Come scegliere un grafico freelance? Ecco cosa dovresti chiedere a un grafico per comprendere bene il suo lavoro e non ricevere brutte sorprese.

Se sei alla ricerca di un freelance in graphic designer che possa aiutarti a trasformare il tuo progetto in realtà, allora sei nel posto giusto. Non fraintendermi: non voglio peccare di superbia alla seconda riga sostenendo che sono proprio io quello che stai cercando; piuttosto voglio illustrarti cosa chiedere a un grafico per capire se sia la tua "anima gemella" e fornirti le risposte che un consulente serio e professionista dovrebbe darti.

Cosa chiedere a un grafico per scegliere a chi affidarsi

Riuscire a destreggiarsi nella masnada di liberi professionisti che ti promettono ricchi premi e cotillon non è facile come un giro di giostra. Tra prezzi variabili, tempistiche lampo e servizi extra, non è semplice scegliere il fornitore giusto. È altrettanto vero che spesso il cliente tende a non indagare ulteriormente, accontentandosi di prezzi vantaggiosi che spesso nascondono una lama a doppio taglio. Ancor più di frequente capita che il cliente non abbia ben chiaro cosa voglia, data la poca conoscenza del settore.

È però possibile capire meglio i tuoi bisogni e comprendere se chi hai davanti sia il partner giusto per il tuo progetto. Infatti il successo di una collaborazione e un risultato soddisfacente sono direttamente proporzionali alla chiarezza iniziale tra cliente e fornitore. Ma quali sono le domande che vorresti o dovresti fare ad un grafico per comprendere bene il suo lavoro e non ricevere brutte sorprese? Scopriamolo insieme.

5 domande da fare a un grafico

Le domande da fare a un grafico potrebbero risultare talvolta banali agli occhi degli esperti del settore, eppure non è così per le persone che si rivolgono ad un graphic designer freelance per la prima volta.

Puoi fornirmi un preventivo?

Partiamo subito dal tasto dolente, il prezzo, che suscita il maggior interesse iniziale e spesso costituisce la prima domanda a bruciapelo: "quanto costa?". Difficilmente un grafico professionista è in grado di darti una risposta su due piedi.

Per alcuni il preventivo fornito da un graphic designer sarà sempre troppo caro, perché noi non forniamo un prodotto fisico che giustifichi materialmente il prezzo stilato. Di conseguenza si tende a sottovalutare il lavoro, l'impegno, il tempo e le competenze di un grafico messe a disposizione in ogni singolo progetto di design. Ma essere consapevoli di questo è fondamentale per capire il valore aggiunto che un intervento professionale apporterà al tuo progetto e, non secondariamente, l'importanza nel fornire al designer un brief dettagliato.

Quindi, la giusta domanda che dovresti fare al grafico sarebbe: potresti mostrarmi un preventivo ad hoc che includa una valutazione specifica del mio progetto?

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Come è scritto un preventivo di design professionale?

Perché con un altro grafico costa meno?

Un corollario alla domanda precedente è: " perché con un altro grafico costa meno?". Siamo di fronte ad un vero classico.

Ogni freelance ha il proprio prezzo, questo è innegabile, e le variabili sono diverse: gli anni di esperienza, le referenze, la specializzazione in un settore specifico, ma anche il tipo di progetto, la sua complessità e le tempistiche.

Tuttavia, alcuni freelance graphic designers tendono a giocare a ribasso per accaparrarsi un maggior numero di clienti, trattando inevitabilmente il lavoro con superficialità.

Dunque la domanda (che in questo caso dovresti porre a te stesso) è la seguente: "voglio davvero ottenere i risultati e trasformare il prezzo in un investimento?".

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Perché non credere ai tariffari di graphic design

È possibile ridurre i costi?

Nonostante le opinioni più disfattiste, è possibile ridurre i costi per un progetto di graphic design. Il segreto si nasconde nella fase più sottovalutata di tutte: quella del brief. Infatti, ogni preventivo viene stilato in base alle richieste del cliente, ma anche in funzione delle informazioni a disposizione del grafico. Maggiori sono i dettagli conosciuti, i materiali forniti (come testi, immagini, ecc..) o i format necessari comunicati, più il processo produttivo sarà facilitato e con margini di risparmio per il cliente. Banalmente, fare richieste aggiuntive o avere ripensamenti in seconda battuta comporta costi aggiuntivi a quelli previsti dal preventivo.

Un'altra strategia, funzionale anche in termini professionali, è richiedere al grafico un pacchetto di servizi, senza snocciolare di volta in volta singoli progetti che, va da sé, costituiscono ogni volta un nuovo lavoro.

Allora la domanda più furba è: "come posso io abbattere i costi?"

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Come creare un design brief perfetto che ti farà risparmiare

E se non mi piacciono le proposte?

Al macellaio diciamo: "posso vedere se mi piace la bistecca prima di pagartela?" direi di no. Lo stesso vale per un graphic freelance designer. Le proposte sono sempre frutto di tempo, studio, analisi e creatività. Ti dirò di più: raramente il cliente è insoddisfatto, dal momento che un designer esperto elabora quelle alternative a partire dal brief di progetto fornito precedentemente. Un consulente è in grado di inquadrare il concept scremando le opzioni e limitando le proposte e le revisioni da proporre al cliente.

Per questo ti consiglierei di diffidare da chi propone soluzioni prima di aver chiarito le condizioni economiche in quanto, oltre a svalutare il proprio lavoro, probabilmente punta alla quantità di lavori piuttosto che alla qualità e al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Il cliente ha sempre ragione?

Se ti affidi ad un freelance in graphic designer potresti scoprire che le tue aspettative iniziali verranno stravolte in corso d'opera. Ma non si tratta di arroganza o di poca professionalità da parte del grafico; tutt'altro: le tue bellissime idee potrebbero non essere funzionali agli obiettivi o poco efficaci rispetto al tuo target di riferimento. Ecco allora che talvolta si rivela necessario, da parte del consulente creativo, aggiustare il tiro, migliorare o trasformare l'ispirazione iniziale del cliente in qualcos'altro. D'altronde ci stiamo mettendo nelle mani di un esperto proprio perché non è la nostra materia, giusto?

La responsabilità, dall'altra parte, è sicuramente quella di argomentare le scelte fatte e spiegare al cliente perché la soluzione proposta sia la migliore in linea con il concept e con l'obiettivo del progetto. Il ruolo del consulente grafico non è quello di un semplice esecutore, né quello di un castigatore, bensì di una guida ragionata e ragionevole.

Perciò potresti rivolgere al grafico una domanda... un po' a trabocchetto: "hai intenzione di rispettare fedelmente le mie richieste?".

Queste sono le domande che dovresti o avresti sempre voluto fare ad un grafico (qui e lì riadattate) ma come capire se sei davvero di fronte al freelance graphic designer più adatto a te?

Buona parte del successo di un’idea grafica dipende dalla sua realizzazione. Allora come scegliere il freelance in graphic design più adatto alle mie esigenze? Ecco una breve guida.

