Progettare un logo di successo non è semplice; né tanto meno si può contare su una formula magica per progettarlo. Infatti non si tratta di un'operazione meccanica, bensì di un processo creativo a tutti gli effetti. Tuttavia, se sgombriamo il campo da errori di valutazione, improvvisazioni e pressioni, possiamo ricondurre l'impresa astrale ad una serie di stelle fisse. Infatti, portando avanti il percorso di elaborazione seguendo alcuni "punti cardinali", un graphic designer non si perderà e ti fornirà il risultato più in linea con i tuoi obiettivi. Perciò addentriamoci insieme in questa selva creativa e scopriamo i passaggi di un designer per capire come creare un logo professionale. 

Costruzione logo e le fasi del processo

Può sembrare un elenco semplice e noioso, ma individuare i momenti circoscritti che costituiscono il processo è fondamentale per capire come creare un logo ottimizzando il lavoro e procedendo senza ostacoli. E questo procedere sicuri senza dispersioni di tempo ed energie è un vantaggio sia per il professionista che per il cliente, il quale non si ritroverà a dover prevedere tempistiche dilatate o eventuali costi extra.

Quindi, più che una lista statica, guardiamo a questo elenco come ad una road map che assicuri migliore qualità e risultati più coerenti con il progetto. Ma quali sono le tappe necessarie per giungere alla meta?

  • Brief
  • Ricerca e analisi
  • Ricerca d'ispirazione
  • Schizzi preliminari
  • Disegno vettoriale
  • Presentazione al cliente
  • Correzioni e revisione
  • Finalizzazione del progetto
  • Consegna del progetto

Come puoi notare, il processo creativo va ben oltre la semplice realizzazione grafica del logo dagli schizzi preliminari al disegno vettoriale. Oggi voglio raccontarti come creare un logo dalle primissimo passo del brief di progetto alla scelta del colore.

Creazione loghi: partire dal brief di progetto

Prima ancora di immetterci in cammino dobbiamo farci un'idea di quale sia la strada maestra da seguire. Nel caso della costruzione di un logo, la stella polare è il brief di progetto

Si tratta di un documento fornito dal cliente al logo designer che presenta tutte le informazioni necessarie per veicolare il processo creativo. I dettagli da includere non devono fare esclusivamente riferimento ai desiderata del progetto, ma anche ai prodotti, ai valori e all'identità aziendale, al mercato di riferimento e via dicendo. Perché non limitarsi alle informazioni per disegnare il logo? Poiché avere a disposizione una conoscenza più ampia del cliente permette al consulente creativo di raccontare al meglio il brand, puntando dritto agli obiettivi e rispettando le aspettative senza andare fuori strada.

A questo punto scopri: Come scrivere un brief efficace?

Nonostante la fornitura del brief, quante e quali modifiche o aggiunte dovranno essere apportare alla proposta creativa è alquanto impossibile da predire: i grafici sanno fare magie visive ma sono re magi che seguono una strada, non maghi... anche se alcuni si presentano come Simone Mago che offre miracoli in cambio di prezzi da listino. 

Ma ecco: Perché non credere ai listino prezzi grafici

Come creare un logo: ricerca e ispirazione

Ricevuto il brief di progetto, il primo passo da parte del graphic designer su come creare un logo efficace è svolgere una ricerca online volta a trovare qualche idea, magari sfogliando il portfolio di logo designer famosi per trovare la giusta ispirazione. Da consulente esperto posso infatti assicurarti che essere consapevoli di ciò che ci circonda è fondamentale, anche solamente per aiutarci ad escludere sentieri già battuti dai competitor. Tuttavia l'esplorazione non deve scadere in un semplice copia-incolla, pratica ovviamente professionalmente squalificante e moralmente sbagliata. Un altro passaggio da non sottovalutare in questa fase è verificare se le idee segnalate dal cliente nel brief siano già esistenti e, in caso, analizzarle e trasformarle in nuovi punti di partenza per trovare chiavi di lettura alternative.

Come disegnare un logo: dallo sketching alla scelta dei colori

Logo Consulenti Obiettivo Profitto - Sketching

Come fare un logo

La fase di sketching rappresenta un momento fondamentale nella creazione di un logo efficace. Questa seconda tappa lungo il percorso creativo consiste nel buttar giù degli schizzi, con la cara vecchia matita, dando spazio alla creatività. Ovviamente non esiste una regola definita e le idee si sviluppano, evolvono e cambiano direzione rispetto alle ipotesi originali... ma d'altronde è proprio questo il bello, no?

Talvolta potrebbe sembrarci di essere giunti in un vicolo cieco e allora che fare? Tornare indietro, ricominciare da capo e disegnare nuove bozze. Ciò non toglie che l’idea geniale possa venire anche al primo tentativo! 

La ricerca d'ispirazione, insieme allo sketching, costituiscono la fase preliminare del percorso creativo e richiedono al graphic designer più tempo rispetto a qualsiasi altro momento del processo per realizzare un logo.

Non solo per creare un logo da zero è necessaria la giusta ispirazione, scopri infatti: quando fare il restyling di un logo.

Disegnare logo in bianco e nero

Sebbene all'occhio meno esperto possa sembrare il contrario, lungo la road map di un logo designer il colore compare a sentiero inoltrato, dal momento che in prima battuta bisogna focalizzarsi sull’idea. Niente fronzoli: se un logo funziona nella versione monocromatica, probabilmente quella a colori potrà solo che arricchirne il valore!

Per esperienza considero la creazione del logo in bianco e nero una buona pratica da seguire sempre, seppur non si tratti una regola ferrea. Potremmo ad esempio infrangere questa norma se stiamo sviluppando un logo destinato a funzionare solo sul web, dove i colori brillanti la fanno da padrone.

Comunque, in tutti i casi, nessuna sfumatura di colore celerà un logo progettato male... quindi non lasciarti intortare e anzi:

Scopri: Quali sono gli errori più comuni nel logo design.

Realizzare logo e la scelta dei colori

La teoria del colore è molto complessa e non può essere riassunta in poche righe di testo. Tuttavia ogni designer ne conosce fondamenti e implicazioni psicologiche e per questo è in grado di utilizzare il colore consapevolmente, conferendo maggior valore ed enfasi ad ogni progetto grafico.

Utilizzare dei colori specifici per comunicare la sensazione che il marchio desidera suscitare è un assioma nella comunicazione visiva; se poi consideriamo che alcune marche sono riconoscibili unicamente dalla loro tinta distintiva è ben evidente quanto siano importanti i colori in un articolo su come creare un logotipo.

Conoscere la psicologia dei colori, che tipo di sentimenti e stati d’animo evochi ogni tonalità è sicuramente un aspetto importante da tenere in considerazione nel creare un logo e un consulente creativo è in grado di consigliare il proprio cliente anche in questo senso. Tanto più se pensiamo che, a seconda dell'ambito, gli stessi colori possono trasmettere ulteriori sfumature di significato o messaggi subliminali. Ad esempio nel caso del cibo i colori vengono caricati di ulteriori valori, più o meno positivi, che sarebbe il caso di conoscere nel momento in cui si realizzi una brand identity legata al cibo.

Scopri di più: Colori caldi e colori freddi nel Food

Come creare un logo: “Keep it simple, stupid"

Se finora abbiamo elencato dei punti cardinali, adesso è il momento della stella polare che deve orientare come creare un logotipo. KISS è il nome di questo astro ed è l'acronimo di "Keep it simple, stupid", una frase attribuita all'ingegnere aeronautico Kelly Johnson. Il principio KISS afferma che la maggior parte dei sistemi funziona meglio evitando processi complessi; di conseguenza la semplicità dovrebbe essere un punto fermo in ogni progettazione: una stella polare, appunto. Questa stessa filosofia calza perfettamente nel design di un marchio: un logo semplice è più facile da riconoscere. Ad esempio, lo swoosh della Nike (il baffo per intenderci) è estremamente minimale ma è anche uno dei più riconoscibili nel mondo. 

Neanche a dirlo, il principio KISS va tenuto in considerazione fin da quando si inizia a scarabocchiare qualche schizzo, lavorando sull’essenziale e lasciando fuori tutti gli elementi non necessari. D'altronde, e questo è fondamentale soprattutto per un logo destinato all'online, mantenere il design semplice permette anche la flessibilità in termini di dimensioni.

Creare logo aziendale? Affidandoti ad un professionista

Il logo è l’anima e il volto di ogni azienda, società o professionista; poiché ne rappresenta il simbolo distintivo e rappresentativo, una corretta progettazione permette al logo di essere una potente risorsa. Per la stessa ragione è fondamentale che il processo di realizzazione sia affidato ad un consulente esperto, che abbia competenze specifiche e che sia in grado di guidare il cliente distogliendolo dalla folta selva di esempi, ispirazioni, richieste e vezzi in cui tende giustamente a perdersi. 

