La brand identity di un’azienda consiste nel modo in cui essa si presenta ai propri clienti; o meglio nella maniera in cui desidera essere percepita dal pubblico. Questo discorso vale dalla piccolissima impresa ai brand famosi. Una strategia per l’identità di marca ben studiata chiama a raccolta tutti gli elementi che aiutano a convogliare i valori dell’azienda e i giusti messaggi verso il target prescelto. Nome, logo, mission, stile comunicativo, prodotti, modello di business, prezzi, pubblicità e rapporto con i clienti concorrono tutti insieme a definire la brand identity di un’azienda.

L’attività di branding non finisce lì. Come fosse un organismo in continua evoluzione, una marca risente dei cambiamenti del mercato, delle nuove abitudini dei consumatori e talvolta degli eventi (pensiamo al momento storico che stiamo vivendo con il Covid-19 e alle ricadute che avrà sul brand management!). Insomma, non basta creare un brand: bisogna curarlo anche nel corso del tempo. E a farlo bene, può capitare anche che la parola “coca-cola” diventi una delle più famose al mondo o che per mantenere l’esclusività del brand un certo signor Vuitton bruci le rimanenze dei propri tessuti. Ma scopriamo cinque curiosità sui brand famosi legate alla loro nascita o alla loro popolarità.

Adidas vs. Puma: questioni di famiglia

Adidas Puma Logos

Adidas e Puma, nell’olimpo dei brand famosi di abbigliamento sportivo, nascono da un’acerrima rivalità tra i fratelli Adolf e Rudolf Dassler. Negli anni ’30 le scarpe divennero popolari sia perché i Dassler furono tra i primi a creare modelli differenti per corse di fondo e sprinter, che per le 4 medaglie d’oro ottenute da Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino con un paio di Dassler ai piedi.

Scoppiata la guerra Rudolf partì per il fronte, mentre Adolf convertì la fabbrica per la produzione di bazooka da fornire all’esercito tedesco. La scelta di Adolf incrinò irreversibilmente il rapporto tra i due fratelli, tanto che Rudolf fondò la RUDA nel 1948, una propria compagnia di calzature sportive che presto rinominò PUMA. Subito Adolf rispose tornando alla produzione di scarpe per fare concorrenza al fratello, utilizzando anche lui le iniziali del proprio nome; fondò così l’ADIDAS.

Negli anni successivi i due fratelli trasformarono la rivalità in battaglie all’ultima campagna pubblicitaria. La rivalità tra i due brand si estese all’intera cittadina, tanto che erano evitati i matrimoni tra persone che lavoravano in Puma e Adidas; inoltre nei pub fedeli a un marchio ci si rifiutava di servire da bere a chi indossasse prodotti del brand rivale.

Insomma, un caso esemplare di quanto la community possa fare propri i valori di una marca e viceversa, quanto l’elemento umano possa essere all’origine di un brand.

Lacoste: il primo logo reso visibile

René Lacoste

Chi non conosce la polo con il coccodrillo verde? Ma da dove nasce questo accostamento e perché è il marchio di eccellenza legato al tennis? Nel 1923, il giovane prodigio del tennis René Lacoste fu sfidato dal capitano della squadra, il quale promise che gli avrebbe regalato la valigia in pelle di coccodrillo adocchiata nella vetrina di un negozio, solo se avesse vinto il difficile match all’orizzonte. Quale credete sia stato l’esito della partita? Sbagliato. René perse, ma la sua determinazione da coccodrillo fu così manifesta che un giornalista americano gli attribuì questo soprannome.

Nel 1927 lo stilista Robert George disegnò l’iconico coccodrillo che sarebbe diventato il famoso logo. Innanzitutto finì ricamato sui blazer di René, poi la posizione sul cuore fu estesa a tutte le polo del brand che per la prima volta rese visibile un logo sul capo d’abbigliamento.

Apple: le 9:41 che cambiarono il mondo

Se siete appassionati di tecnologia, probabilmente ci avete fatto caso: durante tutti i lanci promozionali degli iPhone, lo schermo degli smartphone della Apple riporta sempre l’orario 9:41. Coincidenze? Io non credo; anzi è proprio così. L’orario preciso non è stato scelto a caso e è legato ad un episodio del 9 gennaio del 2007 che ovviamente vide per protagonista Steve Jobs.

In quel fatidico giorno il fondatore di Apple organizzò la conferenza stampa di presentazione dell’iphone. Si trattava del lancio del prodotto che avrebbe rivoluzionato il mondo della telefonia mobile. L’inizio del suo discorso era previsto per le 9 del mattino e finì esattamente 41 minuti dopo. Alle 9:41 Steve Jobs terminò la presentazione e proiettò sullo schermo le prime immagini del nuovo dispositivo realizzato a Cupertino. Insomma fu un momento simbolico, che viene puntualmente celebrato da Apple ogni volta sia presentato alla stampa un nuovo modello della serie.

D’altronde un brand non è solo un logo, bensì una visione del mondo nella quale identificarsi e che con il tempo costruisce attorno a sé una simbologia che diventa “sacra” a tutta la community. D’altra parte, provate a suggerire ad un affiliato iOS di passare ad Android!

Pepsi: dalla guerra con la Coca Cola alla Guerra Fredda

Pepsi fu il primo prodotto occidentale commercializzato nell’URSS. Nel 1959 il Presidente Eisenhower desiderava che anche i cittadini dell’URSS conoscessero lo stile di vita americano. Per questo organizzò l’Esposizione Nazionale Americana a Mosca, cui partecipò il vice presidente Richard Nixon. Nixon e Khrushchev (Nikita Sergeevič Chruščëv) discussero molto sui vantaggi dell’american way of life, tanto che il russo cominciò a sudare freddo. Al vice Presidente Marketing Pepsi non sfuggì il particolare e offrì a Khrushchev un bicchiere di Pepsi. La foto scattata fece il giro del mondo, trasformando il gesto nella migliore operazione di marketing mai realizzata dalla Pepsi, che divenne così uno dei brand famosi più popolari nel mondo.

Evidentemente Donald Kendall voleva proprio che la Pepsi entrasse in URSS e nel 1972 riuscì nel suo intento, ma l’accordo prevedeva un pagamento in vodka, dal momento che il rublo non poteva essere convertito. Crollato il muro, nel 1989 il rinnovo del contratto fu pagato con: 17 sottomarini, 1 incrociatore, 1 fregata e 1 cacciatorpediniere. Pepsi divenne così la sesta potenza militare al mondo.

In questo caso forse non è neanche necessario sottolineare quanto un brand possa influenzare gli equilibri di una guerra. E non stiamo parlando di quella con la Coca Cola a colpi di advertising, ma di minacce economiche tra USA e URSS.

Starbucks: da Moby Dick al frappuccino

Pochi sanno che il nome della più famosa catena di caffè al mondo, Starbucks, fu ispirato dal celebre romanzo Moby Dick. infatti il primo ufficiale della baleniera si chiamava Starbuck. Ovviamente anche il logo omaggia gli affascinanti scenari marini del racconto d’avventura, mantenendo sempre ben visibile l’immagine di una sirena nonostante le tre operazioni di rebranding.

E a tal proposito: Scopri quando è necessario fare il restyling di un logo.

D’altronde i tre fondatori del famoso brand non avevano nulla a che fare con il caffè, ma piuttosto con il romanzo Moby Dick di Herman Melville; infatti si trattava di un insegnante di storia, un insegnante di inglese e uno scrittore diventato poi pubblicitario. Starbucks è riuscito a realizzare un brand così coinvolgente per i suoi clienti, a partire da iconici prodotti come il “frappuccino”, da essere stato il primo a raggiungere il traguardo dei 10 milioni di Like su Facebook.

Vuoi scoprire tutti i segreti dell’evoluzione del brand Starbucks?

Il 2020 giunge al termine, ma non possiamo voltare pagina senza aver prima letto bene questo capitolo. Ogni aspetto della vita, così come ogni settore economico e ambito della comunicazione, hanno dovuto fare i conti con l'emergenza e con le sue conseguenze di lunga durata. Infatti, in vista del 2021 non dobbiamo dimenticare di fare tesoro dei comportamenti e delle aspettative maturate dalle persone nel corso di questo anno. Anche in fatto di brand identity il Covid-19 ha imposto nuove coordinate da assecondare che potrebbero spingerti a valutare un rebranding della tua azienda. In particolare voglio farti riflettere su quanto possa essere necessario ripensare la tua comunicazione visiva in sintonia con i nuovi sentimenti dei clienti.