La vita ci pone sempre di fronte a scelte importanti: pizza o pasta, cinema o Netflix? Se buona parte delle volte l'esito è alquanto irrilevante nel bilancio esistenziale, in altri casi la decisione da prendere potrebbe portare con sé importanti conseguenze. Ad esempio, scegliere di creare una brand identity per la mia attività significa definire la percezione che il resto del mondo avrà di me. Va da sé che è necessario affidarsi ad un consulente all'altezza del mio progetto. Ma come scegliere il freelance giusto? Scopriamo insieme.

Scegliere un grafico libero professionista o un’agenzia?

Innanzitutto, prima ancora di individuare un grafico freelance in sintonia con i miei bisogni, devo essere in grado di definire proprio quelle necessità che mi metteranno nella condizione di esclamare: "è lui!", ma anche di dire: "è proprio un freelance che mi serve, non un agenzia". Ma procediamo per gradi.

Le prima domanda da pormi deve essere: in cosa consiste il servizio che sto cercando? Nell'ideazione di un logo per la mia attività? Nella definizione di un'identità visiva coordinata e impaginata per tutti i miei supporti di comunicazione? Nella progettazione grafica del mio sito web? In tutti i suddetti casi il graphic designer è sicuramente la figura professionale che fa al caso mio.

Ma perché affidarmi ad un libero professionista quando potrei rivolgermi ad un'agenzia di comunicazione? I due servizi rispondono ad esigenze differenti, per questo riescono a sopravvivere nello stesso mercato. Un'agenzia offre diverse figure professionali e complementari che possono seguire progetti di ampio respiro, trasversali a diversi settori. Di conseguenza i prezzi offerti ai clienti sono più alti. Il freelance non ha strutture da mantenere, stipendi da versare od onerose spese fiscali, ma mette a disposizione la stessa competenza professionale (che anzi spesso è la stessa offerta dalle agenzie con cui collaborano) sebbene circoscritta al proprio mestiere specifico.

Quindi, se ho bisogno di un singolo servizio, come la realizzazione di un logo o di una brand identity aziendale, probabilmente sarà più vantaggioso per me rivolgermi ad un grafico freelance e interfacciarmi direttamente con lui.

Perché scegliere un designer freelance esperto per la mia brand identity e come riconoscerlo

Diffidare dai freelance con tariffari

Una volta compreso che per me è il caso di optare per un freelance piuttosto che per un’agenzia, devo trovare quello giusto. Sotto l'etichetta "graphic designer" rientra una variegata galleria di figure più o meno esperte, ma anche più o meno oneste. I portabandiera di quest'ultima tipologia sono i freelance che, pur di accaparrarsi il progetto, presentano tariffari poco credibili in cui giocano a ribasso, non solamente in termini economici, ma anche in fatto di qualità del lavoro. Infatti, offrire prezzi stracciati comporta da un lato il bisogno di trovare sempre nuovi clienti e dall'altro la superficialità nel portare a termine i loro progetti. Ecco, se io sono alla ricerca di un grafico esperto e affidabile che curi il mio brand (e quindi la mia immagine), direi di escludere immediatamente un freelance che si presenta con un listino prezzi.

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Listino prezzi grafica: perché non fidarsi?

Come riconoscere un grafico alle prime armi

Un'altra sottocategoria che potrei incontrare sono i grafici alle prime armi i quali, comprensibilmente a causa della poca esperienza, tendono a porsi come "esecutori" piuttosto che come "creativi". Un graphic designer amatoriale è riconoscibile perché difficilmente contraddice le richieste del cliente; e considerando che io cliente non sono del settore, le ragioni potrebbero essere due: o io sono un talento sprecato o il freelance a cui mi sono rivolto pecca di inesperienza.

Questo significa che grafici inesperti potrebbero essere adatti per impaginare o sistemare dei documenti già esistenti; ma se quello che cerco è un designer freelance che dia vita al mio brand a partire dal logo, allora ho bisogno di un consulente che abbia una preparazione più completa di comunicazione e marketing. Dunque, se desidero avvalermi di un vero professionista, devo accettare il fatto di rivolgermi ad un consulente che non si limiterà ad eseguire le mie richieste, ma che bensì cercherà di guidarmi verso la soluzione migliore per il mio brand, anche a costo di sentirmi dire qualche "no". Questo è un punto decisivo se voglio un rapporto chiaro, che risparmi malintesi e brutte sorprese... ad entrambi.

Freelance designer portfolio

Un fattore decisivo per capire subito se sono di fronte ad un designer esperto è valutare se possieda un sito web e soprattutto un portfolio da consultare. Sfogliare i progetti realizzati precedentemente non solo mi fa rendere conto della portata della sua esperienza, ma mi aiuta anche a comprendere meglio di cosa ho bisogno e come potrebbe aiutarmi. Infatti, se non sono un esperto di graphic design, non è scontato che io sappia cosa si intenda per "immagine coordinata" o "brand identity". Consultare il portfolio di un designer mi permette di rendere un po' più concrete queste nozioni e di interagire più consapevolmente con il consulente creativo che sceglierò.

Ma cosa devo chiedermi nel momento in cui consulto il portfolio di un grafico freelance? Dal momento che, in quanto creativo, ogni designer sviluppa inevitabilmente un proprio stile, la prima domande che dovrei pormi è: trovo esteticamente attraenti i suoi lavori? Il design è innovativo? E ancora: riesce a veicolare un messaggio? Qual è?Se rispondo positivamente a questi quesiti, allora potrei aver trovato il grafico freelance che fa per me.

Recensioni sul sito di un grafico professionista

Un progetto ben seguito, archiviato nel portfolio professionale, è sicuramente un ottimo biglietto da visita per un grafico professionista. Ma non si deve sottovalutare il fatto che il prodotto finale è anche il risultato di una continua interazione tra cliente e consulente; e se tra le due parti non c'è sintonia, difficilmente potrà venir fuori un ottimo lavoro. Ecco perché, prima ancora di scegliere il freelance con cui collaborare, è saggio dare uno sguardo alle recensioni lasciate da precedenti clienti. Cosa dicono le recensioni? Cosa era stato richiesto? Il lavoro finale è stato soddisfacente? Sono state rispettate le scadenze? Ci sono state complicazioni? Il freelance si è dimostrato collaborativo e ha saputo traghettare il cliente verso la soluzione più adatta al brand? Di nuovo, se la risposta a tutte queste domande è "sì", allora complimenti a me perché ho trovato il giusto freelance con cui collaborare.

Il cliente giusto per un graphic designer freelance professionista

Design brief Claudio Troisi Designer

Dunque, nel momento in cui decido di affidare un lavoro ad un consulente esperto, ovviamente desidero che il graphic designer in questione sia all'altezza del mio progetto. Ma affinché questo sia possibile, devo riconoscere che parte della responsabilità è nelle mie mani. O meglio: devo mettere il grafico nella condizione di poter dare il meglio. Come fare? Impegnandomi nel fornire al consulente un brief di design chiaro e dettagliato.

Offrire un documento di progetto al mio ipotetico consulente non deve essere utile solamente per il mio "tornaconto". Infatti fornire un brief costituisce un'importante forma di rispetto nei confronti del designer il quale, in quanto freelance, ha diritto di valutare quanto il mio progetto possa essere interessante per il suo business e, in caso, rifiutare il lavoro.