Un errore dei grafici più inesperti, probabilmente comprensibile, consiste nell'accettare ciecamente le linee guida imposte dal cliente dando origine a loghi non correttamente progettati e, ancor peggio, inefficaci. Viceversa è importante riuscire a dire di no a richieste sbagliate e controproducenti, spiegando al cliente le ragioni di tali considerazioni e riuscendo a trovare alternative convincenti per entrambi. D'altronde un graphic designer è un consulente e non semplicemente un grafico.

Logo personalizzato: simbolo o wordmark?

Il logo della Mercedes non è una macchina; il logo di Apple non è un computer. Eppure, vedendoli, non avremmo dubbi sull'azienda che rappresentano. Questo significa che il logo di un ristorante non ha bisogno di richiamare il cibo, che il logo di un dentista non deve necessariamente mostrare i denti e via dicendo. Il marchio che realizza un grafico esperto non è infatti la semplice rappresentazione visiva e imbellettata del prodotto o del servizio offerto dal cliente, ma allo stesso tempo l'espressione grafica dei valori e della storia della sua azienda in linea con la percezione del target. Proprio qui si colloca il lavoro creativo di un logo designer, che a volte  elegge come soluzione migliore per rappresentare il business di un cliente un wordmark professionale.

Forse lavorare sul semplice logotipo come proposta potrebbe sembrare semplicistica, ma anche la costruzione del lettering richiede studio e analisi: anche la scritta più elementare non è poi così banale, dal momento che deve rispettare complesse regole di progettazione e non bisogna aver paura di presentare della proposte in questa direzione. Anche perché "Keep it simple, stupid", no?

Approfondimento

Quanto costa un logo?

Tra i tanti ruoli maturati, i social network sono diventati anche delle "agenzie di viaggi", o per meglio dire delle "guide all'ispirazione" che ci aiutano a scegliere la destinazione della prossima vacanza. Sia seguendo pagine ufficiali che notando i post della propria rete, la maggior parte degli utenti si lascia volentieri influenzare dal web nello stilare la propria travel list. Instagram, il social delle immagini per eccellenza, si sta affermando sempre più come una risorsa d'oro per hotel, enti locali, stabilimenti, campeggi, musei e resort che vogliano attirare visitatori. Numerose destinazioni hanno già compreso le potenzialità del binomio social network e turismo, puntando soprattutto su stories e hashtag. 

Allo stesso tempo, però, diversi operatori coinvolti nel settore turistico hanno compreso che non basta postare foto e messaggi promozionali per risultare accattivanti agli occhi degli utenti. Infatti una strategia social funziona se include una comunicazione visiva coinvolgente e identificativa. Ma vediamo in cosa consiste e perché è necessaria.

Turismo e social network in una strategia di brand territoriale

La strategia di comunicazione social deve prevedere ovviamente la scelta delle piattaforme più efficaci sia per il proprio tipo di business che per intercettare il proprio target, ma anche i contenuti migliori per creare il legame con la propria community. Non secondaria è parimenti l'attività dedicata alla definizione dell'identità visiva che ho qui intenzione di approfondire.

Ho già raccontato in cosa consista il brand di un territorio e perché sia fondamentale una strategia di marketing territoriale per emergere rispetto ai competitor. Il brand territoriale, il cui primo passo consiste nella creazione di un logo turistico, rappresenta infatti l'insieme delle azioni comunicative volte a trasmettere il valore, la storia, le attrazioni di un territorio con lo scopo di renderlo immediatamente distinguibile e particolarmente attraente. Una strategia in questo senso deve ricorrere ai mezzi offline e online, ai partner e al coinvolgimento della community.Pertanto la comunicazione visiva riveste un ruolo chiave in una strategia social media e turismo. Una volta definito il logo turistico che sintetizzi i valori e l'esperienza assicurata dal territorio (ovviamente da parte di un graphic designer esperto) arriva il momento di declinare gli elementi e le coordinate stabilite in una comunicazione visiva che racconti quei luoghi al grande pubblico. Ecco che entra in scena il visual storytelling.

Approfondimento

Quanto costa un logo?

Social turismo e comunicazione visiva: dalle immagini alla posizione del logo

Visual storytelling, turismo e social media

Cosa si intende per "visual storytelling"? Significa raccontare storie (e nel nostro caso anche luoghi) attraverso immagini, foto e video che costruiscano un immaginario orientato a suscitare un legame emotivo con gli utenti-turisti. In altre parole si tratta di comunicare in modo persuasivo, rivolgendosi direttamente al destinatario. Ecco perché il visual storytelling si rivela molto efficace nel turismo: gli utenti desiderano essere stupiti, guardare belle e suggestive immagini per evadere dalla quotidianità sentendosi già in vacanza. I social network sono i canali per eccellenza in cui trasmettere queste emozioni, ma funzionano se il visual storytelling viene adattato ai diversi modi e formati disponibili; non dimentichiamo che non esiste un modo univoco di raccontare un territorio!

Social network turismo e la scelta delle immagini

Un'immagine vale più di mille parole, soprattutto se quello che stiamo promuovendo è una spiaggia del Salento e non una pompa idraulica. Quindi scegliere la giusta foto non è un passaggio secondario, né tantomeno decidere come inserirla all'interno dell'identità visiva del tuo brand turistico. Ma andiamo per gradi: la fotografia turistica oggi non si accontenta più di raffigurare i luoghi, ma punta a privilegiare immagini coinvolgenti e focalizzate sull'esperienza; in un certo senso potremmo dire che la fotografia "statica" è stata soppiantata da una fotografia "dinamica".

D'altronde i turisti di oggi restano indifferenti di fronte alle immagini istituzionali e patinate che tradizionalmente popolano le pagine delle brochure. Proprio i social network e l'infinità di contenuti visivi che portano in ogni minuta occasione quotidiana hanno trasformato i gusti degli utenti che oggi privilegiano foto vere ed emozionanti, in grado di trasmettere l'esperienza e cogliere gli elementi essenziali del territorio. La conseguenza è che non è cambiato solamente il modo di comunicare i luoghi, ma gli stessi soggetti delle immagini: non più monumenti iconici, ma scorci inediti, persone del posto e tradizioni locali.

Turismo social e visual identity

"Rem tene forma sequetur": una volta che hai il contenuto, quest'immagine va adeguata alla tua identità visiva. Non basta infatti pubblicare una foto sulla tua pagina social per essere automaticamente riconoscibile agli occhi degli utenti. Dovresti ad esempio, e per prima cosa, sovrapporre il tuo logo turistico all'immagine in modo da associare quell'esperienza al tuo brand. Non dimenticare inoltre che gli utenti tendono a condividere i contenuti che li colpiscono, innescando un processo che non sarai più in grado di tracciare. Editando quell'immagine con il logo o altri elementi identitari, il contenuto non rischia di perdere la tua firma.

Curare l'immagine social del tuo brand non consiste però solamente nella sovrapposizione del logo ufficiale del territorio o della struttura ai contenuti. Lo abbiamo accennato poco sopra: le piattaforme web forniscono una notevole varietà di canali di comunicazione, caratterizzati da diversi formati. Per poter intercettare il target in maniera armonica, coerente e curata, è necessario adattare l'identità visiva del tuo brand alle diverse funzionalità digitali. Ad esempio il formato e le possibilità espressive delle stories su Instagram o Facebook consentono di realizzare contenuti ben più interattivi che il classico post; a tale divaricazione deve inevitabilmente corrispondere un adattamento delle grafiche! 

Ma l'importanza di una presenza radicata online e della conseguente brand identity accattivante non si limita ai social network.

Scopri anche: Perché creare un brand per la presenza online

Il logo turistico è l'elemento che rende immediatamente riconoscibile un territorio, trasformando la destinazione in un marchio di esperienza e unicità da vivere a tutti i costi. Oggi sempre più persone si affidano ai social e al web per cercare ispirazione per la propria travel list; le agenzie di viaggio sono un megafono sempre più debole, quindi spetta a te alzare la voce per promuovere il tuo territorio.  

I turisti sono cambiati: non cercano più posti da visitare, ma luoghi da vivere. Inoltre la pandemia ha accelerato l'affermarsi di un turismo di prossimità legato al piacere di fare un'esperienza completa dei territori visitati, apprezzandone la genuinità dello stile di vita e i ritmi lenti. Pertanto il logo turistico è il sigillo fondamentale per la comunicazione territoriale: per affermarne l'identità attraverso l’immagine dei luoghi, la conoscenza della cultura locale e la promozione dei prodotti tipici. 