Rebranding aziendale: le potenzialità della comunicazione visiva

Il rebranding di una marca è tendenzialmente percepito come qualcosa di negativo, come un'operazione da mettere in atto malgrado le reali volontà dell'azienda. In realtà rinnovare l'immagine aziendale non è una dichiarazione di fallimento: si tratta spesso di una scelta strategica, motivata dal desiderio di rimanere al passo con i tempi. Piuttosto che una manovra per rattoppare il brand, è una mossa per sottolineare quanto esso sia ancora dinamico e disposto ad ascoltare i bisogni dei propri clienti.

In questo articolo sul restyling di un logo aziendale ti avevo elencato le situazioni più frequenti che potrebbero spingerti a rinnovare il tuo marchio, quindi la tua visual identity e a livello più complessivo la tua comunicazione visiva. Ovviamente in quella casistica non avevo citato una pandemia mondiale dal momento che, grazie al cielo, non è poi così frequente. Eppure il Covid-19 ha spalancato un ulteriore scenario per il rebranding, dal momento che dobbiamo fare i conti che i nuovi bisogni comunicativi e di marketing delle persone.

Approfondimento

Cos'è il restyling di un logo

Ricollegandomi all'inizio di questo paragrafo, il virus rappresenta il caso per eccellenza in cui un'azienda si trova suo malgrado a dover ripensare alla propria immagine, ai valori e ai messaggi che comunica. D'altro canto nulla ha mai gettato una luce così potente sull'importanza del rebranding pro-attivo come l'emergenza pandemica. I marchi migliori saranno (è il caso di parlare al futuro) quelli che osserveranno bene i consumatori: i valori e i contenuti verso cui sono più sensibili, ma anche i formati e le esigenze visive più funzionali. Per tale ragione nel prossimo paragrafo voglio parlarti di come, all'interno di un'operazione di rebranding, la giusta comunicazione visiva possa rispondere ai nuovi bisogni degli utenti.

Rebranding e comunicazione visiva per intercettare le nuove esigenze degli utenti

Nei mesi della pandemia molte aziende avevano già compreso come il proprio logo, solitamente intoccabile, poteva essere "distanziato" per l'occasione eccezionale. Quindi Kappa, Coca-Cola, Mercedes e molti altri brand hanno rivisto il proprio segno distintivo per promuovere e unirsi al coro delle istituzioni internazionali che invitavano al distanziamento sociale. Mossa furba o davvero sentita, fatto sta che queste aziende hanno perfettamente intuito il nuovo approccio degli utenti nei confronti dei brand: agli occhi dei consumatori il valore e l'impegno del marchio è più importante che mai.

La comunicazione visiva è il primo passo delle aziende per comunicare un nuovo approccio, in linea con le esigenze collettive emerse durante l’emergenza. Ecco alcuni vantaggi assicurati da un’operazione di rebranding, ideata in funzione dei nuovi bisogni.

Strategie di rebranding per trasmettere fiducia

Sebbene le misure adottate in questo periodo tra restrizioni e distanziamento sociale siano solamente temporanee, l’idea di adattare la propria comunicazione al momento delicato non dovrebbe essere trattata come una campagna a breve termine. Ad esempio, ricorrere ad un social network solamente per il tempo dell'emergenza non è una buona strategia se all'indomani di questo periodo non rientrerà più nelle strategie di comunicazione aziendale. Viceversa, rafforzare le comunicazioni attraverso i canali distintivi del marchio dimostra un impegno duraturo nei confronti dei clienti e trasmette fiducia. Anche la comunicazione visiva non deve essere concepita esclusivamente come una parentesi nella vita del brand, ma piuttosto come una nuova veste, arricchita dei valori maturati durante l’emergenza e valida per il futuro.

Valorizzare l'umanità del brand attraverso la comunicazione visiva

I consumatori hanno bisogno di sentirsi rassicurati, di avere certezze e di avvertire un calore umano finanche da parte di un'azienda. Questa nuova esigenza non si esaurirà con il passare dell’emergenza. Sia visivamente che a livello esperienziale, un brand deve trasmettere questo sentimento ai suoi clienti. Ad esempio una mascotte del marchio può creare empatia con i consumatori andando a colmare il vuoto relazionare provocato dal distanziamento sociale oggi e trasformandosi in elemento riconoscibile del brand domani.

Creare Infografiche

Puntare sul rebranding per valorizzare la trasparenza aziendale

In un momento di crisi, insicurezza e instabilità, poter contare almeno sulla trasparenza dei brand è fondamentale. Dal momento che i clienti non possono accedervi, hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto che le aziende rispettino le misure di sicurezza. Pensiamo ad esempio ai ristoranti e alle attività di delivery: i consumatori vogliono essere certi che dalla preparazione del cibo alla consegna siano rispettate tutte le imposizioni. Quindi non si tratta solamente delle misure che un'azienda ha effettivamente messo in campo: conta altrettanto il modo in cui esse vengono convogliate. E pensi forse che passata l’emergenza le persone non vorranno più sapere se le aziende si comportano secondo condivisibili codici morali? Infografiche, icone chiare e formati comunicativi adatti ai singoli canali possono davvero aiutare un’azienda a comunicare da vicino con i propri consumatori.

Rispondere al bisogno di semplicità con un design minimalista nella comunicazione visiva

L'emergenza ha segnato una riscoperta della semplicità, sia nel senso di contenuti legati alla quotidianità che di formati più semplici e immediati. In realtà è già da qualche anno che il gusto generale si è spostato verso un'estetica più minimalista, ma il 2020 e l'emergenza Covid ha sicuramente reso ancor più repentina la virata. Oggi i clienti fanno meno caso agli orpelli e vanno dritti al punto. Vogliono che tu faccia lo stesso nella tua comunicazione visiva: chiara, immediata, ma non per questo trascurata o poco coinvolgente.

Trasmettere informazioni utili con una chiara comunicazione visiva

I dati sono diventati parte integrante nella vita di tutti noi. Anche sui social cifre e statistiche sono diventati contenuti trasversali. Oggi gli utenti hanno imparato "a leggere" e i clienti hanno accresciuto ancor di più l'attitudine ad informarsi prima di fare acquisti. Un'azienda che fornisca informazioni chiare e puntuali può davvero fare la differenza sia per il proprio fatturato che per i bisogni dei clienti. Tuttavia la condivisione di dati grezzi ha poco appeal sullo spettatore. Qui entra in gioco la comunicazione visiva. Presentare le informazioni in una maniera accattivante ti renderà riconoscibile e punto di riferimento affidabile per il pubblico.

Loghi natalizi e strategie di marketing durante le Feste

Natale è il periodo più magico dell'anno che tra panettoni, regali e luminarie travolge di ottimismo ogni settore. Le Festività rappresentano una grande opportunità per le aziende, dal momento che i consumatori si scatenano negli acquisti. Per questo, è davvero il caso di puntare su strategie di marketing realizzate ad hoc. Viceversa non è il caso di infiocchettare la stessa immagine del brand per accrescere l'empatia con i clienti e distinguersi dai competitor. Forse lo avrai capito, ma oggi voglio raccontarti meglio perché i loghi natalizi sono tutt'altro che una buona idea.

Tutti sappiamo che Babbo Natale, da sempre affezionato al verde, decise ad un certo punto di seguire il consiglio della Coca-Cola e di indossare irreversibilmente il rosso. Si trattò di una campagna di marketing molto efficace da parte dell'azienda americana, che si impossessò del simbolo del Natale non mascherandosi da Rudolf, bensì vestendo del proprio stesso colore Santa Claus.

Ovviamente non ti sto proponendo strategie altrettanto rivoluzionarie. Voglio farti riflettere su quanto la Coca-Cola non giocò con la propria visual identity mascherandola, bensì piegando i simboli del Natale a proprio favore.

E quindi, se i negozi decorano le vetrine con alci e fiocchi per invogliare i clienti, tu non devi mascherarti da elfo per incrementare le tue conversioni. Puoi creare un conciliante clima natalizio nei tuoi spazi digitali, magari ideando grafiche social a tema, ma il logo aziendale lascialo stare.

Perché puntare su loghi natalizi è sbagliato?