Listino prezzi grafica freelance: tutte le insidie dietro i prezzi standard

Ogni mattina un potenziale cliente si sveglia e sa che correrà alla ricerca della soluzione più economica. Ogni mattina un grafico freelance si sveglia e sa che dovrà correre il rischio di sentirsi chiedere: "qual è il tuo tariffario da grafico freelance?" da un potenziale cliente. Non importa che tu sia un leone o una gazzella nel tuo lavoro: quello che conta è che la voce "preventivo” presenti in allegato un "listino prezzi grafica freelance". Bene, è arrivato il momento di stravolgere la suddetta morale, che a noi professionisti fa venire il mal di testa (altro che mal d'Africa!).

In questo articolo voglio mettermi nei panni di un potenziale cliente e cercare di capire perché dovrei rifuggire un listino prezzi di grafica e per quale ragione ricorrere ad un prezzo fisso sia praticamente impossibile, anzi controproducente.

Come appena accennato, pretendere di stabilire prezzi fissi a priori per un progetto grafico è letteralmente impossibile. Un conto è vendere lattine di birra all'ingrosso, un altro è mettere a disposizione di un cliente tempo e competenze per rispondere ad esigenze ogni volta nuove. Ma dato che non ci corre appresso nessuno, tanto meno un leone, procediamo per gradi.

Listino prezzi grafico freelance: brief e unicità del progetto

Design brief Claudio Troisi Designer

Quando in Italia, ogni mattina, il grafico ormai si è svegliato e si è sentito chiedere da un potenziale cliente “quanto costa fare un logo?” senza ricevere ulteriori dettagli, l'unica cosa che può fare è rispondere con un'altra domanda: “in cosa consiste il progetto?”. Dietro questo apparente accerchiamento della preda si cela una sincera professionalità: quella di chi non vuole spararmi un prezzo qualunque senza aver davvero valutato le mie esigenze e il valore che potrebbe apportare al mio progetto!

L’aspetto che spesso sfugge e che i tariffari tendono a trascurare è infatti la fase che precede il momento creativo: quella del brief. Come ogni professionista è portatore di un valore unico, così ogni progetto ha bisogni particolari e caratteristiche specifiche da fare emergere. Le ricerche, le analisi, i confronti e le sperimentazioni preliminari alla realizzazione concreta del logo o del sito non sono momenti trascurabili, ma parte integrante del progetto.

Ma come scrivere un brief di design efficace? Scoprilo qui!

Il prodotto del lavoro del graphic designer costituirà la maniera in cui verranno percepiti i valori del mio brand e contribuirà a definire il mio posizionamento sul mercato. E qui parliamo di conseguenze di lunga durata, mica spicci (come vorrebbe un qualunque tariffario da grafico freelance).

In sintesi: spiattellare un tariffario fisso come se fossero i costi per affittare l'ombrellone al mare, magari senza neanche aver ricevuto un elementare brief, la dice lunga sull'impegno dell'eventuale professionista: lo stesso calore con cui accetta il lavoro corrisponderà alla dedizione verso il progetto stesso. E questo assunto prendetelo come se fosse il quarto principio della Termodinamica.

Preventivo grafico freelance: tempo e competenze non hanno un prezzo fisso

Creare un preventivo - Preventivo Concorrenti

Fattore tempo: non esistono tempistiche standard

Il tempo è denaro e in questa corsa alla sopravvivenza più il freelance è una gazzella, più viene apprezzato. Di nuovo, i tariffari alimentano questo falso mito livellando la voce "tempo" in tutti i progetti e lasciando intendere che esistano tempistiche standard.
Il preventivo è un’offerta

commerciale, ma quando si tratta di grafica non basta fare i conti della serva tra tariffa oraria, costi e scadenze. Certamente esistono dei parametri; la creazione di un logo richiede tempi diversi rispetto a quella di un sito web. Tuttavia, quando parliamo di lavoro grafico, il tempo ha tre dimensioni: l’urgenza del cliente, lo studio e il processo creativo del grafico e... rullo di tamburi... le future modifiche. E qui avoglia a correre come leoni dietro alle gazzelle.

Approfondimento

Come scrivere un preventivo

Poter predire quante e quali modifiche o aggiunte verranno richieste nel corso della collaborazione è alquanto impossibile, dal momento che i grafici sanno fare magie ma non sono indovini. E sebbene un qualunque tariffario prevedrà costi aggiuntivi, essi non corrisponderanno mai alla realtà.

Competenze e professionalità: il valore aggiunto per il cliente

Oltre al tempo, un freelance mette a disposizione il proprio bagaglio professionale. Le competenze si trasformano in valore aggiunto per il cliente nel momento in cui il grafico realizza il progetto. Tale trasferimento di qualità è un po’ difficile da fissare in una tabella Excel e molte agenzie o professionisti, che offrono tariffari fissi e approssimativi, preferiscono ignorarlo a favore di un approccio seriale.

In questo modo si ingannano i potenziali clienti, inducendoli ad acquistare solo in funzione del prezzo più basso anziché in base al valore e alla qualità del progetto. Gli unici risultati sono vendere se stessi e il proprio valore come merce e fornire una mera esecuzione al cliente, senza un reale valore. Tanto varrebbe non farsi pagare, ma ecco spiegato in questo articolo perché perché un creativo non dovrebbe mai lavorare gratis.

Listino prezzi grafica: le figure professionali

Se mi rivolgo ad un grafico freelance per realizzare il mio sito web, potrebbe darsi che io non sia esperto di web design, protocolli vari e refresh di pagine. Di conseguenza potrei non immaginare che il mio progetto richieda l'intervento di altre figure professionali specializzate in ambiti collaterali, ma necessarie. Potrebbe ugualmente darsi che il famoso "listino prezzi per lavori grafici" super vantaggioso non preveda minimamente tali collaborazioni. D'altronde non dimentichiamolo: quelle tariffe non tengono minimamente conto della specificità del mio progetto. In conclusione, a voler spendere meno, potrei ritrovarmi a dover spendere di più!

Perché non fidarsi di un listino prezzi grafica: conclusioni

Insomma, il tariffario da grafico freelance è un’asta a ribasso che trasforma la valorosa corsa tra il leone e la gazzella in una tarantella. I pacchetti preconfezionati spingono a lavorare in serie, cercando sempre più clienti senza curarsi dell'unicità del mio brand (che invece guarda caso è proprio quello che cerco). Quindi, in conclusione, qual è la vera morale di questa lotta alla sopravvivenza? Non importa che tu sia un leone o una gazzella, se sottovaluti il valore del tuo lavoro non puoi offrirmi altro che prodotti altrettanto mediocri.

Scrivere un preventivo: perché è importante presentare un preventivo professionale.

Quando sei un lavoratore autonomo, nel mio caso un designer freelance, non stai semplicemente facendo attività legate al mondo del tuo settore di appartenenza, ma sei obbligato ad occuparti di tante altre cose per assicurarti che la tua carriera abbia una crescita costante e non incontri difficoltà. Questo è il motivo per cui per un lavoratore autonomo è molto importante sapere cosa fare dal punto di vista commerciale.

Essere un freelance implica saper fare molte cose alle quali potresti non aver pensato. Saper gestire le proprie finanze, lavorare su questioni contabili, contrattare con i clienti, elaborare documenti e molto altro ancora.

