoltà che il consumatore potrebbe riscontrare durante la lettura di un annuncio in termini di gerarchia delle informazioni e interazione tra testo e immagini. Dal momento che gran parte degli stimoli cui vengono sottoposte le persone dalle tecniche di neuromarketing sono di natura visiva, capiamo bene come l'immagine di un'azienda, identificativa e ben studiata, è una risorsa imprescindibile per stringere un legame emotivo positivo con i consumatori

Scopri anche: Perché creare un brand per la presenza online

Tra i tanti ruoli maturati, i social network sono diventati anche delle "agenzie di viaggi", o per meglio dire delle "guide all'ispirazione" che ci aiutano a scegliere la destinazione della prossima vacanza. Sia seguendo pagine ufficiali che notando i post della propria rete, la maggior parte degli utenti si lascia volentieri influenzare dal web nello stilare la propria travel list. Instagram, il social delle immagini per eccellenza, si sta affermando sempre più come una risorsa d'oro per hotel, enti locali, stabilimenti, campeggi, musei e resort che vogliano attirare visitatori. Numerose destinazioni hanno già compreso le potenzialità del binomio social network e turismo, puntando soprattutto su stories e hashtag. 

Allo stesso tempo, però, diversi operatori coinvolti nel settore turistico hanno compreso che non basta postare foto e messaggi promozionali per risultare accattivanti agli occhi degli utenti. Infatti una strategia social funziona se include una comunicazione visiva coinvolgente e identificativa. Ma vediamo in cosa consiste e perché è necessaria.

Turismo e social network in una strategia di brand territoriale

La strategia di comunicazione social deve prevedere ovviamente la scelta delle piattaforme più efficaci sia per il proprio tipo di business che per intercettare il proprio target, ma anche i contenuti migliori per creare il legame con la propria community. Non secondaria è parimenti l'attività dedicata alla definizione dell'identità visiva che ho qui intenzione di approfondire.

Ho già raccontato in cosa consista il brand di un territorio e perché sia fondamentale una strategia di marketing territoriale per emergere rispetto ai competitor. Il brand territoriale, il cui primo passo consiste nella creazione di un logo turistico, rappresenta infatti l'insieme delle azioni comunicative volte a trasmettere il valore, la storia, le attrazioni di un territorio con lo scopo di renderlo immediatamente distinguibile e particolarmente attraente. Una strategia in questo senso deve ricorrere ai mezzi offline e online, ai partner e al coinvolgimento della community.Pertanto la comunicazione visiva riveste un ruolo chiave in una strategia social media e turismo. Una volta definito il logo turistico che sintetizzi i valori e l'esperienza assicurata dal territorio (ovviamente da parte di un graphic designer esperto) arriva il momento di declinare gli elementi e le coordinate stabilite in una comunicazione visiva che racconti quei luoghi al grande pubblico. Ecco che entra in scena il visual storytelling.

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Quanto costa un logo?

Social turismo e comunicazione visiva: dalle immagini alla posizione del logo

Visual storytelling, turismo e social media

Cosa si intende per "visual storytelling"? Significa raccontare storie (e nel nostro caso anche luoghi) attraverso immagini, foto e video che costruiscano un immaginario orientato a suscitare un legame emotivo con gli utenti-turisti. In altre parole si tratta di comunicare in modo persuasivo, rivolgendosi direttamente al destinatario. Ecco perché il visual storytelling si rivela molto efficace nel turismo: gli utenti desiderano essere stupiti, guardare belle e suggestive immagini per evadere dalla quotidianità sentendosi già in vacanza. I social network sono i canali per eccellenza in cui trasmettere queste emozioni, ma funzionano se il visual storytelling viene adattato ai diversi modi e formati disponibili; non dimentichiamo che non esiste un modo univoco di raccontare un territorio!

Social network turismo e la scelta delle immagini

Un'immagine vale più di mille parole, soprattutto se quello che stiamo promuovendo è una spiaggia del Salento e non una pompa idraulica. Quindi scegliere la giusta foto non è un passaggio secondario, né tantomeno decidere come inserirla all'interno dell'identità visiva del tuo brand turistico. Ma andiamo per gradi: la fotografia turistica oggi non si accontenta più di raffigurare i luoghi, ma punta a privilegiare immagini coinvolgenti e focalizzate sull'esperienza; in un certo senso potremmo dire che la fotografia "statica" è stata soppiantata da una fotografia "dinamica".

D'altronde i turisti di oggi restano indifferenti di fronte alle immagini istituzionali e patinate che tradizionalmente popolano le pagine delle brochure. Proprio i social network e l'infinità di contenuti visivi che portano in ogni minuta occasione quotidiana hanno trasformato i gusti degli utenti che oggi privilegiano foto vere ed emozionanti, in grado di trasmettere l'esperienza e cogliere gli elementi essenziali del territorio. La conseguenza è che non è cambiato solamente il modo di comunicare i luoghi, ma gli stessi soggetti delle immagini: non più monumenti iconici, ma scorci inediti, persone del posto e tradizioni locali.

Turismo social e visual identity

"Rem tene forma sequetur": una volta che hai il contenuto, quest'immagine va adeguata alla tua identità visiva. Non basta infatti pubblicare una foto sulla tua pagina social per essere automaticamente riconoscibile agli occhi degli utenti. Dovresti ad esempio, e per prima cosa, sovrapporre il tuo logo turistico all'immagine in modo da associare quell'esperienza al tuo brand. Non dimenticare inoltre che gli utenti tendono a condividere i contenuti che li colpiscono, innescando un processo che non sarai più in grado di tracciare. Editando quell'immagine con il logo o altri elementi identitari, il contenuto non rischia di perdere la tua firma.

Curare l'immagine social del tuo brand non consiste però solamente nella sovrapposizione del logo ufficiale del territorio o della struttura ai contenuti. Lo abbiamo accennato poco sopra: le piattaforme web forniscono una notevole varietà di canali di comunicazione, caratterizzati da diversi formati. Per poter intercettare il target in maniera armonica, coerente e curata, è necessario adattare l'identità visiva del tuo brand alle diverse funzionalità digitali. Ad esempio il formato e le possibilità espressive delle stories su Instagram o Facebook consentono di realizzare contenuti ben più interattivi che il classico post; a tale divaricazione deve inevitabilmente corrispondere un adattamento delle grafiche! 

Ma l'importanza di una presenza radicata online e della conseguente brand identity accattivante non si limita ai social network.