Le statistiche parlano chiaro: sotto le Feste i negozi fisici (ma ormai anche gli e-commerce) registrano il picco annuale di vendite. Non è difficile da credere se pensiamo alla generale corsa all'ultimo regalo di Natale. In questa maratona tu non puoi di certo essere il fanalino di coda della slitta di Babbo Natale. Anzi, è proprio in questi giorni che devi dare il meglio di te mettendo in atto strategie di marketing più aggressive. Ma un conto sono le campagne di prodotto, i packaging natalizi e le grafiche social per fare gli auguri ai tuoi follower, un altro è compromettere la tua immagine aziendale con infantili cappellini di Natale.

Molti brand, anche decisamente diversi tra loro, creano visual identity a tema per catturare l’attenzione di un pubblico variegato ma comunque focalizzato sullo shopping natalizio. Quando parliamo di rifacimenti grafici non ci riferiamo solamente a confezioni regalo e post social: la ristrutturazione natalizia parte spesso dalle fondamenta della marca. Ed ecco spuntare loghi natalizi come i cioccolatini dal calendario dell'avvento.

Lo ripeto: il periodo natalizio rappresenta una grande opportunità commerciale che deve essere colta al volo se vuoi registrare un sostanzioso incremento di ve

Approfondimento

Perché avere una forte immagine aziendale tutto l'anno

Loghi natalizi aziendali compromettono la riconoscibilità del brand

Quasi sempre realizzare un logo di Natale significa aggiungere solamente un particolare grafico, magari che richiami i simboli delle Feste. Il cappello di Babbo Natale, le renne, l'albero di Natale, la stella cometa, la capanna, l'agrifoglio e il pan di zenzero sono tra gli spunti oggi più popolari. Qualunque logo designer ti taccerebbe di anatema. Non solo perché si tratta di banalizzazioni concettuali, ma anche perché vanno a compromettere la pulizia del logo e la sua essenza. Perciò, quello che io e qualunque altra figura esperta di comunicazione e marketing ti suggeriamo è di non considerare un rifacimento temporaneo del marchio aziendale in veste natalizia perché non ti ripagherà.

Anche durante il periodo delle Festività il logo resta il biglietto da visita della tua azienda. Pertanto non devi sottovalutare il fatto che un piccolo segno basterebbe a comportare radicali cambiamenti di significato nel marchio (e di conseguenza nella percezione del tuo brand da parte del pubblico).

E vogliamo parlare della riconoscibilità? Innanzitutto ricorda che i consumatori di Natale sono gli stessi clienti nel resto dell’anno. Pensare ad un logo di Natale come il primo passo strategico per attirare l’attenzione è in realtà un salto in più verso il baratro della dimenticanza. Pensa a quanto lavoro hai fatto per arrivare fino qui. Rifletti sugli investimenti, sul tempo e sulle risorse spese per ritagliarti la tua fetta di mercato e renderti riconoscibile agli occhi del tuo target. Vale la pena rischiare tutto questo inutilmente?

Approfondimento

In cosa consiste il restyling di un logo

Perché un logo di Natale non è un regalo per la tua Visual Identity

L'ho già detto qualche riga più sopra: preservare la riconoscibilità del brand è sacrosanto. Questa necessità va poi a braccetto con un'altra da non sottovalutare. Il Natale è il periodo dell'anno in cui diventiamo tutti più buoni e in cui ci sbilanciamo un po' di più nel dimostrare i nostri sentimenti, ma passare da Babbo Natale ad Ebenezer Scrooge è un attimo. Infatti procedere ad un restyling del logo natalizio da ributtare in soffitta dopo l'Epifania è rischioso, in quanto agli occhi dei consumatori emergerebbe in tutta la sua prepotenza la pura vocazione commerciale della tua operazione.

Con questo non sto sostenendo che non dovrai mai prevedere un restyling del tuo logo: tutt'altro. Talvolta emergono inevitabilmente condizioni che rendono necessario rinnovare un marchio, come la fusione con altre aziende o la virata verso nuovi obiettivi. Ecco, in quei casi sarà davvero urgente ripensare la propria visual identity. Tutt'altra cosa, lo avrai intuito ormai, è mettere le orecchie da alce al tuo logo il tempo di un panettone e due lenticchie al cotechino.

A questo punto vorrei approfittarne per ricordarti che affidandoti ad un graphic designer esperto poi stare certo che il risultato sarà sempre soddisfacente, in quanto un logo designer è in grado di valutare quali aggiustamenti apportare al tuo marchio, ma senza comprometterne efficacia, riconoscibilità e coerenza con i valori aziendali.

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Quando fare il restyling logo aziendale?

Quando ricorrere al restyling logo aziendale? Ecco tutte le ragioni che potrebbero rendere necessario il rinnovamento della tua visual identity

Lo dico sempre: il logo è il biglietto da visita di un'azienda. Ciò implica che un marchio deve essere ideato e realizzato per essere il più efficace e memorabile possibile, ma anche per durare nel tempo. Tale incipit potrebbe sembrare una contraddizione rispetto all'opportunità di restyling logo aziendale che ho intenzione di raccontarti in questo articolo. Eppure non è affatto così.

Infatti creare un logo d'impatto è sicuramente un presupposto fondamentale per iniziare subito con il piede giusto e distanziare i competitor già in partenza. Un segno grafico originale, la scelta del giusto font, di colori in linea con lo spirito dell'azienda e adatti al settore di riferimento assicurano un marchio distintivo ed efficace. Ti dirò di più: un logotipo davvero ben fatto è quello che effettivamente mantiene la sua attualità negli anni. Eppure c'è poco da fare: nulla resiste al tempo e all'evoluzione di mode, gusti e tendenze. E tanto meno il logo più meravigliosamenteoperfettissimo potrà davvero essere eterno.

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Gli errori più comuni nel logo design

D'altronde, se anche brand universalmente noti e che non rischiano di sembrare datati come Apple, Adidas o Netflix hanno puntualmente scelto di rinfrescare la propria immagine, una ragione ci sarà... e quale potrebbe essere? Beh, innanzitutto i famosi cambiamenti culturali e di design di cui sopra non risparmiano neanche i giganti del mondo. Ma le ragioni valide per considerare un logo restyling possono essere anche altre, magari legate più strettamente alle esigenze o alla storia della singola realtà di business.

Eppure, di fronte alla possibilità di valutare un cambiamento del genere, moltissime aziende sono ancora riluttanti. Se ti consideri una di queste e sei alla ricerca di argomentazioni convincenti, ma anche se ti serve quell'ultima spinta per deciderti a fare il restyling del logo aziendale, allora sei nel posto giusto.

Restyling logo aziendale: le ragioni per rinnovare l'immagine aziendale

Restyling Logo Aziendale

Comprendo che rifare un logo potrebbe sembrare una scelta importante e che "lasciare la strada vecchia per quella nuova" potrebbe risultare spiazzante. Oltre all'aspetto economico, infatti, ci sono preoccupazioni di ordine logistico legate al rinnovo dell'immagine aziendale come ristampare tutti i materiali, aggiornare il logo e gli elementi visual su tutti canali web (tra cui sito web e social media), ma anche incognite legate alla percezione del brand. Tuttavia esistono una serie di ragioni che invece potrebbero spingerti, se non addirittura obbligarti, ad abbracciare una nuova visione aziendale, sicuramente votata al futuro, o una nuova organizzazione interna. Ma vediamo quali sono.

Restyling di un logo aziendale datato

Lo stile e il graphic design sono in costante evoluzione, soprattutto oggi in cui internet sollecita costantemente creatività e contamina le ispirazioni. Il pubblico web è molto attento e nota subito un logo rimasto indietro. Come puoi facilmente immaginare, questo non è un buon biglietto da visita per un'azienda. In tali occasioni è importante pensare al restyling del logo aziendale per poter dare una svolta alla propria identità visiva, senza perderne i punti essenziali e distintivi. Un logo possiamo inoltre definirlo datato se non si adatta ai nuovi canali digitali o ai dispositivi come smartphone o tablet.

Restyling logo aziendale quando non ne ce n'è un vero e proprio

Il logo per essere tale deve rispettare alcuni criteri e presentare alcuni elementi. Ad esempio, un marchio ben fatto è caratterizzato da unicità, semplicità, riconoscibilità
e memorabilità; inoltre deve essere costituito da un unico simbolo, deve contenere al massimo due colori, deve essere replicabile in nero e in bianco. Bene, se un logo non presenta questi elementi potrebbe trattarsi piuttosto di un’illustrazione o di una clip art. Il restyling potrebbe quindi essere necessario se a realizzare il primo logo non è stato un grafico professionista o se il fondatore dell'azienda, ai tempi, scelse di non investire nell'immagine del brand preferendo ricorrere ad icone scaricabili.