Per prima cosa è necessario aver ben chiari i propri compiti.  Se vuoi essere un lavoratore indipendente, devi considerare l'importanza di saper creare un preventivo

Il preventivo è un'offerta commerciale, una proposta al cliente riguardo un determinato lavoro. È un documento che mostra quali attività verranno svolte per completare il progetto, che definisce prezzi specifici e particolari termini e condizioni.

Creare una quotazione professionale potrà aiutare il tuo cliente a decidere se affidarti l'incarico oppure no. Quindi, è molto importante creare un preventivo chiaro e dettagliato.

Studiare i dettagli del progetto

Conoscere molto bene i dettagli del lavoro che dovrai svolgere, può aiutarti a verificare se puoi davvero lavorare a quel determinato progetto. Ma non solo. Un simile studio ti permette anche di capire quali sono le esigenze e le aspettative del cliente.

Leggi il brief del progetto in modo da sapere cosa dovrai fare e capire quanto tempo dovrai impegnare per portarlo a termine. Non sottovalutare il tempo! Farne una stima sarà fondamentale per determinare la tua offerta economica.

Definire il budget del cliente

Creare un preventivo - Budget cliente

Di norma alcuni clienti hanno difficoltà a "svelare" il loro budget, forse perché pensano di esporsi troppo e rischiare oppure cercano di puntare a prezzi più bassi o magari solo perché nella cultura comune c'è sempre un qualche difficoltà a parlare di denaro. Per fortuna molti clienti non hanno alcun problema a fartelo sapere.

Capire qual è il budget a disposizione è un altro elemento importante. Può aiutarti a decidere se accettare o meno quel determinato progetto, perché a volte la stima tempo/lavoro è più alta del budget che il cliente è disposto ad investire.

Il valore di un libero professionista

Prima di quotare un progetto, è necessario conoscere il proprio valore. Questo è il primo passo per stimare onestamente ogni lavoro.

Assicurati di considerare ogni aspetto importante per il progetto, dal tempo per le ricerche alle eventuali spese per le risorse di cui potresti aver bisogno. Ricorda: per ogni lavoratore autonomo il tempo è denaro.

Segnala inoltre eventuali costi extra. Ciò spingerà il cliente a fare bene la propria parte essendo maggiormente propenso a fornirti tutto ciò di cui hai bisogno per limitare il tempo. Così lui eviterà pagamenti aggiuntivi per ore extra e tu avrai le informazioni che ti servono per fare al meglio il tuo lavoro.

Conosci i tuoi concorrenti

Creare un preventivo - Preventivo Concorrenti

Se pensi che questo punto non sia importante, ti stai sbagliando. Fare l’analisi dei tuoi competitors può aiutarti a creare linee guida riguardo a ciò che potresti offrire nei tuoi progetti.

Non stai esaminando le tariffe dei tuoi concorrenti per competere con loro, stai valutando le tariffe dei tuoi concorrenti per migliorarti in termini di qualità ed essere in grado di offrire un servizio professionale migliore del loro.

Valuta il prezzo e calcola i rischi

Forse qualcuno potrebbe storcere il naso ma nel momento della stima cerca di orientarti sempre verso la fascia di prezzo più alta. Non bisogna avere timore a farlo.

Perché? Perché bisogna essere realisti, devi considerare eventuali rischi che possano complicare l’andamento del progetto. Diciamo che è un forma di precauzione.

Inoltre, capita spesso che i clienti chiedano un trattamento privilegiato, insomma degli sconti. Avere considerato la quotazione maggiore ti permette di rimodulare agevolmente il costo senza rischiare di perdere denaro.

Scrivere un preventivo professionale

Assicurati di essere professionale. Soprattutto per quanto riguarda il modo in cui scrivi e comunichi. I clienti preferiscono lavorare con persone che sanno come trattare il business, compresa la parte relativa alla comunicazione in tutte le sue forme.

Rimani professionale in ogni aspetto della collaborazione, dall’inizio del progetto fino alla consegna. Dimostra professionalità e serietà, aiuta ad aumentare la tua credibilità come professionista.

Creare un preventivo trasparente

Dettaglia tutto. Assicurati di includere le specifiche del progetto e gli altri elementi che ne fanno parte. Questo ti aiuterà a fornire un’informazione chiara sul tipo di lavoro che stai facendo e su cosa realmente i clienti stanno pagando.

Nel caso di preventivi modulari è utile inserire una ripartizione dettagliata dei costi. Questo aspetto è fondamentale per evitare futuri equivoci riguardo alle specifiche o alle tariffe del progetto.

Chiarire le tappe del pagamento

Essendo un contratto, dovresti includere dei punti fermi che chiariscano gli step per il pagamento. Di norma è preferibile stabilire una percentuale come anticipo e poi prevedere due o più tranche per il saldo.

- CONSIGLIO -

Se il cliente non è disposto a versare una quota come anticipo, personalmente preferisco rifiutare il lavoro. Purtroppo un errore tipico della mentalità comune è identificare la mera ricezione di denaro come un guadagno. (Guadagno = vantaggio che si trae da un lavoro, da una prestazione, da un’impresa. - Treccani)

Clausole e condizioni da inserire in un preventivo

Se vuoi una garanzia che il rapporto con i tuoi clienti risulti sereno e tranquillo lungo tutto il periodo del lavoro, sii chiaro fin da subito.

Le condizioni sono importanti per ogni transazione commerciale. Indicale e specificale nella tua quotazione. Questo è un modo per garantire un rapporto sereno e tranquillo con i tuoi clienti.

Non dimenticare quindi di includere il tempo stimato per la consegna del progetto, quali sono le richieste del cliente, quali sono i servizi inclusi nel progetto, il numero di revisioni etc. E, ancora, quali servizi sono esclusi dal preventivo di spesa.

Un altro elemento fondamentale è la creazione di uno spazio dove il cliente dovrà apporre la propria firma per l’accettazione del preventivo di spesa.

Infine indica il Foro Competente ossia la sede giudiziaria a cui rivolgersi in caso di controversia.

- NOTA -

Per quanto in Italia sia prassi comune, erroneamente accettata, bisogna assolutamente evitare di iniziare a lavorare su un progetto senza avere prima un preventivo firmato!

Strumenti per creare un preventivo

Per realizzare un preventivo esistono decine di strumenti gratuiti o a pagamento. Ad esempio il modello di preventivo che utilizzo l'ho creato con Adobe Indesign ed è coordinato con tutta la mia identità visiva.

Software come Office (Word o Excel), oppure programmi open source come OpenOffice o LibreOffice, sono più che sufficienti per comporre un documento professionale.

Devo ammettere che tra i miei preferiti c'è tutta la suite per ufficio Google Documenti, parte del servizio Google Drive.

#1 Google Sheet & Google Doc

Strumenti gratuiti come Google Sheets e Google Docs sono di grandissimo aiuto a liberi professionisti o PMI. Mettono a disposizione molti modelli che posso essere modificati a piacimento e, una volta modificati, sono pronti per essere inviati al cliente.

E questo è tutto. Sei pronto per creare il tuo preventivo professionale?