Scopri anche: Perché creare un brand per la presenza online

Con il digitale i turisti sono cambiati. Interessi, aspettative e comportamenti nuovi non riguardano solamente le esperienze in vacanza tra selfie e recensioni: già nella fase precedente, quando scegliamo la destinazione per il prossimo viaggio, cerchiamo l'ispirazione online. D'altronde, ad essere cambiata oggi è la stessa offerta turistica che, nel giro di un paio di click, ci permette di prenotare vacanze, escursioni e tavoli al ristorante dall'altra parte del mondo. Il digitale ha quindi trasformato le regole del gioco e per non perdere il turno devi pianificare una strategia di web marketing turistico.

L'abitudine ormai consolidata a prenotare le vacanze online non è solo una comodità per gli utenti, ma un'opportunità di business se lavori nel settore; e per "opportunità" non stiamo parlando delle offerte speciali e dei pacchetti all inclusive da proporre, bensì della maniera in cui intercetti il tuo target e riesci a promuovere la tua attività. Una strategia di web marketing turistico serve proprio a questo; ma una strategia non sarà mai davvero efficace se non ha come punto di partenza e di arrivo il sito web turistico.

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Quanto costa un logo?

Perché fare web marketing turistico?

Abbiamo già detto che il modo di aggiornare la travel list e prenotare le vacanze si è trasformato. Ma per capire l'entità di questo cambiamento, credo parlino meglio dei numeri. Ad esempio ben 30 milioni di italiani si rivolgono a Google per effettuare una ricerca a tema turistico; il 47% degli utenti utilizza lo smartphone e consulta siti o app per pianificare un viaggio, mentre il 99% dei turisti consulta il dispositivo anche durante la vacanza. 

Di conseguenza, se l'obiettivo è presumibilmente quello di aumentare le prenotazioni verso il tuo territorio, non puoi più affidarti solamente ai touchpoint offline, ma devi trasferire la magia del tuo brand turistico anche online perché è lì che il tuo target si informa, ricerca e interagisce. Questo è il motivo per cui fare web marketing turistico.

Ovviamente, prima ancora di lanciarti nell'elaborazione di una strategia, devi avere ben chiaro cosa comunicare. Stiamo parlando dell'identità del tuo territorio: quali sono le attrazioni naturalistiche, i tesori artistici o archeologici, le tradizioni locali, le attività da promuovere? Qual è l'esperienza unica che assicurano i tuoi luoghi? In altre parole: qual è il brand turistico da diffondere? Se non ne hai mai sentito parlare o ti chiedi cosa serve per creare un brand territoriale, scopri il mio approfondimento sul logo turistico. 

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Le FAQ di un graphic designer

Turismo e web marketing: perché puntare sul sito web

Fare web marketing nel turismo significa mettere in atto un insieme di attività digitali, finalizzate a promuovere il tuo brand territoriale e convertire gli utenti attraverso le social network, posizionamento sui motori di ricerca, portali turistici, newsletter e così via. Ma tutta questa impalcatura di marketing non può mantenersi in piedi se non regge su una base consolidata: il sito web. 

Essere presenti online è importante. Ma essere protagonisti è ancora più fondamentale. Avere un sito web ben fatto, facilmente trovabile e mobile friendly è decisivo

Sito turismo mobile friendly

La maggior parte degli utenti usa lo smartphone anche durante la vacanza, magari girando per le vie di un paese o durante un'escursione, magari per prenotare il biglietto ad un museo o per riservare un tavolo nel ristorante più raccomandato della città. Questo significa che il sito web deve essere mobile friendly e quindi privilegiare la navigazione da mobile nell'ideazione della struttura, nella grandezza dei testi e nella velocità di caricamento (per fare alcuni esempi). Ovviamente serve l'intervento di un web designer professionista che sappia creare un sito web turistico agile.Perché è così importante questo aspetto? Qualunque utente ha una bassissima soglia della pazienza che non supera i 3 secondi; se a questo aggiungi la fretta con cui un turista vuole ottenere le informazioni in tempo reale, hai chiaro il quadro: se il tuo sito web si carica troppo lentamente o è difficile capire come muoversi, le persone non ci penseranno due volte a ad abbandonarlo. La conseguenza sarà un'alta frequenza di rimbalzo e una penalizzazione da parte di Google che penserà: "evidentemente non è poi così utile agli utenti".

Sito turistico tra UX, UI e visual storytelling

Il sito turistico è l'avamposto online del tuo territorio: è dove atterrano gli utenti e si convincono a prenotare la vacanza. Ovviamente, affinché la conversione vada a buon fine, è fondamentale emozionare le persone ma anche fornire informazioni chiare ed esaustive in maniera naturale; inoltre, non dimenticare che buona parte di questi utenti atterra dopo aver cliccato su un post o su un annuncio.

Ecco perché il legame tra web marketing e turismo va ad orientare la User Experience e la User Interface del sito; in altre parole influenza la costruzione stessa del sito web, disegnato per centrare gli obiettivi ma soprattutto per rivolgersi al target di riferimento e rendere il più possibile snello il processo di prenotazione

Ma se la vacanza è soprattutto esperienze ed emozioni, è innegabile che un sito turistico debba essere bello e luminoso, con foto splendide e ad altissima definizione. Sfido chiunque a scegliere di andare a visitare un luogo presentato da un sito vecchio e trascurato con immagini piccole e sgranate! A partire dal sito web turistico deve quindi muovere i suoi passi il visual storytelling della destinazione; cioè il racconto dell'identità del territorio attraverso immagini, video, e animazioni, che crei un irresistibile immaginario del luogo nell'utente e stringa un legame emotivo con lui. Ovviamente i social network sono i canali attraverso i quali diffondere il racconto per immagini del tuo brand turistico urbi et orbi.

Come raccontare una storia complessa? Come esporre un concetto scientifico o presentare un argomento pieno di numeri e statistiche al grande pubblico? Convogliare concetti arditi in maniera semplice e chiara potrebbe sembrare una bella scommessa; soprattutto oggi che gli utenti sono alquanto distratti e sbrigativi, la sfida sembra invincibile. Eppure la soluzione c'è. Le infografiche online, nell'era della comunicazione digitale, sono un validissimo strumento per catturare l'attenzione delle persone, proponendo una notizia in maniera chiara, originale e magari personalizzata!

Proprio per le infinite potenzialità comunicative, sia a livello visivo che di copy, le infografiche sono un importante mezzo per affermare il proprio brand e trasformarsi in punto di riferimento per i tuoi utenti. Sempre più aziende, istituzioni e associazioni ricorrono a queste immagini per creare un legame di fiducia con clienti o comunità perché ne hanno compreso utilità, funzionalità e benefici. Scopriamo allora cosa sono le infografiche, perché includerle nella tua strategia di comunicazione e in che maniera farlo.