Approfondimento

Quanto costa un logo?

Perché realizzare un logo turistico?

Oggi l'obiettivo di chi opera nel settore della promozione turistica di un territorio non dovrebbe essere più elencare i cosiddetti "punti d'interesse" che trapuntano la città o la regione. Piuttosto bisogna mettere in evidenza le caratteristiche paesaggistiche, storiche, culturali e tradizionali che rendono unica una località, attraverso una narrazione ben studiata nei contenuti, nelle sensazioni da trasmettere e nel tono di voce con cui raccontarla. In altre parole, oggi per essere competitivi bisogna ideare un brand turistico. Il nodo di partenza per tessere la rete del brand è proprio la realizzazione del logo e le sue destinazioni d'uso.

Un'immagine coordinata ufficiale e ben definita è necessaria per rendere immediatamente riconoscibili materiali promozionali e comunicazioni ufficiali, ma non solo. A livello di marketing territoriale è decisivo trasmettere a potenziali turisti l'incredibile esperienza che li aspetta, intercettandoli anche attraverso altri supporti. Infatti uno dei principali canali in cui impiegare il logo turistico è il web. Il mondo offre angoli di paradiso in cui tutti vorremmo essere in questo momento, soprattutto in questo momento. Ma in un tale imbarazzo della scelta solamente una diventerà la nostra prossima destinazione. Quale? Ovviamente quella che dal divano di casa riesce già a farci sentire in vacanza, grazie ad immagini da cartolina e ad una comunicazione studiata per farci vivere un'anticipazione delle esperienze offerte da quei luoghi. Non a caso parlo di "anticipazione", dal momento che il brand territoriale promosso sul web deve essere lo stesso che accoglie i turisti durante la vacanza. Alla città di Malta non sono sfuggite queste potenzialità e ha da tempo realizzato il suo progetto di place branding.

Approfondimento

Le FAQ di un graphic designer

Manuale d'uso di un marchio turistico

Va da sé che un marchio non può essere utilizzato indistintamente. Devono essere previsti criteri e linee guida che aiutino gli attori del territorio ad impiegare correttamente il logo. D'altronde l'identità territoriale non riguarda solamente e passivamente il patrimonio artistico o paesaggistico della località: essa coinvolge in prima linea persone, aziende, comunità locali, tradizioni e storia. Quindi includere il logo turistico nella propria comunicazione visiva significa, per ogni soggetto, identificarsi con il sistema del territorio contribuendo con il proprio valore ad accrescere il bagaglio di valori ed esperienze offerte dal luogo. Ma come fare?

Ovviamente solo un corretto utilizzo del logo garantisce la riconoscibilità e quindi l’effetto evocativo desiderato. Un manuale d'uso, che poi non è molto diverso dal brand book realizzato da un graphic designer per qualunque azienda cliente, è lo strumento chiave per consolidare l'identità visiva del territorio. Le linee guida forniscono, a chi prende parte al progetto, le indicazioni su come usare in maniera corretta e univoca il logotipo e le sue varianti.

Tuttavia questi criteri non riguardano solamente il posizionamento del marchio sui materiali ufficiali o le variazioni destinate ai diversi spazi e supporti. Infatti studiare ed elaborare il brand di un territorio significa trasformare in segno grafico l'essenza di quei luoghi, senza mai dimenticare la varietà naturalistiche e culturali che li caratterizzano. Di conseguenza la comunicazione visiva deve prevedere variazioni sul tema per esprimere ogni elemento di unicità del territorio. Ad esempio i percorsi tematici offerti dalla destinazione o i quartieri che compongono una città potrebbero essere evidenziati attraverso un uso del colore studiato ad hoc, ma sempre a partire da quello del logo.

Un esempio interessante in questo senso è stata l'operazione di place branding elaborata per valorizzare Bologna. Qui è stato creato un intero alfabeto di segni che stilizzano alcuni simboli della città come la cinta muraria, il mattone mosaico, il giglio del gonfalone p il rombo dello stemma antico. Il risultato è così un pattern variegato nelle forme ma in cui il marchio è sempre riconoscibile. Questo consente di giocare con un'identità visiva dinamica e flessibili, diversa per ogni concetto che si vuole esprimere, ma che nell’insieme resta sempre coerente con il logo turistico di Bologna.

A questo punto ti stai probabilmente chiedendo in cosa consiste un brand book. Scoprilo qui: Cos'è un brand book per l'immagine aziendale

Creare una vera e propria strategia di rebranding che renda distintiva la tua azienda rispetto ai competitor sul web è decisivo. Costruire un'identità, innanzitutto visiva, è fondamentale per una crescita affidabile e costante: essere riconoscibile significa infatti presidiare la mente dei consumatori e stringere con loro un rapporto di fedeltà. Se quindi ti stai chiedendo come lanciare un brand online, metti in conto la possibilità di dover mettere in discussione il tuo stesso logo.

Con l'avvento del digitale la componente visiva è diventata la principale risorsa per la comunicazione di un'azienda. Oggi i siti web, i social network e le app assicurano ancora più visibilità; ma allo stesso tempo, proprio per questo, richiedono un'immagine aziendale ancora più forte. Questa nuova frontiera sfida anche le aziende che possono contare su un brand consolidato. Infatti un marchio di vecchia generazione ed efficace non è automaticamente adatto alla comunicazione sul web; così come una marca ormai rinomata ma del tutto estranea al mondo digitale, dovrebbe guardare al futuro. D'altro canto non smetterò mai di sottolineare come, se ultimamente colossi come Renault, Amazon e Burger King hanno deciso di dare una rinnovata alla propria immagine, evidentemente queste strategie hanno un loro peso nel successo di un'azienda.

Già che ci sei, scopri anche queste curiosità sui brand famosi!

Oggi voglio spiegarti perché approdare sul web è una buona ragione per avviare un'operazione di rebranding, a partire dalla comunicazione visiva.

Quando fare rebranding aziendale

Sfatiamo un dogma: un logo non è immutabile. Di conseguenza anche un brand può variare nel corso del tempo. In fondo il mercato, la società e quindi i consumatori, sono in continua evoluzione. Pensa a quanto il digitale, nel giro di poco tempo, ha rivoluzionato il modo di interagire con le aziende!

Le ragioni che possono spingere una marca a rinnovare la propria immagine e la propria comunicazione sono diverse. 

  • Azienda è mutata. Nuove politiche interne, fusioni, scissioni, cambio di mission; ma ancora l'introduzione di nuovi prodotti o l'apertura verso nuovi target da intercettare innanzitutto attraverso un brand empatico.
  • Pubblico è cambiato. Lo abbiamo già detto: il digitale ha trasformato i comportamenti d'acquisto dei consumatori, sono emersi nuovi target come i Millennials o la generazione Z. 
  • Nuove tendenze. Con il tempo i gusti e gli interessi, i valori del pubblico cambiano. Pensiamo all'attenzione dei consumatori sempre più rivolta alla sostenibilità e all'inclusività.
  • Logo obsoleto. Talvolta, nonostante il suo successo, è evidente che il logo dell'azienda sia un po' impolverato e che quindi richieda di essere rinnovato e rivitalizzato nelle linee e nei colori. 

Esistono poi situazioni imprevedibili che potrebbero spingere un'azienda a rivedere la propria visual identity a partire da logo. Tanto per dirne una: una pandemia mondiale!

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Quanto costa un logo?

Lanciare un brand online: perché fare digital rebranding?

Ultimamente stanno prendendo decisamente piede i social network che fanno della comunicazione visiva il proprio punto forte. Instagram e Pinterest, ad esempio, stanno scansando sempre più il fratello maggiore Facebook. Non solo: anche su LinkedIn, la piattaforma business per eccellenza, spopolano sempre più caroselli e infografiche per convogliare contenuti in maniera immediata e coinvolgente. 

Il tuo brand ha sempre funzionato? È ben conosciuto e riconosciuto dal tuo target? Ma come si comportano oggi i tuoi clienti? Cosa si aspettano da te? E soprattutto: loro si sono trasferiti online e ti aspettano lì: tu cosa hai intenzione di fare? Sei pronto ad unirti alla tribù? 