Se vuoi metterti sulla strada giusta verso la progettazione del logo perfetto, comprendendo le motivazioni, i bisogni e i desideri del tuo cliente, il brief di progetto gioca un ruolo chiave per raggiungere un risultato efficace. Prima di iniziare il tuo progetto, fermati a riflettere sulle componenti chiave di un brief creativo.

Cos'è un design brief?

Design brief Claudio Troisi Designer

Un brief di progetto è uno strumento essenziale per creare un logo o per eseguire con successo qualsiasi tipo di progetto di design. Di fatto è un documento che fornisce al progettista sia le informazioni sulle strategie, sul prodotto e sul mercato di riferimento, sia la possibilità di raccontare al meglio l’anima del brand, fungendo da guida per rimanere allineati con gli obiettivi e le aspettative sul risultato finale.

Vantaggio di un design brief per i logo designer

Elaborare un brief in maniera approssimativa o interpretarne erroneamente le informazioni segna lo spartiacque tra il successo di un progetto o il suo fallimento.

Come si può creare un logo efficace senza sapere esattamente per chi o per cosa si sta progettando?

Un brief ben scritto è invece un punto di forza. Ti aiuterà a coinvolgere il cliente, rendendolo fin dai primi passi partecipe del processo creativo e quindi del risultato finale.

Un brief è fondamentale per creare loghi in linea con gli obiettivi, che rispettino le aspettative del cliente, risolvendo tutte le domande che ti occorrono per il progetto.

Il punto cruciale per un corretto brief di design, sta nelle domande che si pongono. Non c’è necessariamente bisogno di fare centinaia di domande (benché dipenda dal progetto), ma ricercare maggiori informazioni non è mai abbastanza.

Quando crei un brief, immagina tutto ciò che potrà risultarti utile per completare il progetto.

Regole per comporre un brief

  • Deve essere breve, semplice e chiaro;.
  • Deve definire gli obiettivi di comunicazione del logo;
  • Deve identificare l'anima ed il valore che il brand vuole comunicare;
  • Deve individuare e descrivere i diretti concorrenti;
  • Deve delineare il pubblico di riferimento.

Reperire informazioni sull’attività

Benché sarebbe più divertente dedicarsi subito agli aspetti visivi del progetto, il primo passo da compiere è reperire maggiori dettagli sull’attività. Come? Partendo dalle informazioni di base per concludere con gli aspetti apparentemente meno significativi ma che possono nascondere informazioni inaspettate.

1.1 Descrizione dell’azienda

È fondamentale chiedere ai clienti di descrivere la propria attività.

Qual è la dimensione della loro azienda, sapere in quale settore opera, qual è il prodotto o la gamma prodotti che commercializza. Cosa amano della loro azienda e di cosa sono più fieri, cosa li rende unici?

1.1.2 Competitors
  • Quali sono i diretti concorrenti?
  • Perché una particolare azienda è la loro concorrente?
  • Cosa offrono loro rispetto alla concorrenza?
  • E come vogliono differenziarsene?

1.2 Descrivere i valori del brand

I valori del brand si possono tradurre attraverso i diversi stili di design.

Esiste una netta differenza tra rappresentare un’azienda con un logo divertente piuttosto renderla riconoscibile attraverso con un logo elegante.

Quando si raccontano i valori del proprio brand, bisogna rendere questi valori visivamente, scegliendo lo stile più appropriato e rappresentativo.

Un’erronea progettazione può pregiudicare il valore dell’azienda stessa.

Approfondimento

Branding. Per raccontare chi siamo, i nostri valori e la nostra storia.

1.3 Obiettivo

  • Qual è il cliente target?
  • Qual è il loro obiettivo finale?
  • Come verrà utilizzato il nuovo logo e come si inserisce nel nuovo piano aziendale?

Comunicare lo stile del logo desiderato

2.1 Racconta il logo che vuoi creare

Monogramma? Figurato? Astratto? Specificare la tipologia del logo desiderato ridurrà il tempo durante il processo di progettazione.

Se il cliente si dimostra non completamente sicuro sullo stile, suggerire un paio di formati che possano funzionare, in modo da poter elaborare delle alternative.

2.2 Colori

Palette colore

I buoni designer sapranno esattamente quali colori sono adatti alla tua azienda.

  • Quali piacciono e quali no?
  • Quali i più indicati per dare la giusta forma all'idea del cliente?

Si possono fornire informazioni generiche oppure, per un suggerimento più specifico, è possibile includere immagini contenenti esempi di colore specifici.

2.3 Creare una mood board per ispirazione

Un mood board può racchiudere molti elementi visivi. Da foto con tavolozze di colori ad applicazioni del logo su vari supporti. O, ancora, foto di altri loghi a cui ispirarsi oppure un logo preesistente al quale si potrebbe applicare un restyling.

Chiarire i tempi e il budget

3.1 Timing

Il processo di progettazione è proprio questo: un processo.

Mentre la creazione grafica di un logo può avvenire in poche ore, la progettazione richiede un periodo di sperimentazione e di esplorazione. Per questo motivo, valutare le tempistiche di consegna aumenterà le possibilità di realizzare elaborati migliori.

3.2 Budget

Può essere imbarazzante parlare di soldi, ma è necessario conoscere fin dall’inizio il budget per capire quanto il cliente è disposto ad investire e comprendere se accettare o meno l’incarico.

E questo è tutto. Pronto per partire con il tuo progetto?

Essere sereni e rilassati, comporta prestazioni più elevate in termini di attività creative rispetto a quando si è soggetti a stati di stress.

Lo stress uccide la creatività

Può lo stress "uccidere" la creatività?  Purtroppo si. Perlomeno lo fa per me. È una considerazione che mi sono trovato a fare nell'arco della mia esperienza professionale.

Ciò di cui parlo non è il semplice stress quotidiano, la pressione di cui la maggior parte delle persone è vittima, sto parlando di quella sorta di terribile parassita che prende il sopravvento sul cervello e corrode la creatività, che non permette di essere in grado di pensare a qualcosa di diverso se non a ciò che sta causando questa situazione malsana.

Blocco creativo

Quando si tratta di questo tipo di stress, l'elaborazione o la pianificazione di qualcosa che riguarda le attività creative diventa semplicemente pura apatia.

Ciò ci rende ancora più stressati perché non si riesce a creare quello che si vuole, come lo si vuole. Si entra in un circolo vizioso dal quale non si esce fino a quando non si rimuovono le cause che provocano lo stress.

Eliminare le cause dello stress

Spesso sento dire che per stare meglio basterebbe prendersi qualche minuto di pausa, staccare la spina e ritrovare la concentrazione... Potrebbe essere una soluzione, forse più utile a chi non basa il proprio lavoro sulla creatività.

Lo stress sul posto di lavoro non è una novità e sotto stress si lavora male. Si ha meno capacità di concentrazione e meno fluidità nel processo cognitivo. Lavorare in un ambiente stressante tende a limitare l'energia mentale ed emotiva divenendo il fattore determinante per frenare la creatività.

Il cervello reagisce focalizzando l'attenzione sulla fonte dello stress, restringendo la capacità di spaziare con l'ingegno, ingrediente essenziale nel processo creativo. Un ambiente di lavoro con ritmi serratifortemente pressante, mostra apparentemente una maggiore produttività in realtà, non fa altro che bloccare il flusso delle idee e le soluzioni creative. Non bisogna però confondere tensione con pressione.