Cosa sono le infografiche

Un'infografica consiste nella resa di un'insieme di informazioni rilevanti espresse sotto forma di immagini, icone, grafici e tabelle. Ma non chiamiamola immagine! Infatti la differenza tra le due è ben evidente: un'immagine accompagna un contenuto testuale rafforzandolo o rendendolo più evocativo; viceversa un'infografica è essa stessa il contenuto. Esistono due tipologie di infografica online, ma anche offline:

  • Informative. In questo tipo di file votato maggiormente al mondo statistico si privilegiano i dati grezzi, le tabelle e i grafici. 
  • Emozionali. Questa tipologia di infografica favorisce l’utilizzo di immagini metaforiche ed evocative, come se si volesse raccontare una storia attraverso icone e figure.

Se ancora ti sfugge bene di cosa stiamo parlando, pensa a quante illustrazioni abbiamo visto in questi mesi di pandemia tra omini che si lavavano le mani, icone di mascherine e numeri dei contagi. Tutte le volte che Ministeri, testate giornalistiche, aziende o ristoranti ci illustrano le 10 buone pratiche per prevenire il contagio, le attività consentite o vietate nelle diverse zone colorate o il bollettino dei casi Covid-19, usano infografiche per comunicare chiaramente e in maniera sintetica con le persone anche i dati scientifici.

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Le FAQ di un graphic designer

Perché creare infografiche online

Creare infografiche per spiegare con semplicità

I contenuti visivi restano più impressi: questa è una certezza ormai consolidata dal momento che l'elaborazione di immagini coinvolge oltre il 50% delle funzioni intellettive. La tendenza a memorizzare più facilmente le immagini va a braccetto con la facilità di fruizione legata alla resa visiva di informazioni. Quante volte ci sono mancate le parole e ci siamo ritrovati a dire: "ti faccio un disegno per spiegarti meglio"? Ecco, creare infografiche ti viene in aiuto nel momento in cui ti trovi a dover spiegare concetti complessi e fitti di numeri. 

Le infografiche non solo semplificano i concetti, ma consentono di sintetizzare in maniera visiva tutte le relazioni e le possibili letture incrociate tra dati e numeri. Infatti "vedere" e "leggere" i dati non è la stessa cosa. Un'impresa potrebbe avere la necessità di spiegare il bilancio aziendale mettendo in evidenza alcune voci, un'associazione di categoria spiegare l'andamento del settore, un'istituzione le nuove norme. La pandemia ha svelato concretamente l'utilità di questi strumenti nell'aiutare le persone a comprendere concetti difficili e fitti di cifre. 

Infografiche online: benefici per SEO e digital brand awarenes

Ma oltre ai vantaggi esplicativi, perché creare infografiche online per una strategia di content marketing? Oggi farsi notare dal proprio target diventa sempre più difficile senza una comunicazione visiva identificativa. In quest'ottica prevedere infografiche rende ancora più originale, divertente, empatico, distintivo e condivisibile il tuo brand online

Le persone amano condividere le infografiche in quanto rappresentano contenuti che comprendono al volo, utili e che sicuramente attireranno l'attenzione di altri utenti. Questo assicura alla fonte un ritorno di visibilità e notorietà che non si limita al post, ma risale fino al sito comportando un aumento di reputazione e backlink. Da un punto di visto SEO la conseguenza è un migliore posizionamento sui motori di ricerca, soprattutto se l'infografica si trova proprio su una pagina del sito o del blog.Ma se l'infografica online comincia a circolare anche per altri canali, perdendo il legame con la fonte e con l'eventuale testo di accompagnamento? Questa comune eventualità rende ancora più evidente quanto sia necessario brandizzare la grafica stessa inserendo il logo e rispettando l'immagine aziendale in modo da rivendicarne la paternità e rafforzare il brand anche "da remoto".

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Realizzare infografiche è roba da esperti graphic designer

Con l'avvento della comunicazione web realizzare infografiche ha subito un incremento notevole; potremmo parlare di "boom" in questo senso. Inoltre, in un mondo dove ormai la fruizione è sempre più distratta, la creare un'infografica ti permette di trasmettere conoscenze di valore in pochi secondi nel tuo stile, trasformando il tuo brand in un punto di riferimento. 

Insomma le immagini sono maggiormente accattivanti, efficaci, sanno catturare l’attenzione e riescono a comunicare in maniera chiara, diretta e semplice qualsiasi concetto… ma questo vale solamente se concertate da mani esperte! Consideriamo poi la viralità web delle infografiche e al destino di andare alla deriva rispetto alla fonte originaria. Abbiamo già detto come in questo caso sia fondamentale brandizzare il documento stesso per affermare la notorietà della tua azienda.

In aggiunta, la pandemia ha determinato un ricorso massiccio alle infografiche, svelandone concretamente l'utilità nell'aiutare le persone a comprendere concetti difficili e fitti di cifre. Allo stesso tempo durante l'emergenza ci siamo resi conto di quanto sia difficile comunicare informazioni delicate mantenendo un approccio visivo affidabile e rassicurante. Nonostante l'esistenza di piattaforme per la creazione infografiche gratis che offrono numerosi strumenti, per una comunicazione davvero efficace e coerente dovresti affidarti ad un graphic designer che non solo sia in grado di inquadrare le informazioni armonicamente, ma che soprattutto sappia inserirla all’interno di una strategia più ampia di brand identity.

Il logo turistico è l'elemento che rende immediatamente riconoscibile un territorio, trasformando la destinazione in un marchio di esperienza e unicità da vivere a tutti i costi. Oggi sempre più persone si affidano ai social e al web per cercare ispirazione per la propria travel list; le agenzie di viaggio sono un megafono sempre più debole, quindi spetta a te alzare la voce per promuovere il tuo territorio.  

I turisti sono cambiati: non cercano più posti da visitare, ma luoghi da vivere. Inoltre la pandemia ha accelerato l'affermarsi di un turismo di prossimità legato al piacere di fare un'esperienza completa dei territori visitati, apprezzandone la genuinità dello stile di vita e i ritmi lenti. Pertanto il logo turistico è il sigillo fondamentale per la comunicazione territoriale: per affermarne l'identità attraverso l’immagine dei luoghi, la conoscenza della cultura locale e la promozione dei prodotti tipici. 

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Quanto costa un logo?

Perché realizzare un logo turistico?

Oggi l'obiettivo di chi opera nel settore della promozione turistica di un territorio non dovrebbe essere più elencare i cosiddetti "punti d'interesse" che trapuntano la città o la regione. Piuttosto bisogna mettere in evidenza le caratteristiche paesaggistiche, storiche, culturali e tradizionali che rendono unica una località, attraverso una narrazione ben studiata nei contenuti, nelle sensazioni da trasmettere e nel tono di voce con cui raccontarla. In altre parole, oggi per essere competitivi bisogna ideare un brand turistico. Il nodo di partenza per tessere la rete del brand è proprio la realizzazione del logo e le sue destinazioni d'uso.