Approfondimento

Come riconoscere un logo ben fatto

Restyling del logo aziendale se l’azienda ha un nuovo tratto caratteristico su cui puntare

Un'attività che ha spento dieci candeline ha probabilmente doppiato i propri obiettivi o modificato il proprio modello di business; magari ha cambiato il proprio modo di comunicare, ha scelto di introdurre nuovi prodotti e servizi ampliando o modificando il proprio target. Insomma, nel corso degli anni un'attività cresce e potrebbe cambiare la propria filosofia aziendale. Ecco allora che si rivela necessario intervenire sul logo aziendale per trasmettere, attraverso dei tratti rinnovati, i nuovi valori essenziali del brand.

Restyling del logo aziendale in seguito a fusioni aziendali o nuovi soci

Quando due o più società si fondono o viceversa si scindono, assai spesso le denominazioni delle imprese vengono cambiate. Di conseguenza è quanto mai necessario caratterizzare le nuove aziende attraverso dei loghi distinti e distintivi.

Un restyling del logo aziendale per fronteggiare nuovi competitor

L'approdo sul mercato di nuovi competitor non comporta solamente un aumento della concorrenza nel settore di riferimento, ma anche un ulteriore brand con cui competere per presiedere la mente dei consumatori. In questi casi si fa urgente il bisogno di dimostrare ai propri clienti di essere sempre al passo con i tempi, rappresentando un binomio vantaggioso tra innovazione ed esperienza.

Il tuo brand ha una cattiva reputazione

Ad un'azienda potrebbe capitare di sbagliare o di ritrovarsi in situazioni spiacevoli e inconvenienti che fanno colare a picco la reputazione del brand, causando ripercussioni anche a livello di revenue.

Fare un restyling logo, dopo aver migliorato i punti critici alla base della cattiva reputazione del brand è fondamentale per non perdere irrimediabilmente la fetta di mercato. Considerando infatti la memoria a lungo termine dei clienti, soprattutto nelle vesti di utenti web, può risultare utile un taglio col passato. Riproporsi con una nuova comunicazione, innanzitutto visiva, farà rinascere la fiducia nella gente.

Perché affidarsi ad un logo designer professionista per il restyle del logo aziendale?

Il restyling logo aziendale non è affatto un lavoro semplice. Se la tua preoccupazione è quella di discostarti troppo dall'originaria identità visiva della tua azienda significa che sai bene quanto sia delicata questa operazione. Se in base a quanto abbiamo detto finora è necessario che il logo rinnovato manifesti una nuova vita per il brand, è altrettanto importante che il pubblico riconosca nella nuova soluzione un'evoluzione moderna del precedente e non una rivoluzione. Per ottenere il miglior risultato dovresti quindi rivolgerti ad un logo designer esperto che sappia riconoscere l'essenza del tuo logo e i tratti migliorabili, operando di cesello su quegli elementi.

Ma di quali elementi stiamo parlando e perché il restyling logo aziendale è un processo creativo a tutti gli effetti? Per rispondere a questa domanda dobbiamo approfondire meglio quali sono i punti essenziali del restyle di un logo.

Approfondimento

Quando fare il restyling logo aziendale

Cos'è un brand book? Ecco cosa include il documento con le linee guida per la tua immagine aziendale: dall'utilizzo del logo alle fonti per le immagini

Poter contare su un'identità di marca coerente e trasversale a qualsiasi mezzo di comunicazione è fondamentale, soprattutto per non smettere di presidiare la mente dei tuoi clienti nel passaggio tra i canali online e i supporti offline. Ma come fare? È a questo punto che corre in aiuto il brand book: un documento prezioso per definire le linee guida della visual identity dell'azienda. Non dimenticare che è il dettaglio a fare la differenza, conferendo alla tua azienda un’appagante aura di professionalità.

In questo articolo voglio spiegarti di cosa si tratta e quali sono gli elementi dell'identità visiva della tua azienda che un brand book ben fatto ti consentirà di maneggiare con agilità e appropriatezza.

Cos'è un brand book

Si tratta di un vero e proprio manuale che determina gli elementi grafici e visivi che rendono riconoscibile una marca e ne veicolano i valori in qualunque contesto. Potremmo definire il brand book un libretto delle istruzioni per la tua immagine aziendale; o ancora una guida allo stile che raccoglie ed elenca tutte le informazioni necessarie per confezionare graficamente qualsiasi tipo di documento prodotto dalla tua azienda. Che sia un sito web, un report, una brochure, una pubblicità o un post social, questo vademecum renderà la creazione di qualunque contenuto più veloce e facile da creare.

Brand book manual

Prima ancora di soffermarsi i vantaggi che un brand manual rappresenta per la tua azienda, devi sapere quali sono i "capitoli" che costituiscono la Bibbia della tua identità visiva.

Dimensioni del logo e posizionamento

Il logo è l'elemento più evidente e ricorrente dell'identità visiva di una marca, per questo è fondamentale che sia sempre coerente. Di conseguenza, alla voce "logo" del tuo brand book saranno raccolte tutte le specifiche del segno distintivo del tuo brand: il disegno dettagliato, la posizione degli elementi e la loro distanza, la distribuzione degli spazi vuoti e ovviamente il colore. Tra le altre informazioni da inserire in questa sezione del libro ci saranno le eventuali varianti del logo in funzione delle attività del business, le potenziali versioni orizzontali o verticali e le dimensioni minime per la stampa. Una delle specifiche che non devono mai mancare è l’area di rispetto del marchio: lo spazio libero da garantire attorno al logo, necessario per garantire la leggibilità dello stesso.

Ma prima ancora di inserirlo nel brand book, come capire se il logo che identificherà la tua marca è ben fatto?

Approfondimento

Come riconoscerne un logo ben fatto?

Font per titoli e corpi del testo

Anche la coerenza del font ti fa sembrare professionale. Ma non parliamo solamente del font che caratterizza il tuo logo. In questo capitolo del tuo brand book saranno esposte chiaramente le regole che definiscono quali caratteri tipografici utilizzare per i testi inclusi nelle strategie di comunicazione, a seconda della posizione e della funzione. Ad esempio, se il font de logo dovrà essere usato anche nei titoli delle pagine web (pur citando possibili varianti di stile e di colore), il “body copy font” destinato ai testi descrittivi o below the line dovrà essere ugualmente specificato. Tra le informazioni raccolte è necessario specificare anche la spaziatura tra le righe e la distanza dal margine della pagina.

Un'altra distinzione da prevedere è poi quella tra i testi offline e quelli destinati al web. Solitamente si scelgono font serif per i materiali da stampare e caratteri sans serif per testi digitali. Ovviamente è importante che i font funzionino bene insieme esteticamente, ma non va trascurata la loro aderenza ai valori trasmessi dal brand.

A tal proposito puoi leggere l'approfondimento: Scegliere un font per logo in base alle emozioni che evoca

I colori del tuo brand

Brand Book - Color Brand - Colori del Brand

La scelta della giusta palette di colori e la sua costante riproduzione potrà rivelarsi uno degli aspetti più importanti per la riconoscibilità del tuo brand. Se vuoi costruire un brand book utile ed efficace non dovrai allora dimenticare di approfondire questo capitolo. Le tavole inserite in questa sezione del libro definiranno i colori primari, la palette secondaria e le combinazioni cromatiche identificative della tua visual identity. I colori del tuo brand non si limitano infatti a quelli previsti nel logo: quelli destinati agli sfondi, ai testi messi in evidenza o ai pulsanti delle call to action sul tuo sito web concorrono a definire la tua immagine aziendale. Ovviamente, seppure le combinazioni dei colori siano infinite, quelle vincenti prevedono una selezione ristretta basata sulle palette che accompagnano meglio i valori del tuo brand.

Un graphic designer professionista annoterà i riferimenti dei colori con valori in CMYK per la stampa, RGB, HEX e Pantone® per gli impieghi digitali. Non solo: un freelance esperto sa bene quanto sia importante evitare discrepanze tra i colori della comunicazione online e quelli sui supporti cartacei.