Oltre un milione di utenti popolano ogni giorno l'ecosistema Instagram e il tuo target è proprio nascosto all'interno di questa folla. Una volta intercettato con campagne di social media marketing, devi essere sicuro di averlo conquistato; non dimenticare infatti che gli utenti vengono costantemente bombardati da contenuti sul proprio feed, sponsorizzati e non. Pertanto la tua azienda deve riuscire ad emergere nella giungla dei competitor e per farlo devi puntare innanzitutto sull’abbinamento strategico tra immagini e testo, in grado di rafforzare il messaggio e prolungare il ricordo

Non sottovalutare neanche la prima impressione che gli utenti hanno quando scorrono il tuo feed. Una bacheca ordinata, coesa, armonica e utile trasmette un senso di affidabilità e professionalità.In questa ottica l’effetto wow non basta. I contenuti visivi devono essere coerenti con la personalità del brand​ che viene definita a monte: prima ancora di declinarla nei vari canali digitali e creare format grafici per le diverse rubriche. Per questa ragione dovresti affidarti ai servizi di un graphic designer esperto.

Come fare rebranding: parti dal restyling del logo

Restyling Logo Aziendale

Ma per lanciarti con un'identità visiva efficace e coerente, devi chiederti innanzitutto se gli elementi della tua visual identity funzionano bene sui social e sul web. L'esempio più semplice ma anche più decisivo che ti faccio riguarda proprio il logo: se fino a ieri il tuo marchio era perfetto per carta intestata, manifesti e packaging, oggi che la tua strategia di comunicazione include nuovi canali e dispositivi potrebbe non essere funzionale. Lo smartphone è diventato il device più utilizzato dagli utenti per navigare online e compiere azioni. Di conseguenza è fondamentale che la tua identità visiva sia funzionale ad essere veicolata attraverso lo smartphone. Qui i loghi sono più piccoli, gli spazi ristretti e la lettura meno paziente. Non solo, anche i colori possono risultare più o meno adatti a popolare i tuoi spazi online.

A tal proposito scopri quanto è importante la psicologia dei colori!

Nel mondo di oggi, e ancor di più dopo l'accelerata digitale impressa dall'emergenza Covid-19, ricorrere agli strumenti di marketing digitale è fondamentale per emergere dalla massa dei competitor e affermare la propria presenza sul web. Al giorno d'oggi tutti ricorriamo ad internet o ad app per fare ricerche e acquistare prodotti, confrontare prezzi e tenerci aggiornati. Ecco perché creare un brand che tenga in primaria considerazione le modalità di comunicazione digitali è fondamentale.

L'errore comune di molte piccole o medie imprese è credere che il sito web, i canali social o una strategia di marketing digitale siano degli extra a cui dedicarsi di tanto in tanto. È un grandissimo errore! E in questo articolo voglio spiegarti perché.

Perché creare un brand per la tua azienda 

Che tu sia un libero professionista, una catena di ristoranti, una piccola realtà imprenditoriale o una multinazionale, il primo passo per mostrarti in giro è proporre una precisa identità aziendale, a partire da un'immagine coordinata che esprima al massimo i valori e la mission della tua attività. Il brand sarà il risultato di questa operazione: sarà la percezione che il pubblico avrà di te. 

Il tuo obiettivo sarà pertanto realizzare una corporate identity ben studiata e che veicolerà al target le tue vere intenzioni. Ma per ottenere questo non basta servirti di tutti gli strumenti messi a disposizione dal web; devi essere in grado di usarli nella maniera migliore, creando valore intorno al tuo nome e alla tua attività. Per creare un brand possiamo riassumere tre fasi.

Immagine aziendale coordinata

Questo processo parte con l'individuazione dei valori dell'azienda, del messaggio che essa vuole comunicare e con quale tono di voce, per poi passare alla definizione del naming, di un logo, di colori aziendali e di tutti gli elementi visivi che identificheranno quel brand come packaging, biglietti da visita, grafiche social, ecc. 

Comunicazione coordinata aziendale

La coerenza degli elementi visivi determina e assicura la riconoscibilità del marchio nel tempo. Ma bisogna riempire tutta questa "visività" con contenuti ben studiati in funzione della tua attività e degli interessi del tuo target.

Giusti canali digitali

Una comunicazione attraverso ogni singolo canale di comunicazione digitale non sempre è la scelta giusta. Spesso richiede uno dispiegamento eccessivo di risorse ed energie senza concreti ritorni. Ecco perché bisogna affidarsi ad esperti di digital marketing.

Ovviamente in questo articolo voglio spiegarti come creare un brand adatto alla presenza online della tua azienda, ma concentrandomi sulla visual identity che ti aiuti a presiedere gli spazi web e la mente degli utenti. 

Brand identity e sito web

Fino a qualche anno fa si credeva che il sito web non fosse altro che una vetrina: c'era o non c'era, in fondo gli utenti non entravano in contatto con le aziende attraverso il sito. Oggi tutto è cambiato. Il sito è un punto di partenza dal quale fare partire strategie, monitorare i comportamenti dei tuoi clienti e attirarne di nuovi. 

Sia che tu voglia creare un sito web da zero, sia che tu voglia migliorare quello che hai già online con un'operazione di restyling del sito web, l'importante è garantire la migliore esperienza di navigazione all'utente; cioè assicurare a chi atterri sul tuo sito prestazioni eccellenti e a te un'ottima reputazione da parte loro.

Approfondimento

Cos'è la UX Design e perché è importante per il tuo brand

Ma per rimanere impresso nella mente dei clienti che atterrano sul tuo sito, devi anche puntare sulla scelta di colori giusti, di quelli che definiscono la tua brand image insieme al logo. Passiamo poi alla scelta delle immagini: illustrazioni, grafiche o fotografie; in bianco e nero o a colori? Anche la scelta delle immagini, ovviamente in alta definizione, contribuisce alla percezione che gli utenti hanno del tuo sito web.

In poche parole: se il sito è ben fatto e curato, i clienti saranno maggiormente spinti a sceglierti perché penseranno che sei evidentemente affidabile e professionale; che gestisci le cose con cura. 

Branding visual identity sui social

Le operazioni sui social network sono un capitolo ampio e delicato nella strategia di branding di un'azienda. All'interno del brand book fornito dal graphic designer dovresti trovare ben esposte le regole in base alle quali combinare gli elementi visivi del brand da condividere sui social.

Si tratta di font, colori, logo e altri elementi essenziali che non possono essere negoziabili. Certo, può capitare che un font o un colore ufficiali non siano particolarmente adatti alla comunicazione sui social. In questo caso si può optare per la scelta di alternative, ma sempre dopo aver chiesto la consulenza ad un graphic designer esperto che sappia suggerirvi quale font o colore secondario scegliere senza tradire l'anima del brand. 

Le scelte visive impattano sullo stile di comunicazione. Ogni brand sceglie il proprio tone of voice, ma la verità è che ogni social richiede a sua volta un proprio tono di voce. Le creatività devono assecondare ed esaltare questa specificità. Pertanto, su LinkedIn funzionano infografiche o elementi geometrici che giocano con il logo aziendale, mentre su Instagram possiamo scegliere immagini evocative, un po' più libere dagli elementi grafici. 

D'altro canto il lavoro di un graphic designer che si occupa del tuo brand non finisce qui. Per ogni singolo social deve ideare diversi formati grafici, in funzione delle rubriche che costituiscono il piano editoriale. Dove posizionare il logo? Come integrarlo con il contenuto? Come trattare il testo? Che tipo di immagini usare? È il caso di inserire mappe, illustrazioni, sistemi di icone? Sono molte le domande che emergono nella definizioni di ogni singola grafica.

Insomma, il coordinamento è un punto di forza per ogni brand. Inoltre, se una regola vincolante nella visual identity non può funzionare su un canale strategico decisivo come sono oggi i social, forse è arrivato il momento di rivederla. L'esempio più semplice: se il tuo logo aziendale non viene visualizzato bene sui social, allora forse dovresti rivedere il marchio e non la tua presenza online. 

Approfondimento

Scopri tutte le ragioni per fare il restyling di un logo!

Oggi ci basta saltare su un aereo per visitare luoghi affascinanti, lontani ed esotici. Certo si fanno le vacanze in posti sempre più frequentati, resi popolari e imperdibili dalla folla che freme per andarci e magari scattare un selfie con l'hashtag ufficiale di quel territorio. Tuttavia la tendenza sta cambiando. I turisti rifuggono i pacchetti preconfezionati e desiderano immergersi nel luogo che hanno scelto di visitare, facendo esperienza della sua anima più intima. Il punto è proprio questo: il successo di una destinazione è sempre più determinato da studiate strategie di marketing territoriale che ne valorizzano l'unicità.