Un'immagine coordinata ufficiale e ben definita è necessaria per rendere immediatamente riconoscibili materiali promozionali e comunicazioni ufficiali, ma non solo. A livello di marketing territoriale è decisivo trasmettere a potenziali turisti l'incredibile esperienza che li aspetta, intercettandoli anche attraverso altri supporti. Infatti uno dei principali canali in cui impiegare il logo turistico è il web. Il mondo offre angoli di paradiso in cui tutti vorremmo essere in questo momento, soprattutto in questo momento. Ma in un tale imbarazzo della scelta solamente una diventerà la nostra prossima destinazione. Quale? Ovviamente quella che dal divano di casa riesce già a farci sentire in vacanza, grazie ad immagini da cartolina e ad una comunicazione studiata per farci vivere un'anticipazione delle esperienze offerte da quei luoghi. Non a caso parlo di "anticipazione", dal momento che il brand territoriale promosso sul web deve essere lo stesso che accoglie i turisti durante la vacanza. Alla città di Malta non sono sfuggite queste potenzialità e ha da tempo realizzato il suo progetto di place branding.

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Manuale d'uso di un marchio turistico

Va da sé che un marchio non può essere utilizzato indistintamente. Devono essere previsti criteri e linee guida che aiutino gli attori del territorio ad impiegare correttamente il logo. D'altronde l'identità territoriale non riguarda solamente e passivamente il patrimonio artistico o paesaggistico della località: essa coinvolge in prima linea persone, aziende, comunità locali, tradizioni e storia. Quindi includere il logo turistico nella propria comunicazione visiva significa, per ogni soggetto, identificarsi con il sistema del territorio contribuendo con il proprio valore ad accrescere il bagaglio di valori ed esperienze offerte dal luogo. Ma come fare?

Ovviamente solo un corretto utilizzo del logo garantisce la riconoscibilità e quindi l’effetto evocativo desiderato. Un manuale d'uso, che poi non è molto diverso dal brand book realizzato da un graphic designer per qualunque azienda cliente, è lo strumento chiave per consolidare l'identità visiva del territorio. Le linee guida forniscono, a chi prende parte al progetto, le indicazioni su come usare in maniera corretta e univoca il logotipo e le sue varianti.

Tuttavia questi criteri non riguardano solamente il posizionamento del marchio sui materiali ufficiali o le variazioni destinate ai diversi spazi e supporti. Infatti studiare ed elaborare il brand di un territorio significa trasformare in segno grafico l'essenza di quei luoghi, senza mai dimenticare la varietà naturalistiche e culturali che li caratterizzano. Di conseguenza la comunicazione visiva deve prevedere variazioni sul tema per esprimere ogni elemento di unicità del territorio. Ad esempio i percorsi tematici offerti dalla destinazione o i quartieri che compongono una città potrebbero essere evidenziati attraverso un uso del colore studiato ad hoc, ma sempre a partire da quello del logo.

Un esempio interessante in questo senso è stata l'operazione di place branding elaborata per valorizzare Bologna. Qui è stato creato un intero alfabeto di segni che stilizzano alcuni simboli della città come la cinta muraria, il mattone mosaico, il giglio del gonfalone p il rombo dello stemma antico. Il risultato è così un pattern variegato nelle forme ma in cui il marchio è sempre riconoscibile. Questo consente di giocare con un'identità visiva dinamica e flessibili, diversa per ogni concetto che si vuole esprimere, ma che nell’insieme resta sempre coerente con il logo turistico di Bologna.

A questo punto ti stai probabilmente chiedendo in cosa consiste un brand book. Scoprilo qui: Cos'è un brand book per l'immagine aziendale

Nel mondo di oggi, e ancor di più dopo l'accelerata digitale impressa dall'emergenza Covid-19, ricorrere agli strumenti di marketing digitale è fondamentale per emergere dalla massa dei competitor e affermare la propria presenza sul web. Al giorno d'oggi tutti ricorriamo ad internet o ad app per fare ricerche e acquistare prodotti, confrontare prezzi e tenerci aggiornati. Ecco perché creare un brand che tenga in primaria considerazione le modalità di comunicazione digitali è fondamentale.

L'errore comune di molte piccole o medie imprese è credere che il sito web, i canali social o una strategia di marketing digitale siano degli extra a cui dedicarsi di tanto in tanto. È un grandissimo errore! E in questo articolo voglio spiegarti perché.

Perché creare un brand per la tua azienda 

Che tu sia un libero professionista, una catena di ristoranti, una piccola realtà imprenditoriale o una multinazionale, il primo passo per mostrarti in giro è proporre una precisa identità aziendale, a partire da un'immagine coordinata che esprima al massimo i valori e la mission della tua attività. Il brand sarà il risultato di questa operazione: sarà la percezione che il pubblico avrà di te. 

Il tuo obiettivo sarà pertanto realizzare una corporate identity ben studiata e che veicolerà al target le tue vere intenzioni. Ma per ottenere questo non basta servirti di tutti gli strumenti messi a disposizione dal web; devi essere in grado di usarli nella maniera migliore, creando valore intorno al tuo nome e alla tua attività. Per creare un brand possiamo riassumere tre fasi.

Immagine aziendale coordinata

Questo processo parte con l'individuazione dei valori dell'azienda, del messaggio che essa vuole comunicare e con quale tono di voce, per poi passare alla definizione del naming, di un logo, di colori aziendali e di tutti gli elementi visivi che identificheranno quel brand come packaging, biglietti da visita, grafiche social, ecc. 

Comunicazione coordinata aziendale

La coerenza degli elementi visivi determina e assicura la riconoscibilità del marchio nel tempo. Ma bisogna riempire tutta questa "visività" con contenuti ben studiati in funzione della tua attività e degli interessi del tuo target.

Giusti canali digitali

Una comunicazione attraverso ogni singolo canale di comunicazione digitale non sempre è la scelta giusta. Spesso richiede uno dispiegamento eccessivo di risorse ed energie senza concreti ritorni. Ecco perché bisogna affidarsi ad esperti di digital marketing.

Ovviamente in questo articolo voglio spiegarti come creare un brand adatto alla presenza online della tua azienda, ma concentrandomi sulla visual identity che ti aiuti a presiedere gli spazi web e la mente degli utenti. 