La tensione è diversa dalla pressione

La tensione rappresenta uno stato adrenalinico, come prima di una partita di rugby. Si è tesi ma concentrati. Carichi e determinati a raggiungere la meta e portare a casa la vittoria.

Sul lavoro la tensione è uno stimolo, un incentivo alla produzione, una spinta alla creatività. La pressione, invece, è il peso emotivo costante e continuo che ci viene scaricato addosso.

Ricordate la famosa tortura della goccia cinese? Ecco, quando nel lavoro creativo ci si trova a lavorare in produzione, continuamente sotto pressione, cercando di standardizzare i tempi creativi (che non hanno e non possono avere regole fisse e definite N.d.A.) è normale abbandonare l'estro creativo, ritrovandosi a perdere tanto tempo prezioso inseguendo idee che non sbocciano e soluzioni inarrivabili. Per risolvere il problema e riconquistare la mia creatività, personalmente ho fatto uno sforzo cosciente per sradicare le cose che mi stressano. Mi sono reso conto di quanto tempo ed energie ho sprecato, riconoscendo l'erroneità di alcune scelte fatte.

Il cliente martellante, perennemente indeciso che vuole infinite modifiche al progetto, il datore di lavoro presuntuoso che, pur occupandosi di altro, pretende d'insegnarti la tua professione, il collaboratore ansioso che t'incalza ininterrottamente per avere continue rassicurazioni, il cliente arrogante che cerca sempre d'imporre la sua brillante visione quasi sempre tecnicamente errata! Sono solo alcuni degli elementi, totalmente deleteri per l'attività professionale, che generano stress, bloccando il flusso del lavoro e limitando le nostre idee.

Approfondimento

Scopri perché rifiutare un lavoro fa bene a te e al tuo business

Puntare sulla qualità

Ogni studio, agenzia, società o freelance, che mira ad avere come punto di forza la creatività, non può e non deve in alcun modo essere limitato da queste situazioni. Si dovrebbe avere il coraggio di dare meno importanza alla quantità di clienti che si seguono e puntare maggiormente sul valore assoluto della creazione di prodotti di qualitàMeno clienti non significa meno guadagno poiché l'accumulo di troppe lavorazioni non ci permetterà di seguire ogni cliente con la giusta attenzione, generando la spirale di stress.

Al contrario, seguire il giusto numero di clienti per la propria attività, permetterà di lavorare nelle migliori condizioni realizzando progetti creativi e innovativi che, nel corso del tempo, diverranno il nostro vero investimento per il futuro.

L’ipotesi di dire No ad un cliente si accompagna spesso al timore di perdere un guadagno sicuro.

Inoltre i dubbi crescono quando si pensa al fastidio di dover dire ad un cliente che non puoi (o non vuoi) occuparti del suo progetto. In fondo, infatti, l’idea di rifiutare un lavoro sembra andare contro la natura istintivamente sociale del freelance, per il quale è importante essere accettato e gratificato per il buon lavoro che compie. Per questo, nella maggior parte dei casi, si cerca di accontentare le richieste ricevute.

Ma cosa comporta un approccio simile? La paura di dire NO rischia di far accettare progetti di poco valore che potenzialmente sono una perdita di tempo e che comporteranno uno scarso guadagno.

Pianificare prima di tutto

Prima di decidere se accettare o meno un progetto, è necessario avere un' idea del tipo di lavoro e quanto tempo ci vorrà per portarlo a termine.

Creare un piano di lavoro ed elencare i vari step progettuali sono ad esempio punti utili per arrivare ad avere una visione chiara del tipo d'impegno e del progetto che si sta per affrontare. Ma il lavoro di valutazione non finisce qui. Prima di accettare l'incarico, è quindi utile e importante porsi alcune domande, la percentuale di risposte positive è determinante per la scelta finale. Se le risposte sono per lo più negative, forse è il caso di declinare la proposta.

  • Ho il tempo di occuparmi di questo progetto?
  • È un progetto interessante o coinvolgente?
  • Quanto viene pagato?
  • Il committente è un potenziale buon cliente?
  • Il lavoro sarà un valore aggiunto da mostrare nel portfolio?

Il modo migliore per dire no e rifiutare un lavoro

Il No è un'affermazione chiara e definita. Molti pensano che dire No sia poco cortese, al contrario rifiutare un progetto che si è consapevoli di non poter (o voler) seguire è segno di onestà.

Accettare un lavoro che probabilmente si seguirà malvolentieri denota infatti poca correttezza, elemento alla base del rapporto col cliente. Infatti, come un professionista esige rispetto da un cliente allo stesso modo deve saperlo dimostrare.

Quando si dovrà rinunciare ad un lavoro, che sia tramite e-mail, al telefono o di persona, l'importante è farlo in maniera semplice e chiara, con il doveroso rispetto e la giusta educazione. In questo modo la gente rispetterà e valorizzerà maggiormente il tuo tempo e il tuo lavoro perché sarai tu a rispettare e valorizzare il tuo tempo e il tuo lavoro.

La priorità è pensare al proprio business

A questo punto appare chiaro che un rifiuto ragionato può rappresentare in molti casi una svolta positiva per il proprio lavoro e non invece un'occasione persa.

Il tempo che si sarebbe dedicato a seguire un progetto poco gratificante o un cliente rognoso, lo si potrà investire nella ricerca di collaborazioni più proficue oppure nel migliorare le tue competenze professionali. Infatti la mera riscossione di una somma di denaro non implica automaticamente un guadagno reale.

Dunque, quando scegli se accettare o meno un lavoro… Ricorda sempre: un lavoratore autonome è l'imprenditore di se stesso.

Come la musica stimola il pensiero creativo e favorisce la produttività.

Che effetto ha la musica su di noi? Non tutti sanno che alcuni tipi di musica possono aiutare a creare un equilibrio tra l'emisfero sinistro del cervello, logico e razionale, e l'emisfero destro, base del pensiero creativo.

Il giusto tipo di suono può rilassare la mente, affinare l' attenzione, eliminare le distrazioni o dare la carica.

Musica per lavorare meglio.

Alcuni studi sugli effetti della musica sulla mente, parlano del cosiddetto effetto Mozart, sostenendo che l'ascolto delle opere classiche di Wolfgang Amadeus Mozart [Sonata K.448 / Sonata in re maggiore per due pianoforti] favorisca la fase di ragionamento o la capacità di stimolare il pensiero creativo nella risoluzione di problemi logici.

L'effetto Mozart è oggetto di molte critiche non essendo stato pienamente confutato, ciò non significa che una buona playlist musicale non possa essere un valido aiuto alla fase creativa.

Uno studio della University of Illinois ha monitorato alcuni soggetti impegnati in diverse tipologie di lavoro, scoprendo che l'ascolto della musica ha incrementato del 6,3% la produttività. Un altro studio della University of Windsor, su un campione di 56 dipendenti di società informatiche canadesi, ha indicato che in assenza di musica si otteneva la diminuzione della qualità del lavoro e l'aumento del tempo impiegato per terminarlo

I ricercatori della University of California, hanno scoperto che gli studenti universitari che hanno ascoltato la Sonata K.448 di Mozart 10 minuti prima di effettuare un test d'intelligenza, hanno ottenuto risultati migliori di chi non lo aveva fatto

Musica e cervello.