Potremmo pensare che destinazioni come New York o Roma non abbiano bisogno di presentazione. Invece non è così. Anche in questi casi oggi non basta più conoscere l'elenco dei monumenti o la top 10 dei rooftop della Grande Mela: i turisti desiderano esperienze uniche e autentiche anche semplicemente camminando tra i marciapiedi di una città. Questo concetto di brand del territorio è ancora più strategico se parliamo di turismo di prossimità; e ancora più necessario se pensiamo alla ripresa dopo il Covid-19.Scopriamo allora cos'è il marketing territoriale e perché puntare sul brand del territorio, soprattutto se parliamo dei piccoli borghi italiani da rilanciare dopo la pandemia.

Cos'è il marketing territoriale?

Da un po' di tempo gli attori del settore turistico hanno scoperto che un luogo non deve essere presentato solamente come una destinazione da villaggio turistico. Anche una guida turistica standardizzata come la Lonely Planet non asseconda più tanto i gusti delle persone. Oggi, più la località è fuori dai tradizionali circuiti turistici e viene presentata in maniera originale, tanto più ha appeal sui visitatori. Ecco perché il turismo di prossimità, fatto di piccoli borghi e molta natura, è lo scenario ideale per praticare il marketing turistico territoriale. Ma capiamo meglio cos'è.

Il concetto di "marketing territoriale" indica un insieme di strategie di comunicazione online e offline, di progetti e programmi che mirano alla promozione turistica di un territorio specifico partendo dalla sua storia, dalle sue caratteristiche e dalle sue eccellenze.

Solitamente questa attività richiede una collaborazione propositiva tra il settore pubblico e quello privato e ovviamente lo scopo finale è accrescere gli introiti di un territorio rendendolo una destinazione turistica di punta; ma anche ingolosire gli investimenti, dare un valore aggiunto ai prodotti e dunque aumentare le esportazioni. Insomma una strategia di marketing territoriale ben fatta assicura grandi vantaggi sia per la reputazione della località che per le strutture ricettive e turistiche.

Proprio questo periodo di crisi dovuto al Covid-19 dovrebbe essere il momento giusto per darsi da fare e non farsi trovare impreparati quando l'emergenza sarà finita.

Brand territoriale per i piccoli borghi

Marketing territoriale piccoli borghi

Voglio dedicare il mio discorso sul brand territoriale e il marketing turistico proprio al turismo di prossimità; a quei piccoli borghi che nascondono molte più potenzialità di quanto credano. 

Se stai leggendo questo articolo e vivi in una provincia italiana, probabilmente già conosci i punti di forza del tuo territorio: le usanze, i monumenti e gli scorci che ti rendono orgoglioso di vivere lì. Per realizzare un brand territoriale di successo devi comunicare tutto questo sentimento sincero a potenziali visitatori; l'obiettivo è riuscire a creare una connessione emotiva tra i futuri ospiti e gli abitanti del luogo

Analizza tutte le caratteristiche del luogo su cui puntare: dalle bellezze paesaggistiche che avvolgono il borgo alle attrazioni storico-artistiche, dalle tradizioni enogastronomiche a quelle folcloristiche; ma anche i collegamenti e i mezzi di trasporto locali, le attività da praticare e le strutture ricettive pronti ad accoglierli. 

Brand turistico per i piccoli borghi a partire dal logo del territorio

Ovviamente il primo elemento per rendere riconoscibile una destinazione nel mondo è presentarla con un logo del territorio. Un marchio è il cuore del marketing territoriale turistico, pertanto deve essere all'altezza dell'unicità e del valore del luogo da promuovere

Molto spesso un piccolo borgo o il suo comune hanno già uno stemma o un simbolo istituzionale. Se si tratta di un segno ben distintivo e soprattutto conosciuto, potrebbe essere un punto di partenza per realizzare il logo turistico della destinazione: ma solamente un punto di partenza! Infatti non dobbiamo dimenticare che il target a cui si rivolge il turismo è ben diverso dai destinatari delle comunicazioni istituzionali, così come il messaggio da veicolare; inoltre dubito fortemente che il designer del Duecento abbia previsto un logo adatto alla pagina ufficiale del borgo su Instagram. Due buoni esempi da analizzare sono i casi di Oslo e di Malta.

Un logo efficace deve richiamare sicuramente le tradizioni locali, i suoi monumenti, ma allo stesso tempo deve trasmettere un senso di leggerezza e relax o di divertimento; senza dimenticare l'eventuale richiamo al digitale e al futuro. In questo non solo il segno grafico, ma anche la scelta dei colori o del font contribuiranno a conferire personalità al brand territoriale. Quindi il mio consiglio non può che essere uno: affidati ad un graphic designer esperto che non solo realizza il tuo marchio, ma ti fornisce un brand book in cui specifica come utilizzare il logo negli abbinamenti grafici su tutti i tipi di materiali e potrai consegnarlo a tutti gli operatori turistici locali. Ma comunque, se vuoi approfondire questo argomento, clicca sul link al mio articolo proprio qui sotto.

Approfondimento

Marketing turistico: come realizzare un logo

Visual storytelling efficace dalle foto alla comunicazione digitale

Appartati e piccolini, magari solitari e un po' fatiscenti, ma comunque i turisti vogliono visitare posti da cartolina. Ecco perché devi poter contare su uno stock di immagini in alta definizione e suggestive che ripropongano tutto il bagaglio di paesaggi, di scorci poetici e di attrazioni storiche-culturali presenti sul tuo territorio. Uno dei punti deboli del marketing territoriale dei piccoli borghi, il vero anello debole della loro comunicazione, è proprio la mancanza di belle foto. Crea un archivio di fotografie realizzate da professionisti a cui attingere per brochure e materiali stampa, ma anche per siti web e social.

Comunicazione digitale per un brand turistico

Proprio il sito web e la presenza social sono i miglior tour operator per la tua destinazione. D'altronde se l'emergenza ha accelerato la digitalizzazione dell'Italia, ancor più questo processo coinvolgerà il settore turistico e tu non puoi farti trovare impreparato. Gli utenti non cercano più il "che cosa" visitare, ma "perché" visitarlo: l'esperienza del tuo territorio non comincerà una volta parcheggiata l'automobile, ma una volta cliccato "mi piace" sul tuo post. Ecco perché devi pensare alla UX Design del tuo sito come un investimento per far sentire il tuo target già lì, tra un'immagine di copertina che è già una cartolina e una navigazione tra le pagine che sembra già una passeggiata nel borgo.

Lo ribadirò altre volte, ma questo è ad esempio il momento in cui puntare sulla comunicazione social per raccontare il tuo territorio e suscitare nelle persone il desiderio di visitarlo, per creare empatia e accorciare le distanze. Il content manterrà la destinazione rilevante nella mente dei turisti potenziali quando potremo tornare a viaggiare. Il visual è fondamentale dal momento che i follower si aspettano belle foto, post ludici, storie coinvolgenti. Per distinguerti dal panorama di mete turistiche di cui l'etere è pieno di hashtag e immagini, è fondamentale ideare un'identità visiva unica che faccia riferimento proprio ai colori del tuo logo turistico. 

Marketing territoriale post-Covid

Eppure questo periodo di distanziamento sociale e limitazione negli spostamenti ci costringe a rimanere a casa. Quindi potrebbe sembrarti inutile creare un brand territoriale proprio in questa situazione. E invece non è affatto così: è proprio adesso il momento giusto in cui raccontare il tuo territorio e suscitare nelle persone il desiderio di visitarlo; magari un domani, ma comunque visitarlo prima di andare da qualche altra parte.

D'altro canto se la pandemia fa allontanare la prospettiva di vacanze all'estero, proporre mete alternative e più intime è la migliore strategia per ricominciare presto a gonfie vele, a partire dal Bel Paese. Il turismo di prossimità nasconde un bottino di possibilità (e forse sarebbe addirittura superfluo sottolineare la ricchezza della provincia italiana). 

Seppure si tratti di evasione, di sogni, di un domani senza pandemia, bisogna fare i conti con la realtà. Pertanto il marketing territoriale della tua destinazione deve comunque tenere in considerazione i nuovi bisogni nati con il Covid-19. Ad esempio il tono del tuo brand territoriale deve oggi risultare più empatico e meno commerciale. Non solo: obiettivo deve essere anche comunicare come la tua destinazione si sia organizzata per migliorare l’accoglienza e l’esperienza turistica in funzione delle nuove necessità. 

Insomma, in attesa di ricominciare a viaggiare con le valigie, è il momento di viaggiare con la mente e prima ancora con la creatività per rendere la tua destinazione un brand.