Fotografie, immagini e illustrazioni

Un altro aspetto che solitamente viene tralasciato, ma che risulta invece sostanziale per l'identità visiva della tua azienda, ha a che fare con la scelta di immagini e illustrazioni. Pensa ad esempio quanto sia influente nella percezione complessiva di un brand la scelta di utilizzare solamente foto in bianco e nero, oppure la decisione di ricorrere solamente a illustrazioni. Le linee guida in questa sezione del brand book definiscono quindi se ricorrere a fotografie, a illustrazioni o ad entrambe (e in quest'ultimo caso come dovrebbero interagire tra loro). Ma tra le informazioni che troverete in questo manuale ci saranno anche le fonti da cui scaricare le immagini o le modifiche che possono essere apportate.

Gli elementi della tua visual identity sul web

Oggi essere presenti e mostrarsi online è indispensabile per intercettare nuovi clienti e rendersi riconoscibile. Per questo il tuo presidio web, il tuo sito, dovrebbe riflettere il tuo marchio in stile, colori e tone of voice prima ancora di qualunque altro contenuto digitale. E sebbene i suddetti elementi potresti tradurli dalla stampa all'online, esistono alcune zone inedite del web che per essere brandizzate vanno definite da zero. Un esempio è il layout del sito, ma anche i tasti per le call to action delle tue landing page, o ancora la grafica personalizzata per il caricamento delle pagine.

Gli elementi della tua visual identity sul web

Finora ho descritto le sezioni del brand book relative alla visual identity della tua azienda rivolgendomi direttamente a te. Probabilmente prima o poi ti sei chiesto: "quindi dovrei farlo io questo brand book? Non saprei davvero farlo!". Ovviamente la risposta è no: non spetta a te stilare questo documento, ma al graphic designer a cui sceglierai di affidare il progetto. Un designer esperto non sa solamente realizzare un logo o definire un'identità visiva coerente, ma conosce anche tutte le informazioni e le linee guida necessarie per rendere autonomo il tuo progetto di visual identity.

Nel momento in cui il graphic designer ti fornisce un brand book ti sta letteralmente affidando tua stessa identità visiva, della quale in futuro si prenderanno probabilmente cura i tuoi dipendenti. Ecco perché è fondamentale che questo documento sia dettagliato ed esploda l'identità del tuo brand sotto ogni aspetto.

Ma quali sono le effettive applicazioni e i vantaggi di un brand book? Scoprilo nel prossimo articolo.

Come scegliere il giusto font per logo? Serif, Sans Serif e Script: scopri le emozioni evocate dai singoli stili e quella più adatta al tuo brand

Nell'ideazione di un logo la scelta del font è un aspetto da non sottovalutare. Ogni carattere è infatti portatore di suggestioni e messaggi propri che influiscono nella percezione del brand da parte del pubblico. In altre parole: lo stile del font è veicolo dell'emozione suscitata nelle persone che vedranno il logo. In virtù di questa innata capacità comunicativa, allora, scegliere il giusto font per logo non è solamente un vezzo estetico del logo designer, ma un'esigenza comunicativa a tutti gli effetti che concorre a definire la visual identity della tua azienda.

L'aspetto del font nel bilancio della visual identity di un'azienda è così sostanziale che talvolta ha finito per diventare esso stesso un'icona universalmente riconoscibile. Pensiamo all'inconfondibile scritta "Walt Disney" che accompagna il castello magico rappresentato nel logo del colosso dell'intrattenimento; o al logo della "Coca Cola" che consiste nel nome dell'azienda scritto con caratteri realizzati ad hoc: in entrambi i casi il font prescelto è entrato a buon diritto nell'immaginario collettivo.

Approfondimento

Perché creare un logo è importante?

Font per logo: ad ogni brand il suo stile

Ovviamente non ti sto dicendo che per avere un logo e una visual identity efficace devi ideare un font di sana pianta. Quello su cui vorrei farti riflettere è piuttosto l'importanza che un font per logo aziendale riveste nella percezione del tuo brand da parte del pubblico. In particolare, in questo articolo desidero soffermarmi sulle sensazioni e sui messaggi che i diversi stili di carattere veicolano a chi li guarda. Partendo dalle comuni macro-categorie in cui vengono suddivisi i font, come Serif e Sans Serif, vediamo allora quali sono le relazioni tra emozioni e font per loghi.

Font per loghi Serif: eleganza, rassicurazione e tradizione

Font per loghi Serif: eleganza, rassicurazione e tradizione

Rientrano nella categoria Serif quegli stili che presentano delle “grazie”, cioè degli allungamenti alle estremità dei singoli caratteri. I font graziati sono caratterizzati da lettere particolarmente slanciate e affusolate che trasmettono sensazioni di eleganza, raffinatezza, tranquillità e rassicurazione. Attirano l'attenzione poiché ricordano lo stile della scrittura a mano e risultano piacevolmente rilassanti all'occhio. Un font serif è l'ideale per loghi di aziende tradizionali e prestigiose che vogliano sottolineare le proprie antiche origini e trasmettere un senso di eleganza, direttamente dal passato.

Caratteri per loghi Sans Serif: ordine, chiarezza e modernità

Font Sans-Serif - Claudio Troisi

I caratteri Sans Serif, "bastoni" in italiano, sono tutti quei font che non presentano grazie alle estremità delle lettere. Di conseguenza, la linearità dello stile trasmette un senso di ordine, chiarezza e pulizia. Questi caratteri sono moderni, semplici e immediati, perfetti per aziende molto giovani che vogliono mostrarsi al passo con i tempi ma senza risultare troppo stravaganti e soprattutto proiettate verso il digitale. In considerazione della loro facile intelligibilità, i font sans serif sono infatti perfetti per il web.

Script: font per loghi eleganti, femminili o spiritosi

Script: font per loghi eleganti, femminili o spiritosi

I caratteri appartenenti alla categoria Script sono invece quelli che danno l’impressione di essere stati scritti a mano. Sono estremamente accattivanti e stravaganti, infatti possono essere arricchiti da ghirigori, abbellimenti o effetti calligrafici. Questo tipo di font è facilmente associato principalmente ai concetti di femminilità, romanticismo ed eleganza vintage, ma anche divertimento e creatività. Allora possono essere realizzati in script caratteri per loghi di aziende eleganti e prestigiose o che hanno a che fare con il mondo femminile, ma anche di brand che puntano ad un pubblico giovanile e ad uno stile casual.

Scelta del font per logo aziendale: perché affidarti ad un professionista?

Google ce l’ha dimostrato cambiando più volte negli anni il suo look: anche i font seguono le mode. Questo non vuol dire che ogni anno devi passare in rassegna i font per logo più di tendenza e adattare il tuo marchio; significa però che in fase di progettazione bisogna tenere a mente anche questo aspetto. E non solo. La scelta del giusto carattere va fatta ragionando sulla sua effettiva leggibilità, su qualunque supporto e in qualunque dimensione. D'altronde la creazione di un logo dovrebbe rientrare in un progetto di visual identity più ampio.

Fatte queste considerazioni va da sé che la realizzazione di un logo non è un lavoro istintivo, ma un processo creativo che coniuga ispirazione, competenze e impostazione strategica nell'ottica di un progetto ampio e di lunga durata. E non dimenticare che, al di là delle emozioni che suscita il font scelto per il tuo logo, il primo messaggio che passa forte e chiaro ai tuoi clienti sarà uno: coerenza e professionalità! La scelta più opportuna è affidarti ad un freelance professionista che sviluppi per te un'immagine aziendale coordinata e distintiva, coerente con i messaggi che vuoi trasmettere al pubblico e destinata sia all'online che all'offline.

Approfondimento

Ma come distinguere un lavoro ben fatto?

Immagine aziendale: 6 vantaggi che solamente una forte visual identity assicura al tuo brand

Quando sentiamo la parola "brand" pensiamo alle grandi multinazionali; a maggior ragione, quando parliamo di "brand identity" crediamo che un'immagine aziendale forte sia una qualità riservata a questi colossi. Ma non è così. Basta spostare il riflettore sul target per rendercene conto: inquadrando il tuo pubblico, ti renderai conto che l'occhio di bue si stringe fino a circoscrivere un'area ben più definita rispetto al bacino di utenza dei super-brand. Infatti la tua azienda si rivolge ad una platea più ristretta, ma che mostra un bisogno specifico e caratteristiche comuni che possono aiutarti ad ottenere un’immagine aziendale efficace agli occhi del tuo target. In questo articolo voglio farti riflettere su quali siano i vantaggi di una visual identity ben studiata, ma prima ancora è importante fare un po’ di chiarezza.