Brand identity e sito web

Fino a qualche anno fa si credeva che il sito web non fosse altro che una vetrina: c'era o non c'era, in fondo gli utenti non entravano in contatto con le aziende attraverso il sito. Oggi tutto è cambiato. Il sito è un punto di partenza dal quale fare partire strategie, monitorare i comportamenti dei tuoi clienti e attirarne di nuovi. 

Sia che tu voglia creare un sito web da zero, sia che tu voglia migliorare quello che hai già online con un'operazione di restyling del sito web, l'importante è garantire la migliore esperienza di navigazione all'utente; cioè assicurare a chi atterri sul tuo sito prestazioni eccellenti e a te un'ottima reputazione da parte loro.

Approfondimento

Cos'è la UX Design e perché è importante per il tuo brand

Ma per rimanere impresso nella mente dei clienti che atterrano sul tuo sito, devi anche puntare sulla scelta di colori giusti, di quelli che definiscono la tua brand image insieme al logo. Passiamo poi alla scelta delle immagini: illustrazioni, grafiche o fotografie; in bianco e nero o a colori? Anche la scelta delle immagini, ovviamente in alta definizione, contribuisce alla percezione che gli utenti hanno del tuo sito web.

In poche parole: se il sito è ben fatto e curato, i clienti saranno maggiormente spinti a sceglierti perché penseranno che sei evidentemente affidabile e professionale; che gestisci le cose con cura. 

Branding visual identity sui social

Le operazioni sui social network sono un capitolo ampio e delicato nella strategia di branding di un'azienda. All'interno del brand book fornito dal graphic designer dovresti trovare ben esposte le regole in base alle quali combinare gli elementi visivi del brand da condividere sui social.

Si tratta di font, colori, logo e altri elementi essenziali che non possono essere negoziabili. Certo, può capitare che un font o un colore ufficiali non siano particolarmente adatti alla comunicazione sui social. In questo caso si può optare per la scelta di alternative, ma sempre dopo aver chiesto la consulenza ad un graphic designer esperto che sappia suggerirvi quale font o colore secondario scegliere senza tradire l'anima del brand. 

Le scelte visive impattano sullo stile di comunicazione. Ogni brand sceglie il proprio tone of voice, ma la verità è che ogni social richiede a sua volta un proprio tono di voce. Le creatività devono assecondare ed esaltare questa specificità. Pertanto, su LinkedIn funzionano infografiche o elementi geometrici che giocano con il logo aziendale, mentre su Instagram possiamo scegliere immagini evocative, un po' più libere dagli elementi grafici. 

D'altro canto il lavoro di un graphic designer che si occupa del tuo brand non finisce qui. Per ogni singolo social deve ideare diversi formati grafici, in funzione delle rubriche che costituiscono il piano editoriale. Dove posizionare il logo? Come integrarlo con il contenuto? Come trattare il testo? Che tipo di immagini usare? È il caso di inserire mappe, illustrazioni, sistemi di icone? Sono molte le domande che emergono nella definizioni di ogni singola grafica.

Insomma, il coordinamento è un punto di forza per ogni brand. Inoltre, se una regola vincolante nella visual identity non può funzionare su un canale strategico decisivo come sono oggi i social, forse è arrivato il momento di rivederla. L'esempio più semplice: se il tuo logo aziendale non viene visualizzato bene sui social, allora forse dovresti rivedere il marchio e non la tua presenza online. 

Approfondimento

Scopri tutte le ragioni per fare il restyling di un logo!

Oggi ci basta saltare su un aereo per visitare luoghi affascinanti, lontani ed esotici. Certo si fanno le vacanze in posti sempre più frequentati, resi popolari e imperdibili dalla folla che freme per andarci e magari scattare un selfie con l'hashtag ufficiale di quel territorio. Tuttavia la tendenza sta cambiando. I turisti rifuggono i pacchetti preconfezionati e desiderano immergersi nel luogo che hanno scelto di visitare, facendo esperienza della sua anima più intima. Il punto è proprio questo: il successo di una destinazione è sempre più determinato da studiate strategie di marketing territoriale che ne valorizzano l'unicità.

Potremmo pensare che destinazioni come New York o Roma non abbiano bisogno di presentazione. Invece non è così. Anche in questi casi oggi non basta più conoscere l'elenco dei monumenti o la top 10 dei rooftop della Grande Mela: i turisti desiderano esperienze uniche e autentiche anche semplicemente camminando tra i marciapiedi di una città. Questo concetto di brand del territorio è ancora più strategico se parliamo di turismo di prossimità; e ancora più necessario se pensiamo alla ripresa dopo il Covid-19.Scopriamo allora cos'è il marketing territoriale e perché puntare sul brand del territorio, soprattutto se parliamo dei piccoli borghi italiani da rilanciare dopo la pandemia.

Cos'è il marketing territoriale?

Da un po' di tempo gli attori del settore turistico hanno scoperto che un luogo non deve essere presentato solamente come una destinazione da villaggio turistico. Anche una guida turistica standardizzata come la Lonely Planet non asseconda più tanto i gusti delle persone. Oggi, più la località è fuori dai tradizionali circuiti turistici e viene presentata in maniera originale, tanto più ha appeal sui visitatori. Ecco perché il turismo di prossimità, fatto di piccoli borghi e molta natura, è lo scenario ideale per praticare il marketing turistico territoriale. Ma capiamo meglio cos'è.

Il concetto di "marketing territoriale" indica un insieme di strategie di comunicazione online e offline, di progetti e programmi che mirano alla promozione turistica di un territorio specifico partendo dalla sua storia, dalle sue caratteristiche e dalle sue eccellenze.

Solitamente questa attività richiede una collaborazione propositiva tra il settore pubblico e quello privato e ovviamente lo scopo finale è accrescere gli introiti di un territorio rendendolo una destinazione turistica di punta; ma anche ingolosire gli investimenti, dare un valore aggiunto ai prodotti e dunque aumentare le esportazioni. Insomma una strategia di marketing territoriale ben fatta assicura grandi vantaggi sia per la reputazione della località che per le strutture ricettive e turistiche.

Proprio questo periodo di crisi dovuto al Covid-19 dovrebbe essere il momento giusto per darsi da fare e non farsi trovare impreparati quando l'emergenza sarà finita.

Brand territoriale per i piccoli borghi

Marketing territoriale piccoli borghi

Voglio dedicare il mio discorso sul brand territoriale e il marketing turistico proprio al turismo di prossimità; a quei piccoli borghi che nascondono molte più potenzialità di quanto credano. 