Scopri cosa ci insegna il Covid-19 in fatto di rebranding e comunicazione visiva

Il 2020 giunge al termine, ma non possiamo voltare pagina senza aver prima letto bene questo capitolo. Ogni aspetto della vita, così come ogni settore economico e ambito della comunicazione, hanno dovuto fare i conti con l'emergenza e con le sue conseguenze di lunga durata. Infatti, in vista del 2021 non dobbiamo dimenticare di fare tesoro dei comportamenti e delle aspettative maturate dalle persone nel corso di questo anno. Anche in fatto di brand identity il Covid-19 ha imposto nuove coordinate da assecondare che potrebbero spingerti a valutare un rebranding della tua azienda. In particolare voglio farti riflettere su quanto possa essere necessario ripensare la tua comunicazione visiva in sintonia con i nuovi sentimenti dei clienti.

Rebranding aziendale: le potenzialità della comunicazione visiva

Il rebranding di una marca è tendenzialmente percepito come qualcosa di negativo, come un'operazione da mettere in atto malgrado le reali volontà dell'azienda. In realtà rinnovare l'immagine aziendale non è una dichiarazione di fallimento: si tratta spesso di una scelta strategica, motivata dal desiderio di rimanere al passo con i tempi. Piuttosto che una manovra per rattoppare il brand, è una mossa per sottolineare quanto esso sia ancora dinamico e disposto ad ascoltare i bisogni dei propri clienti.

In questo articolo sul restyling di un logo aziendale ti avevo elencato le situazioni più frequenti che potrebbero spingerti a rinnovare il tuo marchio, quindi la tua visual identity e a livello più complessivo la tua comunicazione visiva. Ovviamente in quella casistica non avevo citato una pandemia mondiale dal momento che, grazie al cielo, non è poi così frequente. Eppure il Covid-19 ha spalancato un ulteriore scenario per il rebranding, dal momento che dobbiamo fare i conti che i nuovi bisogni comunicativi e di marketing delle persone.

Approfondimento

Cos'è il restyling di un logo

Ricollegandomi all'inizio di questo paragrafo, il virus rappresenta il caso per eccellenza in cui un'azienda si trova suo malgrado a dover ripensare alla propria immagine, ai valori e ai messaggi che comunica. D'altro canto nulla ha mai gettato una luce così potente sull'importanza del rebranding pro-attivo come l'emergenza pandemica. I marchi migliori saranno (è il caso di parlare al futuro) quelli che osserveranno bene i consumatori: i valori e i contenuti verso cui sono più sensibili, ma anche i formati e le esigenze visive più funzionali. Per tale ragione nel prossimo paragrafo voglio parlarti di come, all'interno di un'operazione di rebranding, la giusta comunicazione visiva possa rispondere ai nuovi bisogni degli utenti.

Rebranding e comunicazione visiva per intercettare le nuove esigenze degli utenti

Nei mesi della pandemia molte aziende avevano già compreso come il proprio logo, solitamente intoccabile, poteva essere "distanziato" per l'occasione eccezionale. Quindi Kappa, Coca-Cola, Mercedes e molti altri brand hanno rivisto il proprio segno distintivo per promuovere e unirsi al coro delle istituzioni internazionali che invitavano al distanziamento sociale. Mossa furba o davvero sentita, fatto sta che queste aziende hanno perfettamente intuito il nuovo approccio degli utenti nei confronti dei brand: agli occhi dei consumatori il valore e l'impegno del marchio è più importante che mai.

La comunicazione visiva è il primo passo delle aziende per comunicare un nuovo approccio, in linea con le esigenze collettive emerse durante l’emergenza. Ecco alcuni vantaggi assicurati da un’operazione di rebranding, ideata in funzione dei nuovi bisogni.

Strategie di rebranding per trasmettere fiducia

Sebbene le misure adottate in questo periodo tra restrizioni e distanziamento sociale siano solamente temporanee, l’idea di adattare la propria comunicazione al momento delicato non dovrebbe essere trattata come una campagna a breve termine. Ad esempio, ricorrere ad un social network solamente per il tempo dell'emergenza non è una buona strategia se all'indomani di questo periodo non rientrerà più nelle strategie di comunicazione aziendale. Viceversa, rafforzare le comunicazioni attraverso i canali distintivi del marchio dimostra un impegno duraturo nei confronti dei clienti e trasmette fiducia. Anche la comunicazione visiva non deve essere concepita esclusivamente come una parentesi nella vita del brand, ma piuttosto come una nuova veste, arricchita dei valori maturati durante l’emergenza e valida per il futuro.

Valorizzare l'umanità del brand attraverso la comunicazione visiva

I consumatori hanno bisogno di sentirsi rassicurati, di avere certezze e di avvertire un calore umano finanche da parte di un'azienda. Questa nuova esigenza non si esaurirà con il passare dell’emergenza. Sia visivamente che a livello esperienziale, un brand deve trasmettere questo sentimento ai suoi clienti. Ad esempio una mascotte del marchio può creare empatia con i consumatori andando a colmare il vuoto relazionare provocato dal distanziamento sociale oggi e trasformandosi in elemento riconoscibile del brand domani.

Creare Infografiche

Puntare sul rebranding per valorizzare la trasparenza aziendale

In un momento di crisi, insicurezza e instabilità, poter contare almeno sulla trasparenza dei brand è fondamentale. Dal momento che i clienti non possono accedervi, hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto che le aziende rispettino le misure di sicurezza. Pensiamo ad esempio ai ristoranti e alle attività di delivery: i consumatori vogliono essere certi che dalla preparazione del cibo alla consegna siano rispettate tutte le imposizioni. Quindi non si tratta solamente delle misure che un'azienda ha effettivamente messo in campo: conta altrettanto il modo in cui esse vengono convogliate. E pensi forse che passata l’emergenza le persone non vorranno più sapere se le aziende si comportano secondo condivisibili codici morali? Infografiche, icone chiare e formati comunicativi adatti ai singoli canali possono davvero aiutare un’azienda a comunicare da vicino con i propri consumatori.

Rispondere al bisogno di semplicità con un design minimalista nella comunicazione visiva

L'emergenza ha segnato una riscoperta della semplicità, sia nel senso di contenuti legati alla quotidianità che di formati più semplici e immediati. In realtà è già da qualche anno che il gusto generale si è spostato verso un'estetica più minimalista, ma il 2020 e l'emergenza Covid ha sicuramente reso ancor più repentina la virata. Oggi i clienti fanno meno caso agli orpelli e vanno dritti al punto. Vogliono che tu faccia lo stesso nella tua comunicazione visiva: chiara, immediata, ma non per questo trascurata o poco coinvolgente.

Trasmettere informazioni utili con una chiara comunicazione visiva

I dati sono diventati parte integrante nella vita di tutti noi. Anche sui social cifre e statistiche sono diventati contenuti trasversali. Oggi gli utenti hanno imparato "a leggere" e i clienti hanno accresciuto ancor di più l'attitudine ad informarsi prima di fare acquisti. Un'azienda che fornisca informazioni chiare e puntuali può davvero fare la differenza sia per il proprio fatturato che per i bisogni dei clienti. Tuttavia la condivisione di dati grezzi ha poco appeal sullo spettatore. Qui entra in gioco la comunicazione visiva. Presentare le informazioni in una maniera accattivante ti renderà riconoscibile e punto di riferimento affidabile per il pubblico.

Loghi natalizi e strategie di marketing durante le Feste

Natale è il periodo più magico dell'anno che tra panettoni, regali e luminarie travolge di ottimismo ogni settore. Le Festività rappresentano una grande opportunità per le aziende, dal momento che i consumatori si scatenano negli acquisti. Per questo, è davvero il caso di puntare su strategie di marketing realizzate ad hoc. Viceversa non è il caso di infiocchettare la stessa immagine del brand per accrescere l'empatia con i clienti e distinguersi dai competitor. Forse lo avrai capito, ma oggi voglio raccontarti meglio perché i loghi natalizi sono tutt'altro che una buona idea.

Tutti sappiamo che Babbo Natale, da sempre affezionato al verde, decise ad un certo punto di seguire il consiglio della Coca-Cola e di indossare irreversibilmente il rosso. Si trattò di una campagna di marketing molto efficace da parte dell'azienda americana, che si impossessò del simbolo del Natale non mascherandosi da Rudolf, bensì vestendo del proprio stesso colore Santa Claus.

Ovviamente non ti sto proponendo strategie altrettanto rivoluzionarie. Voglio farti riflettere su quanto la Coca-Cola non giocò con la propria visual identity mascherandola, bensì piegando i simboli del Natale a proprio favore.

E quindi, se i negozi decorano le vetrine con alci e fiocchi per invogliare i clienti, tu non devi mascherarti da elfo per incrementare le tue conversioni. Puoi creare un conciliante clima natalizio nei tuoi spazi digitali, magari ideando grafiche social a tema, ma il logo aziendale lascialo stare.