Musica Cervello • Claudio Troisi Grafico Roma

Studi recenti sostengono che non è la musica stessa ma il miglioramento dell'umore che la musica comporta la fonte del miglioramento nel lavoro. La musica, infatti, può causare uno spostamento delle onde cerebrali, che a sua volta provoca un cambiamento nel nostro stato d'animo. Ad esempio, alcuni tipi di musica, sono noti per creare onde theta, impegnate in attività d'immaginazione e ispirazione creativa.

Tuttavia i ricercatori hanno dimostrato che un livello moderato di rumore ambientale è la soluzione ottimale per la concentrazione e per il miglioramento del pensiero creativo. Esiste un sito, con relative applicazioni , Coffitivity creato appositamente per riprodurre il rumore di sottofondo di un negozio di caffè.

- AFORISMA -

“La musica è una legge morale: essa dà un'anima all'universo, le ali al pensiero, uno slancio all'immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose.” - Platone

Come i generi musicali influiscono sul pensiero creativo.

La musica Classica, elegante e armoniosa, favorisce il miglioramento della concentrazione mentre la musica Impressionista (Debussy), comunicando atmosfere immaginarie ed evocando immagini oniriche, può sbloccare gli impulsi creativi

La musica Barocca (Bach, Haendel, Vivaldi), creando un ambiente mentalmente stimolante, favorisce la fase dello studio o del lavoro. Per cercare un'esplosione di energia, è adatta la musica Rock, che stimola le attività celebrali e allenta la tensione emotiva.

Jazz, blues e soul, favoriscono l'ispirazione così come la musica New Age la quale, inducendo uno stato di rilassatezza, permette di spaziare con la nostra creatività.

Ovviamente non esiste una regola fissa. Differenti tipi di musica possono avere effetti diversi su soggetti diversi.

Per concludere, l'importante è ascoltare il sound che maggiormente ci comunica emozioni, permettendoci di dare spazio al nostro pensiero creativo!

Approfondimento

Il processo creativo: dall'idea al prodotto

Per ogni lavoratore autonomo una delle situazioni peggiori è trovarsi con un cliente che si rifiuta di pagare. È importante saper agire nel modo corretto seguendo alcune precauzioni.

Non sono un avvocato né ho competenze giuridiche particolari. Voglio solamente riportare alcune considerazioni fatte in seguito delle esperienze vissute in prima persona.

Partiamo con l'essere sinceri con noi stessi, molte di queste situazioni spiacevoli capitano perché ingenuamente abbiamo troppa fiducia nei rapporti di lavoro. È fondamentale, o comunque è sempre buona norma, stipulare un contratto di collaborazione con il cliente, far firmare un preventivo con la richiesta dell'anticipo oppure far sottoscrivere una lettera d'incarico.

La vita da freelance

La vita lavorativa di un lavoratore autonomo corre sempre sul filo di lana.

Bisogna fare le giuste valutazioni su quanto quotare un progetto, preoccuparsi costantemente della gestione delle proprie entrate oltre a dover valutare molto attentamente ogni lavoro per non rischiare di rifiutare un'opportunità cercando, allo stesso tempo, di tutelarsi da insidie e pericoli.

Naturalmente, una delle cose peggiori che possa capitare a un libero professionista è un cliente che si rifiuta di pagare. La situazione risulta peggiore quando ci si rende conto che c'è ben poco da fare, dal momento che spesso non si è sufficientemente tutelati dalle leggi.

Purtroppo è capitato anche a me di lavorare con clienti che cercano di evitare il pagamento della fattura. Cosa ancor più triste, come nel mio caso, quando a fare il furbetto è un amico piuttosto che un compagno di squadra!

Dopo aver inviato la decima email per ricordare al cliente il mancato pagamento e aver compreso che ciò non avverrà, seguire delle semplici precauzioni potrebbe tornare utile per ottenere il sospirato compenso.

Il primo passo: email di chiarimento

EmailClienteMoroso - Claudio Troisi Graphic Designer

L'email deve essere chiara, severa ma gentile. Per avere una tutela maggiore è consigliabile inviarla tramite posta elettronica certificata (PEC).

Il primo passo è cercare di scoprire perché esattamente il cliente si rifiuta di pagare il dovuto. Conservate le copie di tutte le interazioni che avete avuto con il cliente e ogni volta che si parla al telefono, inviate una email di riepilogo in modo da delineare i punti discussi. In questo modo inizierete a costruire una traccia cartacea qualora doveste intraprendere azioni legali.

Probabilmente il cliente continuerà a essere sfuggente...

Siate pazienti: scrivete una seconda email

La prima email è caduta nel dimenticatoio. Purtroppo capita spesso. Armatevi di un po' di pazienza e riprovate.

Questa volta insistete chiedendo delucidazioni sulle eventuali rimostranze, suggerendo un compromesso che possa rendere soddisfare entrambi. Proponete di modificare il vostro lavoro, magari valutando una riduzione del costo come un gesto di buona volontà.

Suggerite delle opzioni di pagamento, potrebbe darsi che il cliente sia a corto di denaro e sia troppo imbarazzato per ammetterlo. Questi compromessi sono mirati a far riflettere il cliente su come risolvere il problema piuttosto che impuntarsi rifiutandosi di pagare.

Questo atteggiamento è mirato a raggiungere un accordo amichevole, se sarà possibile. Ancora una volta, tenete una copia della corrispondenza in caso di necessità

Essere realisti e valutare se "il gioco vale la candela"

Recupero Credito

Si deve sempre dare un valore al proprio lavoro. Si ha il pieno diritto di essere pagati per qualunque lavoro si sia svolto. A volte, purtroppo, si perde così tanto tempo all'inseguimento di chi si rifiuta di pagare e dobbiamo renderci conto che forse non ne vale la pena.

Facciamo un esempio: si viene pagati una certa somma per ora, ad esempio 50€. Se la fattura è per 200€, si potrebbero perdere 4 ore alla caccia del cliente debitore. Se invece si è costretti a perdere più e più giorni si avrà matematicamente una perdita.

Sia chiaro, perdere denaro è sempre e comunque fastidioso oltretutto esiste il principio basilare che l'aver fatto un lavoro, implica il dovere di essere pagati.

Inoltre, ignorare una fattura da 200€ ha un valore, ma se sommate più fatture da 200€ allora il peso degli introiti mancati ha un valore tutt'altro che indifferente!

Approfondimento

Come scrivere un preventivo

Siamo al punto di svolta: decidere se intraprendere un'azione legale

Il vostro cliente si rifiuta ancora di pagare. Non risponde al telefono e all'email oppure si arrampica sugli specchi insaponati facendo chissà quali promesse che mai manterrà. È il momento di fargli capire che siete disposti a perseguirlo tramite un'azione legale.

Attenzione: non minacciate azioni legali se poi non sarete disposti a seguire questa strada!

Inviate una nuova email, questa volta diffidandolo ad adempiere al pagamento. [ Wikipedia ]

L'email dovrà indicare i fatti e gli elementi oggetti della diffida (ad esempio "mancato pagamento fattura n° X dell'importo di XXX€); indicate un termine entro il quale il debitore dovrà provvedere al pagamento.