Se stai leggendo questo articolo e vivi in una provincia italiana, probabilmente già conosci i punti di forza del tuo territorio: le usanze, i monumenti e gli scorci che ti rendono orgoglioso di vivere lì. Per realizzare un brand territoriale di successo devi comunicare tutto questo sentimento sincero a potenziali visitatori; l'obiettivo è riuscire a creare una connessione emotiva tra i futuri ospiti e gli abitanti del luogo

Analizza tutte le caratteristiche del luogo su cui puntare: dalle bellezze paesaggistiche che avvolgono il borgo alle attrazioni storico-artistiche, dalle tradizioni enogastronomiche a quelle folcloristiche; ma anche i collegamenti e i mezzi di trasporto locali, le attività da praticare e le strutture ricettive pronti ad accoglierli. 

Brand turistico per i piccoli borghi a partire dal logo del territorio

Ovviamente il primo elemento per rendere riconoscibile una destinazione nel mondo è presentarla con un logo del territorio. Un marchio è il cuore del marketing territoriale turistico, pertanto deve essere all'altezza dell'unicità e del valore del luogo da promuovere

Molto spesso un piccolo borgo o il suo comune hanno già uno stemma o un simbolo istituzionale. Se si tratta di un segno ben distintivo e soprattutto conosciuto, potrebbe essere un punto di partenza per realizzare il logo turistico della destinazione: ma solamente un punto di partenza! Infatti non dobbiamo dimenticare che il target a cui si rivolge il turismo è ben diverso dai destinatari delle comunicazioni istituzionali, così come il messaggio da veicolare; inoltre dubito fortemente che il designer del Duecento abbia previsto un logo adatto alla pagina ufficiale del borgo su Instagram. Due buoni esempi da analizzare sono i casi di Oslo e di Malta.

Un logo efficace deve richiamare sicuramente le tradizioni locali, i suoi monumenti, ma allo stesso tempo deve trasmettere un senso di leggerezza e relax o di divertimento; senza dimenticare l'eventuale richiamo al digitale e al futuro. In questo non solo il segno grafico, ma anche la scelta dei colori o del font contribuiranno a conferire personalità al brand territoriale. Quindi il mio consiglio non può che essere uno: affidati ad un graphic designer esperto che non solo realizza il tuo marchio, ma ti fornisce un brand book in cui specifica come utilizzare il logo negli abbinamenti grafici su tutti i tipi di materiali e potrai consegnarlo a tutti gli operatori turistici locali. Ma comunque, se vuoi approfondire questo argomento, clicca sul link al mio articolo proprio qui sotto.

Approfondimento

Marketing turistico: come realizzare un logo

Visual storytelling efficace dalle foto alla comunicazione digitale

Appartati e piccolini, magari solitari e un po' fatiscenti, ma comunque i turisti vogliono visitare posti da cartolina. Ecco perché devi poter contare su uno stock di immagini in alta definizione e suggestive che ripropongano tutto il bagaglio di paesaggi, di scorci poetici e di attrazioni storiche-culturali presenti sul tuo territorio. Uno dei punti deboli del marketing territoriale dei piccoli borghi, il vero anello debole della loro comunicazione, è proprio la mancanza di belle foto. Crea un archivio di fotografie realizzate da professionisti a cui attingere per brochure e materiali stampa, ma anche per siti web e social.

Comunicazione digitale per un brand turistico

Proprio il sito web e la presenza social sono i miglior tour operator per la tua destinazione. D'altronde se l'emergenza ha accelerato la digitalizzazione dell'Italia, ancor più questo processo coinvolgerà il settore turistico e tu non puoi farti trovare impreparato. Gli utenti non cercano più il "che cosa" visitare, ma "perché" visitarlo: l'esperienza del tuo territorio non comincerà una volta parcheggiata l'automobile, ma una volta cliccato "mi piace" sul tuo post. Ecco perché devi pensare alla UX Design del tuo sito come un investimento per far sentire il tuo target già lì, tra un'immagine di copertina che è già una cartolina e una navigazione tra le pagine che sembra già una passeggiata nel borgo.

Lo ribadirò altre volte, ma questo è ad esempio il momento in cui puntare sulla comunicazione social per raccontare il tuo territorio e suscitare nelle persone il desiderio di visitarlo, per creare empatia e accorciare le distanze. Il content manterrà la destinazione rilevante nella mente dei turisti potenziali quando potremo tornare a viaggiare. Il visual è fondamentale dal momento che i follower si aspettano belle foto, post ludici, storie coinvolgenti. Per distinguerti dal panorama di mete turistiche di cui l'etere è pieno di hashtag e immagini, è fondamentale ideare un'identità visiva unica che faccia riferimento proprio ai colori del tuo logo turistico. 

Marketing territoriale post-Covid

Eppure questo periodo di distanziamento sociale e limitazione negli spostamenti ci costringe a rimanere a casa. Quindi potrebbe sembrarti inutile creare un brand territoriale proprio in questa situazione. E invece non è affatto così: è proprio adesso il momento giusto in cui raccontare il tuo territorio e suscitare nelle persone il desiderio di visitarlo; magari un domani, ma comunque visitarlo prima di andare da qualche altra parte.

D'altro canto se la pandemia fa allontanare la prospettiva di vacanze all'estero, proporre mete alternative e più intime è la migliore strategia per ricominciare presto a gonfie vele, a partire dal Bel Paese. Il turismo di prossimità nasconde un bottino di possibilità (e forse sarebbe addirittura superfluo sottolineare la ricchezza della provincia italiana). 

Seppure si tratti di evasione, di sogni, di un domani senza pandemia, bisogna fare i conti con la realtà. Pertanto il marketing territoriale della tua destinazione deve comunque tenere in considerazione i nuovi bisogni nati con il Covid-19. Ad esempio il tono del tuo brand territoriale deve oggi risultare più empatico e meno commerciale. Non solo: obiettivo deve essere anche comunicare come la tua destinazione si sia organizzata per migliorare l’accoglienza e l’esperienza turistica in funzione delle nuove necessità. 

Insomma, in attesa di ricominciare a viaggiare con le valigie, è il momento di viaggiare con la mente e prima ancora con la creatività per rendere la tua destinazione un brand.

Scopri cosa ci insegna il Covid-19 in fatto di rebranding e comunicazione visiva

La pandemia ha rivoluzionato il modo di comunicare. In un articolo precedente ti ho già raccontato di come i nuovi valori e gli inediti bisogni dei consumatori possano rappresentare la giusta spinta verso un'operazione di rebranding. Ripensare la tua immagine aziendale, i valori e i messaggi che vuoi comunicare non è tanto una mossa strategica, quanto una scelta necessaria per assestarti nel "nuovo mondo" post-Covid, il quale richiede alle aziende empatia e affidabilità. Ma oggi più che mai un'attività di brand management deve dimostrare la stessa umanità che riserva ai clienti anche ad un altro target: quello dei propri dipendenti. Perciò in questo articolo voglio raccontarti perché partire dalla comunicazione interna per ottenere una brand identity credibile ed efficace post-Covid.