Perché puntare su loghi natalizi è sbagliato?

Le statistiche parlano chiaro: sotto le Feste i negozi fisici (ma ormai anche gli e-commerce) registrano il picco annuale di vendite. Non è difficile da credere se pensiamo alla generale corsa all'ultimo regalo di Natale. In questa maratona tu non puoi di certo essere il fanalino di coda della slitta di Babbo Natale. Anzi, è proprio in questi giorni che devi dare il meglio di te mettendo in atto strategie di marketing più aggressive. Ma un conto sono le campagne di prodotto, i packaging natalizi e le grafiche social per fare gli auguri ai tuoi follower, un altro è compromettere la tua immagine aziendale con infantili cappellini di Natale.

Molti brand, anche decisamente diversi tra loro, creano visual identity a tema per catturare l’attenzione di un pubblico variegato ma comunque focalizzato sullo shopping natalizio. Quando parliamo di rifacimenti grafici non ci riferiamo solamente a confezioni regalo e post social: la ristrutturazione natalizia parte spesso dalle fondamenta della marca. Ed ecco spuntare loghi natalizi come i cioccolatini dal calendario dell'avvento.

Lo ripeto: il periodo natalizio rappresenta una grande opportunità commerciale che deve essere colta al volo se vuoi registrare un sostanzioso incremento di ve

Approfondimento

Perché avere una forte immagine aziendale tutto l'anno

Loghi natalizi aziendali compromettono la riconoscibilità del brand

Quasi sempre realizzare un logo di Natale significa aggiungere solamente un particolare grafico, magari che richiami i simboli delle Feste. Il cappello di Babbo Natale, le renne, l'albero di Natale, la stella cometa, la capanna, l'agrifoglio e il pan di zenzero sono tra gli spunti oggi più popolari. Qualunque logo designer ti taccerebbe di anatema. Non solo perché si tratta di banalizzazioni concettuali, ma anche perché vanno a compromettere la pulizia del logo e la sua essenza. Perciò, quello che io e qualunque altra figura esperta di comunicazione e marketing ti suggeriamo è di non considerare un rifacimento temporaneo del marchio aziendale in veste natalizia perché non ti ripagherà.

Anche durante il periodo delle Festività il logo resta il biglietto da visita della tua azienda. Pertanto non devi sottovalutare il fatto che un piccolo segno basterebbe a comportare radicali cambiamenti di significato nel marchio (e di conseguenza nella percezione del tuo brand da parte del pubblico).

E vogliamo parlare della riconoscibilità? Innanzitutto ricorda che i consumatori di Natale sono gli stessi clienti nel resto dell’anno. Pensare ad un logo di Natale come il primo passo strategico per attirare l’attenzione è in realtà un salto in più verso il baratro della dimenticanza. Pensa a quanto lavoro hai fatto per arrivare fino qui. Rifletti sugli investimenti, sul tempo e sulle risorse spese per ritagliarti la tua fetta di mercato e renderti riconoscibile agli occhi del tuo target. Vale la pena rischiare tutto questo inutilmente?

Approfondimento

In cosa consiste il restyling di un logo

Perché un logo di Natale non è un regalo per la tua Visual Identity

L'ho già detto qualche riga più sopra: preservare la riconoscibilità del brand è sacrosanto. Questa necessità va poi a braccetto con un'altra da non sottovalutare. Il Natale è il periodo dell'anno in cui diventiamo tutti più buoni e in cui ci sbilanciamo un po' di più nel dimostrare i nostri sentimenti, ma passare da Babbo Natale ad Ebenezer Scrooge è un attimo. Infatti procedere ad un restyling del logo natalizio da ributtare in soffitta dopo l'Epifania è rischioso, in quanto agli occhi dei consumatori emergerebbe in tutta la sua prepotenza la pura vocazione commerciale della tua operazione.

Con questo non sto sostenendo che non dovrai mai prevedere un restyling del tuo logo: tutt'altro. Talvolta emergono inevitabilmente condizioni che rendono necessario rinnovare un marchio, come la fusione con altre aziende o la virata verso nuovi obiettivi. Ecco, in quei casi sarà davvero urgente ripensare la propria visual identity. Tutt'altra cosa, lo avrai intuito ormai, è mettere le orecchie da alce al tuo logo il tempo di un panettone e due lenticchie al cotechino.

A questo punto vorrei approfittarne per ricordarti che affidandoti ad un graphic designer esperto poi stare certo che il risultato sarà sempre soddisfacente, in quanto un logo designer è in grado di valutare quali aggiustamenti apportare al tuo marchio, ma senza comprometterne efficacia, riconoscibilità e coerenza con i valori aziendali.

Approfondimento

Quando fare il restyling logo aziendale?

Quando ricorrere al restyling logo aziendale? Ecco tutte le ragioni che potrebbero rendere necessario il rinnovamento della tua visual identity

Lo dico sempre: il logo è il biglietto da visita di un'azienda. Ciò implica che un marchio deve essere ideato e realizzato per essere il più efficace e memorabile possibile, ma anche per durare nel tempo. Tale incipit potrebbe sembrare una contraddizione rispetto all'opportunità di restyling logo aziendale che ho intenzione di raccontarti in questo articolo. Eppure non è affatto così.

Infatti creare un logo d'impatto è sicuramente un presupposto fondamentale per iniziare subito con il piede giusto e distanziare i competitor già in partenza. Un segno grafico originale, la scelta del giusto font, di colori in linea con lo spirito dell'azienda e adatti al settore di riferimento assicurano un marchio distintivo ed efficace. Ti dirò di più: un logotipo davvero ben fatto è quello che effettivamente mantiene la sua attualità negli anni. Eppure c'è poco da fare: nulla resiste al tempo e all'evoluzione di mode, gusti e tendenze. E tanto meno il logo più meravigliosamenteoperfettissimo potrà davvero essere eterno.

Approfondimento

Gli errori più comuni nel logo design

D'altronde, se anche brand universalmente noti e che non rischiano di sembrare datati come Apple, Adidas o Netflix hanno puntualmente scelto di rinfrescare la propria immagine, una ragione ci sarà... e quale potrebbe essere? Beh, innanzitutto i famosi cambiamenti culturali e di design di cui sopra non risparmiano neanche i giganti del mondo. Ma le ragioni valide per considerare un logo restyling possono essere anche altre, magari legate più strettamente alle esigenze o alla storia della singola realtà di business.

Eppure, di fronte alla possibilità di valutare un cambiamento del genere, moltissime aziende sono ancora riluttanti. Se ti consideri una di queste e sei alla ricerca di argomentazioni convincenti, ma anche se ti serve quell'ultima spinta per deciderti a fare il restyling del logo aziendale, allora sei nel posto giusto.

Restyling logo aziendale: le ragioni per rinnovare l'immagine aziendale

Restyling Logo Aziendale

Comprendo che rifare un logo potrebbe sembrare una scelta importante e che "lasciare la strada vecchia per quella nuova" potrebbe risultare spiazzante. Oltre all'aspetto economico, infatti, ci sono preoccupazioni di ordine logistico legate al rinnovo dell'immagine aziendale come ristampare tutti i materiali, aggiornare il logo e gli elementi visual su tutti canali web (tra cui sito web e social media), ma anche incognite legate alla percezione del brand. Tuttavia esistono una serie di ragioni che invece potrebbero spingerti, se non addirittura obbligarti, ad abbracciare una nuova visione aziendale, sicuramente votata al futuro, o una nuova organizzazione interna. Ma vediamo quali sono.

Restyling di un logo aziendale datato

Lo stile e il graphic design sono in costante evoluzione, soprattutto oggi in cui internet sollecita costantemente creatività e contamina le ispirazioni. Il pubblico web è molto attento e nota subito un logo rimasto indietro. Come puoi facilmente immaginare, questo non è un buon biglietto da visita per un'azienda. In tali occasioni è importante pensare al restyling del logo aziendale per poter dare una svolta alla propria identità visiva, senza perderne i punti essenziali e distintivi. Un logo possiamo inoltre definirlo datato se non si adatta ai nuovi canali digitali o ai dispositivi come smartphone o tablet.

Restyling logo aziendale quando non ne ce n'è un vero e proprio

Il logo per essere tale deve rispettare alcuni criteri e presentare alcuni elementi. Ad esempio, un marchio ben fatto è caratterizzato da unicità, semplicità, riconoscibilità
e memorabilità; inoltre deve essere costituito da un unico simbolo, deve contenere al massimo due colori, deve essere replicabile in nero e in bianco. Bene, se un logo non presenta questi elementi potrebbe trattarsi piuttosto di un’illustrazione o di una clip art. Il restyling potrebbe quindi essere necessario se a realizzare il primo logo non è stato un grafico professionista o se il fondatore dell'azienda, ai tempi, scelse di non investire nell'immagine del brand preferendo ricorrere ad icone scaricabili.