La maggior parte delle volte, una lettera redatta su carta intestata di uno studio legale è più che sufficiente per ottenere il pagamento. Informatevi se sia possibile ottenere un consiglio legale gratuito (a volte i sindacati possono aiutarvi in queste situazioni benché , per esperienza personale, un sindacato mi respinse poiché autonomo e non dipendente...) oppure chiedete ai vostri amici avvocati se possono aiutarvi.

Dal momento che questa lettera non sarà affatto uno scherzo, aspettatevi che il vostro cliente faccia le “dovute riflessioni“ e attendete il sospirato pagamento.

Lo spirito deve essere giusto: non mollare!

Trattare con un cliente che si rifiuta di pagare, non è divertente. Ma non fatevi tentare dall'idea di rinunciare. Avete fatto il lavoro, meritate di essere pagati! Ricordate i clienti non omettono di pagare perché sono sempre dei meschini, a volte non pagano perché nel caos della contabilità si sono possono essere persi una fattura o perché hanno bisogno di ritardare il pagamento per motivi di fatturazione. 

Fortunatamente, non capita così spesso di dover minacciare azioni legali o di andare in tribunale. È comunque importante sapere che si ha la possibilità di farlo nel momento in cui si sia sempre agito correttamente e ci si sia preventivamente tutelati a dovere.

Decidere di andare in tribunale

Tribunale - Claudio Troisi Graphic Designer

La lettera di uno studio legale generalmente convince i clienti a pagare, ma non sempre questo accade. In tal caso, potrebbe essere necessario andare davanti ad un giudice in tribunale.

Quando si intraprende l'iter in tribunale, dovrete essere in grado di dimostrare di aver fornito un servizio come richiesto dal cliente, per lo standard che si aspettava e, ciò nonostante, si è rifiutato di pagare.

Sarà necessario dimostrare anche che avete fatto ogni sforzo possibile per risolvere la questione ma che il cliente è stato comunque riluttante.

Raccogliete tutti i documenti e le fatture pagate e ogni altra documentazione che mostrerà l'esistenza di un contratto scritto (ribadisco che è fondamentale!), tra cui i messaggi di posta elettronica, in cui è stato delineato il preventivo di spesa concordato e accettato dal cliente.

Tutto ciò vi aiuterà a dimostrare le vostre ragioni sul pagamento per il lavoro effettuato. Una volta in tribunale, si otterrà una decisione favorevole all'una o all'altra parte.

Ovviamente si spera che possiate vincere ma dovrete essere pronti alla sconfitta, soprattutto se non sarete riusciti a dimostrare che il cliente abbia accettato di dover pagare per il vostro lavoro!

Come farsi pagare dai clienti per il proprio lavoro

Imparare a dire di no

Non si è obbligati a lavorare con ogni cliente che capita.

Certamente all'inizio dire di no ad un lavoro può sembrare un lusso, ma i cattivi clienti sono deleteri per il tuo business.

Creano continue difficoltà, contribuiscono a fiaccare la tua energia distruggendo la tua vena creativa e difficilmente potranno essere un valore aggiunto per la tua professionalità.

Cosa ancor peggiore, ti faranno perdere del tempo prezioso che sarebbe più proficuo investire con clienti che sanno comprendere ed apprezzare il tuo lavoro.

Fidati del tuo istinto, fiutando subito le mele marce, risparmierai un bel po' di tempo e di nervosismo.

Non sottostimare il tuo lavoro

La vita da freelance è totalmente diversa da quella di un dipendente di uno studio o di un'agenzia. Far riferimento o paragonarsi alle stime lavorative di un'agenzia può creare difficoltà di valutazione.

Ciò significa che bisogna adattare di conseguenza il proprio preventivo senza svalutare il proprio lavoro e la propria professionalità.

Approfondimento

Freelance: perché rifiutare un lavoro fa bene a te e al tuo business.

I prezzi sono relativi

Fondamentale: il prezzo è relativo, ciò che è a buon mercato per una persona è costoso per un'altra e viceversa.

Ogni freelance può quotare "lo stesso lavoro" fornendo una sostanziale differenza di prezzo benché entrambi i progetti possano risultare validi e professionali.

La ragione è perché sei tu a stimare il prezzo anche in base al tuo valore e al valore che crei al tuo cliente.

Non perderti con inutili contrattazioni con i potenziali clienti. Se il cliente non può permettersi il tuo servizio allora non potrà permettersi te.

Approfondimento

Qual è il prezzo per un logo?

Non avere paura a parlare di denaro

All'inizio della mia carriera professionale, non mi sentivo a mio agio a parlare di denaro con un cliente finendo, così, per impiegare diversi incontri prima di affrontare l'argomento.

Risultato? Un sacco di tempo sprecato con dei clienti che semplicemente non potevano permettersi i miei servizi.

Tempo che non si potevo recuperare, tempo che avrei potuto spendere con clienti che potevano permettersi la mia professionalità o tempo che si avrei potuto impiegare per sviluppare e migliorare il mio business e la mia rete di contatti.

IMPORTANTE: i potenziali clienti vanno informati sin dall'inizio sul vostro valore come designer e/o sul costo generale del progetto che dovreste affrontare. Fare questo agisce come un filtro perfetto per tenere lontano clienti scomodi con budget poco realistici.

Conosci il tuo valore e imposta il tuo prezzo

La maggior parte dei potenziali clienti non ha alcuna conoscenza riguardo al processo di creazione di un progetto di design. Non lo sto dicendo come critica, è solo una caratteristica oggettiva.

Hanno piena consapevolezza del loro business, ma poco del mondo del design.

Nella varie community di designer è facile sentir raccontare di clienti che chiedono: «Quanto costa un sito web di cinque paginette semplici?». Ma dopo aver smesso di ridere, è davvero nostra responsabilità aiutare il cliente a comprendere.

È già chiara l'importanza del parlare delle quotazioni economiche ma ancor più importante è far comprendere il valore che un professionista crea per il proprio cliente.

Certamente sarà utile fornire ai clienti una stima iniziale del costo complessivo del progetto. Per aiutarlo si potrebbe optare per due soluzioni:

  • mostragli il costo di un progetto di dimensioni simili
  • offrirgli soluzioni a “pacchetto”

Considerare soluzioni a pacchetto

Il punto “soluzioni a pacchetto” fatto in precedenza richiede un po' più di attenzione.

Personalmente non offro lavori “preconfezionati” a prezzi stracciati solo per acquisire un cliente (soprattutto quando si parla di creare un logo N.d.A.) ma creo progetti di valore a un prezzo equo.

Nel tempo, però, ho notato una certa comunanza tra alcune soluzioni che mi è capitato di offrire ai clienti. Un piccolo sito web per un professionista, una brochure per una PMI e biglietti da visita come se non ci fosse un domani.

In alcuni casi è possibile fornire alcune soluzioni a pacchetto, dove poter elencare i servizi standard spiegandone le caratteristiche, i benefici e così via.

In questo modo sarà chiaro fin dall'inizio al cliente ciò che sta ottenendo e aiuta a tenere lontano i mostri.

I pacchetti consentono inoltre al cliente di comprendere se i lavori offerti rientrano nel budget a sua disposizione.

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