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Locandine film e graphic design: la creazione di un cult

Locandine film e graphic design: la creazione di un cult
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Locandine film, cinema e design: ecco l'evoluzione del graphic design attraverso la storia dei manifesti cinematografici

Cosa rende un film iconico? La trama? La colonna sonora? La battuta finale? È difficile dirlo, ma sicuramente l’oggetto di culto per eccellenza sono i poster che teniamo appesi in camera. Non sono pochi quelli entrati a buon diritto nell’immaginario collettivo, ma quasi mai ci soffermiamo a pensare quanto, insieme al passaggio dal muto al sonoro o dal cinemascope al digitale, anche i manifesti cinematografici abbiano subito un’evoluzione. È allora arrivato il momento di lanciarci in un flashback e scoprire il “making of” dei miti tra graphic design e locandine film.

Locandine film e grafica cinematografica: "manifesti" di un'epoca

Se un’immagine vale più di mille parole, una locandina può valere più di mille film. Certo, oggi passeggiando in un multisala affollato di produzioni “mainstream” non lo diremmo mai, eppure i manifesti cinematografici sono uno degli ambiti di applicazione in cui il graphic design ha dato il meglio di sé, contribuendo a trasformare una pellicola in un’icona. Vediamola così: un film rappresenta un brand e la locandina il suo… “manifesto” che ne proclama la storia, il tono e lo stile visivo. Ma qual è stata l’evoluzione dei poster cinematografici?

Come il cinema si è evoluto nel corso del tempo, allo stesso tempo il graphic design ha seguito il suo corso; ma non è stato raro che le due strade si incrociassero. Le locandine nei diversi decenni hanno espresso a pieno questi incontri creativi, segnando tutte le epoche. Per tracciare una storia di tale fortunato sodalizio, ho pensato di prendere ad esempio alcuni dei manifesti più iconici della storia del cinema.

Design e cinema tra anni '20 e anni '30

Fattore tempo: non esistono tempistiche standard

Locandine film Metropolis Claudio Troisi DesignerI manifesti cinematografici hanno sempre avuto la stessa finalità: convincere le persone ad acquistare il biglietto. Gli anni ’20 costituiscono l’età d’oro del film muto. L’industria cinematografica cresce, gli attori diventano riconoscibili, i processi di stampa più precisi consentono maggiori dettagli e il design dei poster passa da semplice pubblicità ad una forma d’arte. Tuttavia la grafica delle locandine resta ancora fedele alle illustrazioni disegnate a mano che raffigurano scene del film con scritte sovrapposte e del tutto slegate dalle immagini.

Gli anni ’30 costituiscono la vera svolta. È il decennio dell’Art Déco e, come abbiamo già accennato, la grafica cinematografica non può che rispecchiare tale moda contemporanea. Figure stilizzate, forme geometriche e colori vivaci si stagliano su sfondi che diventano vuoti. Le figure cominciano a concentrarsi sui personaggi principali del film e compare una tipografia più audace. Capolavoro di quest’epoca è sicuramente la locandina di Metropolis (Fritz Lang,1927) film avanguardistico non solo per la storia del cinema, ma anche per quella del graphic design. Qui il profilo della città, chiaramente Art Déco, si staglia su uno sfondo vuoto lasciando spazio all’ingombrante titolo del film in un carattere innovativo, bizzarro e vagamente geometrico.

Cinema e design tra anni '40 e anni '50

Locandine film Vertigo Claudio Troisi Graphic DesignerDurante la guerra i toni esaltati e i colori luminosi delle locandine precedenti si attenuano e le figure dei personaggi vengono ridimensionate. Le scritte conquistano viceversa un ruolo centrale nella composizione complessiva.

Ma all’indomani del conflitto, insieme ad una ricerca di spensieratezza, il cinema si trova ad affrontare la concorrenza della televisione. Come catturare l’attenzione del grande pubblico? Sfoggiando un nuovo approccio concettuale. Un fantastico esempio in tal senso è il manifesto per Love in the Afternoon (Billy Wilder, 1957), ma il vero capolavoro è la locandina ideata da Saul Bass, nel 1958, per  di Hitchcock. Un minimalismo insolito in cui uno spirografo su fondo arancione sembra far perdere l’equilibrio della ragione all’uomo che insegue una vaga figura femminile.

Manifesti film e graphic design tra anni '60 e anni '70

Vengono alla ribalta i film d’azione con la saga di James Bond, tuttavia le locandine continuano a mantenere uno stile figurativo fatto di illustrazioni, nonostante comincino ad insinuarsi le foto dei protagonisti. Le scritte si allontanano dai caratteri tipicamente eleganti dei decenni precedenti e vengono sperimentati font deformati, sagomati e un po’ “cartoon”. Sempre più importanza assume invece il layout del poster, pulito e minimalista, sulla scia degli anni ’50.

Negli anni ‘70 le locandine cinematografiche eliminano sempre più la pittura a favore della fotografia, fatta eccezione per un capolavoro come il manifesto di Jawl (Spielberg, 1975) disegnata da Roger Kastel. Le foto, o comunque le immagini, tendono ad occupare l’intero spazio del poster e attirare l’attenzione del pubblico, relegando in un angolo il titolo del film, quasi fosse un accessorio o un ripensamento. Negli anni ’70 fa capolino il mito di Star Wars che rispecchia a pieno la suddetta filosofia visiva e con esso la moda di collezionare locandine. Di conseguenza il poster diventa un prodotto di culto e le case di produzione cominciano a prestare sempre più attenzione al suo design.

APPROFONDIMENTO
Fotografia e graphic design

Poster cinema e design tra anni '80 e anni '90

Locandine film Ritorno al Futuro - Claudio Troisi DesignerQuesto è il decennio in cui compaiono i manifesti simili a quelli cui siamo abituati oggi. L’evoluzione degli effetti speciali negli anni ’80 ha avuto un forte impatto sul tipo di immagine da usare a fini pubblicitari. I grandi sfondi fotografici spopolano, ma le scritte e le immagini sono più equilibrati rispetto ai decenni precedenti; la forma e il colore unici dei titoli diventano parte del brand da associare a ciascun film, come dimostrano gli illustri esempi di Ritorno al Futuro (Robert Zemeckis, 1985) e di Terminator (James Cameron, 1985).

Locandine film Jurassic Park Claudio Troisi DesignerIl protagonismo delle immagini continua lungo tutti gli anni ’90, ma l’enfasi sul chiaroscuro è sostituita dal contrasto con tinte audaci come il rosso e il giallo. Due esempi emblematici in questo senso sono i poster dei film di Pulp Fiction (Quentin Tarantino, 1994) e Jurassic Park (Steven Spielberg, 1994) La locandina ideata da Tom Martin per il film di Spielberg doveva includere un logo in grado di marchiare sia il film che il parco a tema immaginario al suo interno (con annessi gadget!). La disposizione degli elementi resta standard: gli slogan nella parte alta e i nomi degli attori principali appoggiati sopra il nome del film, solitamente nella parte inferiore del manifesto.

Locandine film: dai 2000 ad oggi

Gli anni 2000 hanno inaugurato il cambiamento più drammatico nella progettazione di locandine cinematografiche negli ultimi decenni. I poster continuano a fare affidamento su immagini di grandi dimensioni, ma design e layout diventano sempre più minimalisti e ripetitivi.

Cosa è successo? La linea principale del settore dell’intrattenimento, e di Hollywood in particolare, sembra oggi dare la priorità ai bisogni del botteghino piuttosto che alla creatività e all’originalità, trasformando l’arte della creazione di locandine film ai titoli di coda.

Fonte immagini: Paramount

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