Approfondimento

Come riconoscere un logo ben fatto

Restyling del logo aziendale se l’azienda ha un nuovo tratto caratteristico su cui puntare

Un'attività che ha spento dieci candeline ha probabilmente doppiato i propri obiettivi o modificato il proprio modello di business; magari ha cambiato il proprio modo di comunicare, ha scelto di introdurre nuovi prodotti e servizi ampliando o modificando il proprio target. Insomma, nel corso degli anni un'attività cresce e potrebbe cambiare la propria filosofia aziendale. Ecco allora che si rivela necessario intervenire sul logo aziendale per trasmettere, attraverso dei tratti rinnovati, i nuovi valori essenziali del brand.

Restyling del logo aziendale in seguito a fusioni aziendali o nuovi soci

Quando due o più società si fondono o viceversa si scindono, assai spesso le denominazioni delle imprese vengono cambiate. Di conseguenza è quanto mai necessario caratterizzare le nuove aziende attraverso dei loghi distinti e distintivi.

Un restyling del logo aziendale per fronteggiare nuovi competitor

L'approdo sul mercato di nuovi competitor non comporta solamente un aumento della concorrenza nel settore di riferimento, ma anche un ulteriore brand con cui competere per presiedere la mente dei consumatori. In questi casi si fa urgente il bisogno di dimostrare ai propri clienti di essere sempre al passo con i tempi, rappresentando un binomio vantaggioso tra innovazione ed esperienza.

Il tuo brand ha una cattiva reputazione

Ad un'azienda potrebbe capitare di sbagliare o di ritrovarsi in situazioni spiacevoli e inconvenienti che fanno colare a picco la reputazione del brand, causando ripercussioni anche a livello di revenue.

Fare un restyling logo, dopo aver migliorato i punti critici alla base della cattiva reputazione del brand è fondamentale per non perdere irrimediabilmente la fetta di mercato. Considerando infatti la memoria a lungo termine dei clienti, soprattutto nelle vesti di utenti web, può risultare utile un taglio col passato. Riproporsi con una nuova comunicazione, innanzitutto visiva, farà rinascere la fiducia nella gente.

Perché affidarsi ad un logo designer professionista per il restyle del logo aziendale?

Il restyling logo aziendale non è affatto un lavoro semplice. Se la tua preoccupazione è quella di discostarti troppo dall'originaria identità visiva della tua azienda significa che sai bene quanto sia delicata questa operazione. Se in base a quanto abbiamo detto finora è necessario che il logo rinnovato manifesti una nuova vita per il brand, è altrettanto importante che il pubblico riconosca nella nuova soluzione un'evoluzione moderna del precedente e non una rivoluzione. Per ottenere il miglior risultato dovresti quindi rivolgerti ad un logo designer esperto che sappia riconoscere l'essenza del tuo logo e i tratti migliorabili, operando di cesello su quegli elementi.

Ma di quali elementi stiamo parlando e perché il restyling logo aziendale è un processo creativo a tutti gli effetti? Per rispondere a questa domanda dobbiamo approfondire meglio quali sono i punti essenziali del restyle di un logo.

Approfondimento

Quando fare il restyling logo aziendale

Il mondo digitale è in continua evoluzione. Si moltiplicano i canali online e le occasioni in cui i tuoi clienti possono interagire con la tua azienda. Non solo: anche mode, comportamenti e trend grafici cambiano più velocemente sul web. Di conseguenza essere al passo con il mondo digitale significa talvolta mettersi in gioco e prevedere un restyling logo aziendale accattivante e contemporaneo, che non lasci spazio alla visibilità dei competitor. Ricorda: "datato" è ben diverso da "vintage".

Il concetto di restyling applicato alla visual identity di un brand abbraccia diversi ambiti comunicativi, dal sito web al packaging di prodotto, dall'aspetto delle brochure alle grafiche social, fino al tuo biglietto da visita; o per meglio dire, tutto parte proprio dal tuo biglietto da visita: il logo. In questo articolo voglio spiegarti quando e perché il restyling di un logo aziendale è la soluzione giusta per dare nuovo sprint al tuo business.

Una rinfrescata alla visual identity di un'azienda può essere la giusta scelta nel caso in cui l’immagine del brand, l'attività o il prodotto non siano più competitivi e distintivi. Un restyling del logo non assicura solamente nuova visibilità, ma anche un ritorno in termini di reputazione e marketing. Pensare da subito ad un restyling può inoltre essere opportuno se il logo appena realizzato si rivela poco accattivante e memorabile.

Ecco perché, innanzitutto, ti suggerisco un approfondimento...

Approfondimento

Hai creato un logo efficace per la tua azienda?

Cos'è il restyling di un logo

Il restyling del logo si inserisce in un complessivo progetto di rinnovamento dell'immagine aziendale. Questa attività può comportare modifiche a livello di disegno, stile, colori, font o payoff del marchio. Ovviamente tale processo di rinnovamento non deve stravolgere la natura del logo precedente. Non dimenticare che esso veicola con l'insieme di valori della tua azienda e che i tuoi clienti si aspettano di trovare sempre te, la tua mission e la tua storia dietro quel logo!

Seppur si tratti della riqualificazione grafica del tuo logo e non di un progetto da zero, devi puntare ad una soluzione semplice, immediata e memorabile. Soprattutto la decisione del restyling logo sopravviene in seguito al debutto sul web della tua azienda, ora dovrai tenere in considerazione anche le esigenze comunicative dei nuovi canali digitali in cui comparirà il tuo marchio come profili social, banner o app.

Logo restyling: perché affidarti ad un logo designer

Ovviamente non stiamo parlando di un gioco da ragazzi. Nonostante le apparenze, si tratta di un lavoro tutt'altro che superficiale. Non basta infatti assottigliare le linee, scegliere un altro colore o cambiare un font: ogni decisione deve essere ragionata e motivata; ogni modifica deve tenere in considerazione i valori aziendali e valutare quanto si discosta dalla consolidata percezione del brand. Ecco perché per rinnovare l'immagine aziendale dovresti affidarti ad un esperto.

Mettere mano a qualcosa di già esistente, come spesso accade, è ben più difficile che partire da zero. Individuare pochi tocchi, mirati ma decisivi, è un lavoro di cesello di cui solamente un occhio esperto e creativo è in grado. Insomma: solo un logo designer professionista saprà proporti una soluzione coerente con il tuo brand e soprattutto al passo con i tempi (d'altronde è proprio questa la tua esigenza e non semplicemente rinfrescare il logo aziendale). Solamente un graphic designer con esperienza conosce le emozioni che suscita ogni font o la psicologia del colore.

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Restyling logo aziendale: cosa devi considerare

Un errore molto comune tra i non addetti ai lavori (ma anche tra i poco esperti) è ipotizzare soluzioni grafiche senza un ragionamento alle spalle del progetto grafico. Quali sono i punti su cui riflettere e di cui discutere con il logo designer che sceglierai?

Ripensa alla tua storia aziendale

Essere consapevole di dove vuoi andare, ma ancor più sapere da dove vieni è fondamentale per definire le linee guida del restyling del logo. Non affidarti solamente a considerazioni estetiche, ma soffermati a riflettere sulla filosofia aziendale: un logo "bello" è una soluzione ugualmente fattibile, uno appropriato viceversa non sarebbe scontato.

Non dimenticare il vecchio logo

Effettuare un restyling logo significa introdurre elementi di modernità, ma allo stesso tempo assicurare una continuità tra il vecchio e il nuovo marchio. Quindi, per fornire da subito punti fermi anche al logo designer, analizza il tuo vecchio logo e definisci i tratti intoccabili e distintivi.

Destinazioni d'uso del tuo logo

Come abbiamo già detto nelle prime righe di questo articolo, nell'era digitale le occasioni in cui i tuoi clienti entrano in contatto con il tuo brand sono moltiplicate. Sito web, social network e app impongono ad esempio dimensioni diverse che il logo designer dovrà considerare per proporti una soluzione efficace. Fare mente locale su tutte le destinazioni d'uso del tuo logo e comunicarle al professionista prescelto è dunque fondamentale ai fini del tuo progetto di rinnovamento grafico.

Ma se ancora non lo hai, scopri: perché è importante creare un logo

Come creare un logo - Claudio Troisi Graphic Designer
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