Approfondimento

Cosa ci insegna il Covid-19 sull'importanza del rebranding

Nel momento in cui sto scrivendo, e probabilmente stai leggendo, ancora non possiamo propriamente parlare di "post" pandemia. Siamo ancora in piena emergenza e forse proprio questo offre il giusto tempismo per intraprendere dei cambiamenti. D'altronde aggiustare il tiro della tua comunicazione interna adesso avrebbe più senso, godrebbe di una maggior risonanza e dimostreresti di gestire un'azienda al passo con i tempi, che sa ascoltare i bisogni dei propri dipendenti... senza scoppio ritardato. E già queste ragioni dovrebbero bastarti per convincerti a prendere subito in mano le redini del brand management della tua impresa. Ma nel caso non fossero argomentazioni sufficienti, continua a leggere.

L'importanza del brand management interno per la comunicazione esterna nell'era post-Covid19

Non ti stupirà sapere che il ruolo strategico della comunicazione interna è sostanzialmente cresciuto durante la pandemia. Paradossalmente (ma forse neanche troppo, anzi) al distanziamento sociale e allo smart working è corrisposto un incremento delle strategie elaborate da parte delle aziende per mantenere vivi e proficui i flussi di lavoro. Alcune abitudini maturante tenderanno probabilmente a consolidarsi, come la digitalizzazione degli strumenti e una maggior attenzione all'umanità. Proprio quest'ultimo punto è il nodo focale intorno al quale dovrebbe concentrarsi una strategia di brand management volta al futuro.

Infatti la consapevolezza che i propri dipendenti siano in tutto e per tutto persone, con gli stessi bisogni di rassicurazione ed empatia che hanno i clienti finali, è il punto di partenza per rivedere i valori aziendali da sposare e promuovere. Questo ci fa capire come un'efficace comunicazione interna possa dare un notevole contributo alle strategie di brand identity anche rivolte all’esterno. Ecco perché in un'ottica di brand management è fondamentale partire dai propri dipendenti, diventando riconoscibili e portatori di valore ai loro stessi occhi, anche a partire da un'immagine aziendale distintiva.

Perché cambiare la comunicazione interna nell'era del Covid-19?

In questi mesi la maggior parte delle attività hanno dovuto rivedere, non solo il proprio business, ma anche il piano comunicativo; e non solamente il proprio piano comunicativo rivolto ai clienti, ma anche quello destinato ai propri dipendenti. Per questi ultimi non è stato facile adattarsi a nuovi ritmi di lavoro, a nuovi protocolli e talvolta addirittura a nuovi modelli di business. Una comunicazione chiara, esaustiva, rassicurante e motivante è quanto mai necessaria per portare avanti l'ecosistema aziendale.

Non solamente il lavoro da remoto ha reso difficile monitorare buone pratiche e comportamenti virtuosi; il lavoro da casa ha allentato soprattutto le relazioni personali annullando i momenti informali all'interno dell'ambiente di lavoro che creano di fatto l'unità del team. Di conseguenza le aziende tentano di colmare tali vuoti attraverso una comunicazione strategica tempestiva e flessibile, che associ l'informazione operativa a contenuti emotivi e motivazionali, attraverso format grafici riconoscibili, per rafforzare il senso di appartenenza all'azienda e agli obiettivi comuni. In poche parole: la brand reputation parte dagli stessi dipendenti.

Il potere del colore nel branding

Su quali elementi puntare per il brand management interno? Contenuti, tone of voice e resa grafica

I contenuti hanno ovviamente la priorità, non solo a livello di informazioni ma anche di tono di voce e formati grafici. La situazione richiede infatti di riformulare un piano di contenuti adeguato alla realtà dell'emergenza, votato ad intenti divulgativi o motivazionali. Le informazioni che dovresti condividere con i tuoi collaboratori hanno a che fare con le regole di comportamento per tutelare la salute, la governance attivata dall'azienda per affrontare la crisi, i provvedimenti presi in merito all'organizzazione interna o il vademecum del bravo smartworker. Ma non solo. Abbiamo più volte parlato di "umanità" che l'azienda deve mostrare nei confronti dei propri dipendenti e di quei momenti di convivialità d'ufficio interdetti dal distanziamento sociale. Bene, una buona operazione di brand management interno cerca di creare spazi digitali di condivisione o argomenti stimolanti che esulino dalle questioni strettamente lavorative.

Nonostante l'empatia sia la modalità comunicativa da adottare, il tono di voce dovrà mantenere un'aura di autorevolezza per trasmettere competenza e rassicurazione. Infatti, nell'ottica di una strategia di brand management, l'azienda deve rafforzare il proprio ruolo di leadership. Rivolgendosi ai propri stessi dipendenti, un brand deve convogliare un senso di comunità e di appartenenza che vada oltre l’organizzazione aziendale ma rafforzi obiettivi comuni e coesione del team. Ma come comunicare tutto questo bagaglio di informazioni, messaggi e valori? Attraverso una studiata comunicazione visiva.

Qual è il ruolo della comunicazione visiva nel brand management?

I contenuti sono certamente la questione centrale, ma in un momento di generale rivoluzione comunicativa la modalità visiva attraverso cui vengono trasmessi non è secondaria. Con l'emergenza le persone hanno maturato un forte bisogno di chiarezza e sintesi nel ricevere informazioni. Se poi guardiamo al target particolare, scopriamo che i tuoi dipendenti si trovano già alle prese con dinamiche di lavoro aliene: costringerli a dover pure decifrare documenti non è poi molto "umano"!

Le vie di comunicazione possono essere diverse, a seconda della strategia di comunicazione interna elaborata e della frequenza di utilizzo dei diversi team. Email, intranet, blog, chat di gruppo e piattaforme come Teams offrono strumenti e impongono limiti diversi. È necessario creare formati grafici che si adattino ad ogni singolo canale comunicativo per ottimizzare la diffusione di un contenuto.

Approfondimento

Il valore comunicativo di un'infografica

Le scelte visive sono dunque decisive e non secondarie ai dati da trasmettere. Pensare che le immagini possano rendere più “leggibili” documenti, dati e informazioni altrimenti ostici è fondamentale per comunicare chiaramente e soprattutto ovviare ai parecchi materiali aziendali strategici che spesso,non percepiti come tali, vengono cestinati.

Approfondimento

Hai mai sentito parlare del "brand book"?