Immagine aziendale, visual identity e brand identity: cosa sono e qual è la differenza

Se la “brand identity” è il modo in cui un’azienda vuole essere percepita dal proprio pubblico, la “corporate image” è la percezione che il consumatore ha di un'impresa; essa racchiude tutte le associazioni mentali ed emotive che il marchio evoca nel target. Un’operazione di branding completa implica aspetti comunicativi, di marketing, commerciali e relazionali che includono la definizione e la promozione di logo, claim, mission, tone of voice, know-how, prodotti, prezzi, pubblicità e relazioni con partner, clienti e fan base.

Nel complesso processo di branding, un ruolo importante è svolto dalla “visual identity”: la creazione dell’identità visiva del brand. Questa consiste nell’insieme degli elementi grafici e visivi che rendono riconoscibile una marca e ne veicolano i valori. La visual identity è talmente rilevante che le aziende si dotano di solito di un manuale d'identità visiva; cioè un “libretto di istruzioni” con le linee guida da seguire per presentare la propria impresa sia nella comunicazione offline che online. E proprio l’importanza della riconoscibilità del brand sul web è quanto voglio illustrarti in questo articolo. Sito, newsletter, blog, canali social: ecco i vantaggi di una potente visual identity online per la tua immagine aziendale.

In questo articolo voglio farti riflettere su quali siano i vantaggi di una visual identity efficace, ma dando per scontato che tu già sappia quanto i consumatori non acquistino più prodotti, ma bensì valori da condividere e visioni del mondo in cui identificarsi.

La riconoscibilità del brand influisce nelle scelte d'acquisto dei consumatori

Logo Kelloggs - immagine aziendale
Non sottovalutare mai il potere della familiarità. Quando un cliente deve scegliere di acquistare un prodotto, il suo occhio e il suo bisogno di rassicurazione lo spingeranno ad optare per un marchio che conosce, o forse dovremmo dire "riconosce", piuttosto che scegliere a caso nella nebbia indistinta di colori, font e logotipi buttati lì. Se la tua azienda combina un ottimo prodotto con un marchio accattivante, la prima volta che un consumatore sceglie il tuo prodotto non sarà l'ultima, ma anzi segnerà l'inizio di una lunga fedeltà.

I clienti affezionati sono i "brand ambassador" della tua immagine aziendale, soprattutto sui social

Collegandoci a quanto appena detto, non devi pensare solamente a conquistare nuovi clienti. Lo zoccolo duro del tuo pubblico sono quelli già acquisiti che vanno costantemente rassicurati. Questi clienti affezionati sanciscono la percezione della tua immagine aziendale e rappresentano gli ambasciatori del tuo brand presso parenti, amici e conoscenti. Pensa ad esempio a quante volte gli utenti condividono i tuoi post sui propri profili social: la loro rete si accorgerà di te se il design di quel contenuto sarà abbastanza incisivo e memorabile. Per questo una visual identity efficace è fondamentale.

Definire la tua visual identity è un investimento in coerenza e risparmio

Quando un'azienda ha tradotto mission e valori in un progetto di visual identity, potrà orientare con più consapevolezza e decisione le future strategie di comunicazione e marketing. Infatti, una volta fissati i punti di riferimento del tuo brand (come filosofia aziendale, logo, tone of voice, colori e font, sito web e formati grafici), potrai modellare contenuti e progetti avendo già a disposizione delle linee guida che ti permetteranno di risparmiare in tempo, risorse ed energie.

Questo non significa che il tuo marchio debba rimanere uguale a se stesso nei secoli dei secoli: naturalmente è giusto rinnovare l'immagine aziendale nel tempo.

Una visual identity efficace attira l'attenzione degli influencer

Ua visual identity bella e curata si nota. E come lo fanno i semplici utenti, così capita agli influencer che trascorrono gran parte del proprio tempo sul web. Questi potrebbero essere incuriositi dai tuoi prodotti e decidere di provarli, magari condividendo l'esperienza positiva con i propri follower. Potrebbe trattarsi di un caso isolato o trasformarsi in una partnership, in entrambi i casi far parlare di sé un influencer assicura al tuo brand ampia visibilità e nuovi clienti assicurati. E perché lasciarsi sfuggire l’occasione abbandonandosi ad una visual identity anonima?

Le nuove abitudini dei consumatori richiedono una forte immagine aziendale digitale

L'attuale emergenza ha comportato diversi cambiamenti, non ultime le nuove abitudini di acquisto dei consumatori: sempre più digitali e legate al territorio. Questo significa che i tuoi competitor si stanno già riversando in massa sul web tra social, campagne adv e app brandizzate. Soprattutto sul web gli utenti sono bombardati di contenuti e sponsorizzazioni e per attirare la loro attenzione devi distinguere la tua immagine aziendale dalla massa. Di conseguenza, non solo dovrai presentarti come portatore di valori all’altezza del momento storico, ma dovrai presiedere il web ideando una brand identity trasversale, originale e funzionale.

Approfondimento

L'importanza del graphic design nei servizi online

Un target ben definito richiede una visual identity altrettanto specializzata

Ricollegandoci a quanto detto ad apertura dell'articolo, dove esiste un bacino di utenti in target ben definito dovrebbe esistere un marchio altrettanto specializzato che diventi punto di riferimento del settore. Puntare a rivestire questo ruolo attraverso un progetto di visual identity professionale, seguito da una strategia di comunicazione altrettanto seria, rafforzerà il tuo posizionamento sul mercato.

Brand identity Roma: perché affidare la tua immagine aziendale ad un consulente esperto

Insomma, come puoi ben vedere una visual identity forte fa molto di più per un'azienda che semplicemente renderla carina. Certo, non stiamo parlando di scienza esatta e risultati quantificabili, eppure quando la visibilità e i clienti della tua impresa cominceranno a crescere ti renderai conto di non aver dato i numeri decidendo di investire in una strategia brand identity aziendale. Ovviamente questi risultati possono essere ottenuti solamente affidando la realizzazione del progetto ad un professionista del settore che sappia guidarti e consigliarti al meglio.

Un grafico esperto in visual identity non si limita ad eseguire le tue richieste ma ti consiglia e ti guida per ottenere il risultato migliore; un graphic designer professionista conosce approfonditamente concetti di comunicazione e marketing, regole, tecniche e accortezze che fanno i conti con la percezione dell’utente finale. Inoltre, un consulente esperto dedica molto tempo allo studio della tua azienda, del mercato e dell'immagine aziendale dei tuoi competitor: una fase preliminare ma tutt'altro che superflua.

Se sei un imprenditore che sta cercando di far crescere la sua azienda con una visual identity strategica, punti sicuramente al meglio. D'altronde stiamo parlando del biglietto da visita con cui verranno percepiti i tuoi valori e i tuoi prodotti in futuro. A questo punto ti starai chiedendo come scegliere il giusto freelance? Beh, ovviamente ti propongo di contattarmi per discutere insieme del tuo progetto, ma voglio darti ancora un consiglio o meglio 5 domande da fare ad un grafico per scoprire come lavora.

Approfondimento

Perché diffidare dal listino prezzi di un grafico?

Come creare un logo efficace? Ma soprattutto: come riconoscerne uno ben fatto? Semplicità, memorabilità, versatilità e appropriatezza: i concetti base del logo design.

Affidare la realizzazione del tuo logo ad un graphic designer non significa dover rinunciare a dialogare con lui per ottenere il miglior risultato finale; d'altronde nessuno conosce la tua azienda e gli obiettivi del tuo business meglio di te. Inoltre, scegliere di affidarti ad una figura esperta per creare un logo efficace significa che sai bene quanto possa attirare la curiosità e fare la differenza.

Perché allora non imparare a distinguere un logo ben fatto da uno non professionale? Poter contare su queste conoscenze ti aiuterà a scegliere l'esperto cui affidare il tuo progetto, a creare un brief efficace e ad interagire in maniera costruttiva con il graphic designer prescelto per raggiungere il risultato finale più soddisfacente.

