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Cosa chiedere a un grafico: 5 domande per capire come lavora

Cosa chiedere a un grafico: 5 domande per capire come lavora
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Come scegliere un grafico freelance? Ecco cosa dovresti chiedere a un grafico per comprendere bene il suo lavoro e non ricevere brutte sorprese.

Se sei alla ricerca di un freelance in graphic designer che possa aiutarti a trasformare il tuo progetto in realtà, allora sei nel posto giusto. Non fraintendermi: non voglio peccare di superbia alla seconda riga sostenendo che sono proprio io quello che stai cercando; piuttosto voglio illustrarti cosa chiedere a un grafico per capire se sia la tua “anima gemella” e fornirti le risposte che un consulente serio e professionista dovrebbe darti.

Cosa chiedere a un grafico per scegliere a chi affidarsi

Riuscire a destreggiarsi nella masnada di liberi professionisti che ti promettono ricchi premi e cotillon non è facile come un giro di giostra. Tra prezzi variabili, tempistiche lampo e servizi extra, non è semplice scegliere il fornitore giusto. È altrettanto vero che spesso il cliente tende a non indagare ulteriormente, accontentandosi di prezzi vantaggiosi che spesso nascondono una lama a doppio taglio. Ancor più di frequente capita che il cliente non abbia ben chiaro cosa voglia, data la poca conoscenza del settore.

È però possibile capire meglio i tuoi bisogni e comprendere se chi hai davanti sia il partner giusto per il tuo progetto. Infatti il successo di una collaborazione e un risultato soddisfacente sono direttamente proporzionali alla chiarezza iniziale tra cliente e fornitore. Ma quali sono le domande che vorresti o dovresti fare ad un grafico per comprendere bene il suo lavoro e non ricevere brutte sorprese? Scopriamolo insieme.

5 domande da fare a un grafico

Le domande da fare a un grafico potrebbero risultare talvolta banali agli occhi degli esperti del settore, eppure non è così per le persone che si rivolgono ad un graphic designer freelance per la prima volta.

Puoi fornirmi un preventivo?

Partiamo subito dal tasto dolente, il prezzo, che suscita il maggior interesse iniziale e spesso costituisce la prima domanda a bruciapelo: “quanto costa?“. Difficilmente un grafico professionista è in grado di darti una risposta su due piedi.

Per alcuni il preventivo fornito da un graphic designer sarà sempre troppo caro, perché noi non forniamo un prodotto fisico che giustifichi materialmente il prezzo stilato. Di conseguenza si tende a sottovalutare il lavoro, l’impegno, il tempo e le competenze di un grafico messe a disposizione in ogni singolo progetto di design. Ma essere consapevoli di questo è fondamentale per capire il valore aggiunto che un intervento professionale apporterà al tuo progetto e, non secondariamente, l’importanza nel fornire al designer un brief dettagliato.

Quindi, la giusta domanda che dovresti fare al grafico sarebbe: potresti mostrarmi un preventivo ad hoc che includa una valutazione specifica del mio progetto?

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Perché con un altro grafico costa meno?

Un corollario alla domanda precedente è: ” perché con un altro grafico costa meno?”. Siamo di fronte ad un vero classico.

Ogni freelance ha il proprio prezzo, questo è innegabile, e le variabili sono diverse: gli anni di esperienza, le referenze, la specializzazione in un settore specifico, ma anche il tipo di progetto, la sua complessità e le tempistiche.

Tuttavia, alcuni freelance graphic designers tendono a giocare a ribasso per accaparrarsi un maggior numero di clienti, trattando inevitabilmente il lavoro con superficialità.

Dunque la domanda (che in questo caso dovresti porre a te stesso) è la seguente: “voglio davvero ottenere i risultati e trasformare il prezzo in un investimento?“.

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È possibile ridurre i costi?

Nonostante le opinioni più disfattiste, è possibile ridurre i costi per un progetto di graphic design. Il segreto si nasconde nella fase più sottovalutata di tutte: quella del brief. Infatti, ogni preventivo viene stilato in base alle richieste del cliente, ma anche in funzione delle informazioni a disposizione del grafico. Maggiori sono i dettagli conosciuti, i materiali forniti (come testi, immagini, ecc..) o i format necessari comunicati, più il processo produttivo sarà facilitato e con margini di risparmio per il cliente. Banalmente, fare richieste aggiuntive o avere ripensamenti in seconda battuta comporta costi aggiuntivi a quelli previsti dal preventivo.

Un’altra strategia, funzionale anche in termini professionali, è richiedere al grafico un pacchetto di servizi, senza snocciolare di volta in volta singoli progetti che, va da sé, costituiscono ogni volta un nuovo lavoro.

Allora la domanda più furba è: “come posso io abbattere i costi?

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E se non mi piacciono le proposte?

Al macellaio diciamo: “posso vedere se mi piace la bistecca prima di pagartela?” direi di no. Lo stesso vale per un graphic freelance designer. Le proposte sono sempre frutto di tempo, studio, analisi e creatività. Ti dirò di più: raramente il cliente è insoddisfatto, dal momento che un designer esperto elabora quelle alternative a partire dal brief di progetto fornito precedentemente. Un consulente è in grado di inquadrare il concept scremando le opzioni e limitando le proposte e le revisioni da proporre al cliente.

Per questo ti consiglierei di diffidare da chi propone soluzioni prima di aver chiarito le condizioni economiche in quanto, oltre a svalutare il proprio lavoro, probabilmente punta alla quantità di lavori piuttosto che alla qualità e al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Il cliente ha sempre ragione?

Se ti affidi ad un freelance in graphic designer potresti scoprire che le tue aspettative iniziali verranno stravolte in corso d’opera. Ma non si tratta di arroganza o di poca professionalità da parte del grafico; tutt’altro: le tue bellissime idee potrebbero non essere funzionali agli obiettivi o poco efficaci rispetto al tuo target di riferimento. Ecco allora che talvolta si rivela necessario, da parte del consulente creativo, aggiustare il tiro, migliorare o trasformare l’ispirazione iniziale del cliente in qualcos’altro. D’altronde ci stiamo mettendo nelle mani di un esperto proprio perché non è la nostra materia, giusto?

La responsabilità, dall’altra parte, è sicuramente quella di argomentare le scelte fatte e spiegare al cliente perché la soluzione proposta sia la migliore in linea con il concept e con l’obiettivo del progetto. Il ruolo del consulente grafico non è quello di un semplice esecutore, né quello di un castigatore, bensì di una guida ragionata e ragionevole.

Perciò potresti rivolgere al grafico una domanda… un po’ a trabocchetto: “hai intenzione di rispettare fedelmente le mie richieste?“.

Queste sono le domande che dovresti o avresti sempre voluto fare ad un grafico (qui e lì riadattate) ma come capire se sei davvero di fronte al freelance graphic designer più adatto a te?

Scoprilo qui: Come scegliere il freelance più adatto a me?

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