Per migliorare l’immagine e la percezione che i dipendenti hanno del tuo brand è importante curare anche i dettagli. Ricorrere ad un'identità visiva aziendale univoca e ricorrente, ma allo stesso tempo flessibile in base al genere di contenuto, ti permette di presiedere la mente stessa dei tuoi collaboratori in maniera positiva, rafforzando il loro senso di appartenenza e il desiderio di unirsi alla tua mission.

Loghi natalizi e strategie di marketing durante le Feste

Natale è il periodo più magico dell'anno che tra panettoni, regali e luminarie travolge di ottimismo ogni settore. Le Festività rappresentano una grande opportunità per le aziende, dal momento che i consumatori si scatenano negli acquisti. Per questo, è davvero il caso di puntare su strategie di marketing realizzate ad hoc. Viceversa non è il caso di infiocchettare la stessa immagine del brand per accrescere l'empatia con i clienti e distinguersi dai competitor. Forse lo avrai capito, ma oggi voglio raccontarti meglio perché i loghi natalizi sono tutt'altro che una buona idea.

Tutti sappiamo che Babbo Natale, da sempre affezionato al verde, decise ad un certo punto di seguire il consiglio della Coca-Cola e di indossare irreversibilmente il rosso. Si trattò di una campagna di marketing molto efficace da parte dell'azienda americana, che si impossessò del simbolo del Natale non mascherandosi da Rudolf, bensì vestendo del proprio stesso colore Santa Claus.

Ovviamente non ti sto proponendo strategie altrettanto rivoluzionarie. Voglio farti riflettere su quanto la Coca-Cola non giocò con la propria visual identity mascherandola, bensì piegando i simboli del Natale a proprio favore.

E quindi, se i negozi decorano le vetrine con alci e fiocchi per invogliare i clienti, tu non devi mascherarti da elfo per incrementare le tue conversioni. Puoi creare un conciliante clima natalizio nei tuoi spazi digitali, magari ideando grafiche social a tema, ma il logo aziendale lascialo stare.

Perché puntare su loghi natalizi è sbagliato?

Le statistiche parlano chiaro: sotto le Feste i negozi fisici (ma ormai anche gli e-commerce) registrano il picco annuale di vendite. Non è difficile da credere se pensiamo alla generale corsa all'ultimo regalo di Natale. In questa maratona tu non puoi di certo essere il fanalino di coda della slitta di Babbo Natale. Anzi, è proprio in questi giorni che devi dare il meglio di te mettendo in atto strategie di marketing più aggressive. Ma un conto sono le campagne di prodotto, i packaging natalizi e le grafiche social per fare gli auguri ai tuoi follower, un altro è compromettere la tua immagine aziendale con infantili cappellini di Natale.

Molti brand, anche decisamente diversi tra loro, creano visual identity a tema per catturare l’attenzione di un pubblico variegato ma comunque focalizzato sullo shopping natalizio. Quando parliamo di rifacimenti grafici non ci riferiamo solamente a confezioni regalo e post social: la ristrutturazione natalizia parte spesso dalle fondamenta della marca. Ed ecco spuntare loghi natalizi come i cioccolatini dal calendario dell'avvento.

Lo ripeto: il periodo natalizio rappresenta una grande opportunità commerciale che deve essere colta al volo se vuoi registrare un sostanzioso incremento di ve

Approfondimento

Perché avere una forte immagine aziendale tutto l'anno

Loghi natalizi aziendali compromettono la riconoscibilità del brand

Quasi sempre realizzare un logo di Natale significa aggiungere solamente un particolare grafico, magari che richiami i simboli delle Feste. Il cappello di Babbo Natale, le renne, l'albero di Natale, la stella cometa, la capanna, l'agrifoglio e il pan di zenzero sono tra gli spunti oggi più popolari. Qualunque logo designer ti taccerebbe di anatema. Non solo perché si tratta di banalizzazioni concettuali, ma anche perché vanno a compromettere la pulizia del logo e la sua essenza. Perciò, quello che io e qualunque altra figura esperta di comunicazione e marketing ti suggeriamo è di non considerare un rifacimento temporaneo del marchio aziendale in veste natalizia perché non ti ripagherà.

Anche durante il periodo delle Festività il logo resta il biglietto da visita della tua azienda. Pertanto non devi sottovalutare il fatto che un piccolo segno basterebbe a comportare radicali cambiamenti di significato nel marchio (e di conseguenza nella percezione del tuo brand da parte del pubblico).

E vogliamo parlare della riconoscibilità? Innanzitutto ricorda che i consumatori di Natale sono gli stessi clienti nel resto dell’anno. Pensare ad un logo di Natale come il primo passo strategico per attirare l’attenzione è in realtà un salto in più verso il baratro della dimenticanza. Pensa a quanto lavoro hai fatto per arrivare fino qui. Rifletti sugli investimenti, sul tempo e sulle risorse spese per ritagliarti la tua fetta di mercato e renderti riconoscibile agli occhi del tuo target. Vale la pena rischiare tutto questo inutilmente?

Approfondimento

In cosa consiste il restyling di un logo

Perché un logo di Natale non è un regalo per la tua Visual Identity

L'ho già detto qualche riga più sopra: preservare la riconoscibilità del brand è sacrosanto. Questa necessità va poi a braccetto con un'altra da non sottovalutare. Il Natale è il periodo dell'anno in cui diventiamo tutti più buoni e in cui ci sbilanciamo un po' di più nel dimostrare i nostri sentimenti, ma passare da Babbo Natale ad Ebenezer Scrooge è un attimo. Infatti procedere ad un restyling del logo natalizio da ributtare in soffitta dopo l'Epifania è rischioso, in quanto agli occhi dei consumatori emergerebbe in tutta la sua prepotenza la pura vocazione commerciale della tua operazione.

Con questo non sto sostenendo che non dovrai mai prevedere un restyling del tuo logo: tutt'altro. Talvolta emergono inevitabilmente condizioni che rendono necessario rinnovare un marchio, come la fusione con altre aziende o la virata verso nuovi obiettivi. Ecco, in quei casi sarà davvero urgente ripensare la propria visual identity. Tutt'altra cosa, lo avrai intuito ormai, è mettere le orecchie da alce al tuo logo il tempo di un panettone e due lenticchie al cotechino.

A questo punto vorrei approfittarne per ricordarti che affidandoti ad un graphic designer esperto poi stare certo che il risultato sarà sempre soddisfacente, in quanto un logo designer è in grado di valutare quali aggiustamenti apportare al tuo marchio, ma senza comprometterne efficacia, riconoscibilità e coerenza con i valori aziendali.

Approfondimento

Quando fare il restyling logo aziendale?

Comunicazione Aziendale
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