Logo e brand Identity

Poco importa se si tratta di una multinazionale o di una PMI: i clienti giudicano l'affidabilità e la serietà di un'azienda da come si presenta. Spesso le piccole realtà si lasciano rappresentare da un logo che non le identifica, approssimativo e non leggibile, mentre basterebbe creare il proprio, professionale, per distinguersi dal resto dei competitor. Il logo è il biglietto da visita della tua azienda e nel tempo si trasforma in un vero simbolo di riconoscimento; in una garanzia sul prodotto o sul servizio. Affinché questo avvenga ci vuole tempo, ma soprattutto una ricerca visiva che sottenda le connessioni mentali tra la riconoscibilità e la qualità dell’azienda. Questo è il compito del grafico.

Un grafico professionista non è semplicemente un creativo che aspetta la giusta ispirazione e butta giù un disegno frutto della sua sola fantasia. Un vero esperto trasforma e sintetizza i contenuti del brief di progetto che gli è stato fornito in segni visuali efficaci e originali. Non solo: nell'ampio bagaglio di competenze che qualificano un graphic designer con esperienza ci sono nozioni di comunicazione e marketing. Proprio il ricorso a queste ultime è ciò che permette di distinguere un logo davvero d’impatto e funzionale da uno insufficiente. Ecco di seguito le linee guida del logo design che devi conoscere.

Semplicità

Logo Nike Swoosh

Mai come in questo caso "less is more" va considerato un dogma. Un logo semplice infatti è più facilmente riconoscibile. Sugli scaffali del supermercato, lungo un'autostrada o sulla cover di uno smartphone: "keep it simple, stupid!" Attenzione però: semplice non significa banale o scontato. Un graphic designer professionista saprà come realizzare un logo originale ma minimalista.

Memorabilità

Logo Apple - Claudio Troisi Graphic Designer

Oggi più che mai è importante presidiare la mente dei clienti. Per questo, direttamente legato alla semplicità, è il concetto di memorabilità. Per essere riconoscibile un logo deve presentare almeno un tratto di originalità, ma non necessariamente riprodurre il prodotto o il servizio che offre la tua azienda. Un logo ben fatto sa rievocare alla mente dei consumatori la qualità e i valori del tuo brand in maniera immediata.

Versatilità

Finora abbiamo parlato di estetica, ma un logo è pur sempre uno strumento di comunicazione. Dunque creare un logo significa prevederne diversi usi e applicazioni. Ad esempio oggi un logo non deve solamente finire sulla carta intestata di un'azienda o sui suoi gadget, ma anche sul suo sito web e sui suoi profili social. Di conseguenza, si può parlare di un buon lavoro se il risultato è funzionale, leggibile in qualunque dimensione e se fornito in formato vettoriale.

Appropriatezza

L'appropriatezza del logo al tuo tipo di business non si limita al simbolo, ma anche alla scelta del font e dei colori. Ad esempio, per un negozio di giocattoli risultano appropriati font e colori che certamente non si sposerebbero con il messaggio che dovrebbe trasmettere uno studio di avvocati. Un graphic designer professionista fornisce una soluzione finale perfettamente in linea con i valori visivi del tuo mercato di riferimento.

Insomma, la creazione di un logo efficace non è una cosa così banale come si potrebbe credere. Si tratta di un processo lungo in cui la creatività procede di pari passo con le linee guida dettate nel brief, lungo le vie della comunicazione e del marketing. Ma questa complessità è anche la ragione per cui solamente un professionista potrà davvero soddisfare le tue esigenze, rispettando i parametri che ormai anche tu saprai riconoscere!

E se vuoi saperne ancora di più, scopri Gli errori comuni del logo design

Per concludere, una postilla. Il tempo e la dedizione richiesti dal processo creativo e professionale che si nasconde dietro la creazione di un logo sono ulteriori ragioni per le quali non dovresti affidare il tuo progetto di logo design a chi ti propone un tariffario.

Creare un logo d'impatto è fondamentale per il tuo brand: oggi i consumatori scelgono la marca, non il prodotto. Ma che ruolo gioca il logo in tutto questo? E qual è la differenza rispetto al brand?

Pensiamoci, quando parliamo di Nike, Apple o Starbucks, balzano subito alla mente i loghi di queste aziende, prima ancora dei loro prodotti. Un meccanismo psicologico così automatico vorrà pur dire qualcosa, soprattutto trattandosi di bisogni e istinti dei consumatori! Innanzitutto ci insegna che, se vuoi diventare memorabile, devi creare il tuo logo distintivo. Ma per capire bene perché creare un logo sia così fondamentale, dobbiamo fare un passo indietro e riflettere sull'evoluzione del mercato e dei comportamenti dei consumatori negli ultimi anni.

Creazione logo: la differenza con il creare un marchio e una marca

Cominciamo dall'inizio. La comune confusione tra marca, marchio, logo e l'anglofono "brand" non aiuta ad afferrare i singoli concetti e la loro funzione integrata.

  • Marchio. Il marchio è l'insieme degli elementi visuali e testuali, scelti dall'azienda per proporsi e distinguersi sul mercato. Quando sentiamo parlare di "registrare un logo", in realtà si tratta del marchio: è questa l'entità depositabile legalmente.
  • Logo. Il logo è la componente visuale del marchio che interagisce con il codice testuale; tecnicamente è l'esposizione grafica del nome della marca.
  • Marca. Quella che oggi più comunemente definiamo "brand" è la marca: un'entità concettuale destinata a presidiare la mente dei consumatori fornendo loro le ragioni d'acquisto e preferenza rispetto ai concorrenti; è la leva competitiva che rende la tua proposta unica sul mercato.

La marca offre quindi ad un'azienda la possibilità di differenziarsi dai competitor, elevando il terreno di gioco ad un livello superiore rispetto alle sole caratteristiche fisiche e funzionali del prodotto. Ma perché è necessario farlo?

Creare logo aziendale: strategia di "branding" per i nuovi consumatori

Se la marca vuole essere l'entità concettuale da veicolare ai consumatori, il livello di gioco superiore non può essere di certo quello delle idee fisse, sospese e immobili. È infatti necessario rendere dinamici quei concetti, configurandoli in elementi visivi concreti, attraverso i quali presidiare le menti delle persone. Per farlo dobbiamo scendere dal mondo delle idee di Platone e sposare una nuova filosofia: il branding.

Non me ne vogliate, ma qui è necessario introdurre quest'altro termine, "branding", che non individua solamente la creazione di un brand (quindi di una marca), ma identifica un rivoluzionario approccio di business brand-oriented, piuttosto che product-oriented. Le ragioni sono molto semplici.

Nuovi bisogni e nuovi consumatori: un nuovo mercato

Innanzitutto, oggi i tradizionali bisogni della Piramide di Maslow sono stati ampiamente soddisfatti e anzi sostituiti da nuove sfere legate alla realizzazione personale. Questo nuovo asset dei bisogni, in aggiunta alle trasformazioni sociali, alla sostanziale equivalenza dei prodotti sul mercato e alla concorrenza agguerrita, ha relegato l'importanza del prodotto in secondo piano.

Con l'avvento del digitale, inoltre, le persone non sono più consumatori passivi, ma anzi utenti che si informano e valutano un brand prima di sceglierlo. Il consumatore di oggi è attento ed esigente non solamente rispetto alla qualità del prodotto, ma anche e soprattutto in relazione all'etica delle aziende. Oggi i clienti non comprano prodotti, ma scelgono sistemi di valori nei quali rispecchiarsi.

Creare un logo: rendere visivamente il "why me" di una marca

La marca deve quindi porsi alla mente del consumatore come il bisogno da soddisfare o il valore da abbracciare; deve spiegare cioè al cliente i motivi per i quali costituisce la scelta giusta. E come instillare questo pensiero? Attraverso la creazione di un logo d'impatto, distintivo e memorabile che apra la strada alla parata di messaggi del brand.

Allora, ad uno sguardo più attento e in considerazione dell'evoluzione del mercato, il logo non corrisponde affatto alla marca; né è semplicemente il biglietto da visita di un'azienda. Esso costituisce il riassunto dell'immagine aziendale, dei suoi valori e della natura dei suoi prodotti da trasmettere immediatamente, per differenziarsi dai concorrenti. In altre parole, il logo non è solo ciò che rappresenta l'azienda, ma quello che l'azienda rappresenta (o meglio vorrebbe rappresentare) agli occhi dei consumatori. Insomma, fare un logo significa creare un simbolo che sintetizzi il "why me" di un brand autosufficiente anche sullo scaffale di un supermercato.

Approfondimento

Come si crea un logo?

Realizzare un logo al passo con i tempi: il restyling di un logo aziendale

Potrebbe sembrare fin troppo banale sottolinearlo, ma oggi i consumatori sono costantemente sollecitati da nuove uscite e prodotti innovativi. Di conseguenza si aspettano che anche i brand siano al passo con i tempi e il logo, neanche a dirlo, è il primo elemento che dimostra quanto l'azienda "stia sul pezzo".

Infatti non è mia intenzione far crollare le vostre certezze, ma dovete sapere che anche l'immagine aziendale invecchia. Come qualunque altro ambito, soprattutto creativo, il graphic design non è immune al via vai di mode e tendenze e procedere al restyling può essere altrettanto utile, se non addirittura più necessario, di realizzare un logo. Si tratta di un lavoro doppiamente complesso poiché, da un lato, bisogna svecchiare e rinfrescare l'immagine di un brand, mentre dall'altro è necessario non discostarsi dalla sua identità tradizionale e dai suoi valori. Per le suddette ragioni è il caso di affidarsi ad un consulente esperto che sia in grado di non snaturare del tutto il brand.

Ma quanto costa creare un logo? Leggi l'articolo. Quanto costa un logo?

Marketing turistico e brand territoriale: il binomio del successo nel mercato turistico parte dal logo design.

Alzi la mano chi non ama viaggiare, evadere dalla quotidianità e scoprire paesaggi incontaminati! Ma come scegliere la destinazione per le prossime vacanze? O meglio: come fare in modo che le persone scelgano la nostra località? Nell'era digitale marketing turistico e brand territoriale costituiscono sempre più un binomio indissolubile, necessario per qualunque meta turistica che voglia emergere e trasformarsi in un trend turistico. Ma quali sono gli aspetti da considerare nella creazione di un logo per il turismo?

Brand turismo: la promozione turistica del territorio

Forse più che in qualunque altro ambito, il marketing del turismo rende facilmente comprensibili le potenzialità legate alla presenza di un brand. Infatti questo settore, non essendo direttamente "product-oriented" bensì "experience-oriented", permette di concepire più liberamente l'offerta come un insieme di valori ed emozioni. Basta pensare alla scritta “I ♥ NY” che sicuramente abbiamo da qualche parte, su una calamita o su una penna a casa. Non si tratta solamente di souvenir, ma di veri status symbol, a riprova del fatto che il marketing territoriale e il city branding aprono le porte dell'immaginario collettivo.

Eppure, in un mondo globalizzato e digitalizzato, risulta sempre più difficile affermarsi come località alternativa, caratterizzata da una forte identità territoriale. In un mercato turistico governato dalle destinazioni di massa, le realtà più piccole devono faticare per conquistare il proprio posto al sole, ma soprattutto per intercettare il proprio target ideale.

Il brand territoriale serve proprio a questo: ad esprimere l'insieme dei significati, delle emozioni e dei momenti vissuti strettamente legate al territorio e alla cultura locale sotto forma di un'identità visiva distintiva e riconoscibile. Una strategia di brand territoriale che valorizzi l'unicità dell'esperienza costituisce la base di un marketing turistico di qualità, soprattutto in considerazione della riscoperta del "locale" da parte dei turisti. Ovviamente l'elemento riassuntivo dell'intera operazione di brand è il logo e di seguito voglio spiegarvi quali sono gli aspetti da considerare nella creazione di un logo turistico.

Logo turismo: gli aspetti da considerare

Trattandosi della creazione di un brand, è necessario poter contare su un logo identificativo, che racchiuda visivamente il valore dell'esperienza promessa dal territorio.

Come per qualunque altro settore, la creazione di un logo per il turismo deve tenere in considerazione alcuni aspetti decisivi:

  • Posizionamento
  • Messaggio
  • Colore
  • Font

Posizionamento di un brand per il marketing turistico

Prima ancora di parlare, bisogna sapere a chi rivolgersi. I target non sono solamente coppie, famiglie o anziani; le caratteristiche del territorio o l'offerta di servizi e intrattenimento possono spingere a rivolgersi agli amanti della natura, dei viaggi avventurosi, dei percorsi enogastronomici o delle città d'arte. Attivare una strategia di marketing turistico significa innanzitutto individuare la categoria di turisti ai quali il proprio territorio possa offrire un'esperienza indimenticabile e secondariamente intercettarli attraverso la creazione di un brand che ne comunichi valori ed emozioni.

Messaggio

Relax? Spensieratezza? Bellezze naturali? Tradizioni? Accoglienza? Divertimento? Quali sono i valori, le sensazioni e i ricordi che un luogo assicura ai visitatori? Cosa rende un'esperienza in quel territorio unica? Avere ben chiaro cosa renda distintiva una destinazione e che tipo di soggiorno assicuri è fondamentale per definire il messaggio da diffondere attraverso il logo. Di ultimissima tendenza è, ad esempio, la coppia turismo sostenibile e brand del territorio cui sempre più utenti fanno caso.

Un logo non deve obbligatoriamente raffigurare il territorio con i suoi paesaggi (anzi gli esempi di city branding più popolari non lo rappresentano); è però importante che si presti a definire un'immagine coordinata incisiva, che ne esalti il valore e il posizionamento nel tempo.

Colore

Certamente la prospettiva di una vacanza deve portare con sé promesse di divertimento, gioia e serenità. Di conseguenza, la palette di colori verso la quale protendere nella realizzazione del logo è caratterizzata da tinte vibranti e positive. Buona parte dei brand di viaggio impiega colori luminosi come il giallo, il rosso, il verde o il blu. E non si tratta di semplici consuetudini, ma di studiate strategie di comunicazione legate alla psicologia dei colori.

Approfondimento

La psicologia dei colori

Font

Una vacanza avventurosa o un'esperienza di relax richiedono configurazioni grafiche diverse e dunque la scelta di font ben distinti. Se la prima è focalizzata sul divertimento e l'eccitazione, la seconda ripiega più su sensazioni di tranquillità e delicatezza. Di conseguenza una vacanza dinamica e ricca di intrattenimenti richiede caratteri più casuali e divertenti, mentre un'evasione rurale predilige font graziati e sottili.

Brand territoriale come sigillo di qualità

Ormai è chiaro che il brand territoriale non si limita a promuovere l'area geografica, ma l’insieme di tutte le risorse espresse dal luogo (naturalistiche, storiche, culturali e d'intrattenimento) e i valori spendibili per renderlo distintivo e riconoscibile agli occhi dei potenziali turisti. E se il territorio diventa una marca, il logo si trasforma in un vero e proprio marchio; non solo nel senso di "logo" ma anche di “sigillo di qualità”. D'altronde questo aspetto non ci stupisce, soprattutto se consideriamo l'attenzione che gli utenti prestano alle recensioni sui vari portali turistici prima di prenotare la prossima vacanza.

Infatti, soprattutto oggi che gli utenti cercano ispirazione sul web anche in fatto di vacanze e desiderano condividere le esperienze sui social, è necessario avviare un processo virtuoso di valorizzazione locale. Insomma, l'ideazione di un brand turistico è tutt'altro che un'operazione virtuale e inutile. Sarà per questo che molte città straniere lo hanno già trasformato in realtà; pensiamo alla fortuna di "I Amsterdam" o allo skyline tipografico di Parigi. Ma anche la vicina Malta si è lanciata in un progetto di brand del territorio nuovo.

Marketing turistico in Italia

E in Italia? Il tentativo di promozione turistica del territorio più recente risale a poco tempo fa ed è legato al rilancio della Sicilia. Un fallimento su tutti i fronti. Infatti, il logo ideato per promuovere la Sicilia nel mondo non solo è una cattiva imitazione di loghi preesistenti (già poco originali), ma neanche rende onore alle eccellenze dell'isola, a riprova di amministrazioni poco lungimiranti e non al passo con i tempi.

Quella appena accennata è una delle ragioni per le quali sarebbe il caso di rivolgersi ad un creativo professionista che sappia pianificare una strategia di brand originale e coordinata con un più ampio quadro di marketing territoriale, nell'ottica di un posizionamento sul mercato turistico che duri nel tempo. Non solo: un logo designer è in grado di guidare al meglio il progetto, in quanto conosce le specifiche strategie di comunicazione valide in ogni singolo settore. Ad esempio, il significato dei colori nel turismo porta con sé implicazioni diverse rispetto a quelle applicabili ad un brand nel Food.

Brand Famosi Curiosità
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