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Come scegliere il freelance più adatto a me?

Come scegliere il freelance più adatto a me?
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Buona parte del successo di un’idea grafica dipende dalla sua realizzazione. Allora come scegliere il freelance in graphic design più adatto alle mie esigenze? Ecco una breve guida.

La vita ci pone sempre di fronte a scelte importanti: pizza o pasta, cinema o Netflix? Se buona parte delle volte l’esito è alquanto irrilevante nel bilancio esistenziale, in altri casi la decisione da prendere potrebbe portare con sé importanti conseguenze. Ad esempio, scegliere di creare una brand identity per la mia attività significa definire la percezione che il resto del mondo avrà di me. Va da sé che è necessario affidarsi ad un consulente all’altezza del mio progetto. Ma come scegliere il freelance giusto? Scopriamo insieme.

Scegliere un grafico libero professionista o un’agenzia?

Innanzitutto, prima ancora di individuare un grafico freelance in sintonia con i miei bisogni, devo essere in grado di definire proprio quelle necessità che mi metteranno nella condizione di esclamare: “è lui!“, ma anche di dire: “è proprio un freelance che mi serve, non un agenzia“. Ma procediamo per gradi.

Le prima domanda da pormi deve essere: in cosa consiste il servizio che sto cercando? Nell’ideazione di un logo per la mia attività? Nella definizione di un’identità visiva coordinata e impaginata per tutti i miei supporti di comunicazione? Nella progettazione grafica del mio sito web? In tutti i suddetti casi il graphic designer è sicuramente la figura professionale che fa al caso mio.

Ma perché affidarmi ad un libero professionista quando potrei rivolgermi ad un’agenzia di comunicazione? I due servizi rispondono ad esigenze differenti, per questo riescono a sopravvivere nello stesso mercato. Un’agenzia offre diverse figure professionali e complementari che possono seguire progetti di ampio respiro, trasversali a diversi settori. Di conseguenza i prezzi offerti ai clienti sono più alti. Il freelance non ha strutture da mantenere, stipendi da versare od onerose spese fiscali, ma mette a disposizione la stessa competenza professionale (che anzi spesso è la stessa offerta dalle agenzie con cui collaborano) sebbene circoscritta al proprio mestiere specifico.

Quindi, se ho bisogno di un singolo servizio, come la realizzazione di un logo o di una brand identity aziendale, probabilmente sarà più vantaggioso per me rivolgermi ad un grafico freelance e interfacciarmi direttamente con lui.

Perché scegliere un designer freelance esperto per la mia brand identity e come riconoscerlo

Diffidare dai freelance con tariffari

Una volta compreso che per me è il caso di optare per un freelance piuttosto che per un’agenzia, devo trovare quello giusto. Sotto l’etichetta “graphic designer” rientra una variegata galleria di figure più o meno esperte, ma anche più o meno oneste. I portabandiera di quest’ultima tipologia sono i freelance che, pur di accaparrarsi il progetto, presentano tariffari poco credibili in cui giocano a ribasso, non solamente in termini economici, ma anche in fatto di qualità del lavoro. Infatti, offrire prezzi stracciati comporta da un lato il bisogno di trovare sempre nuovi clienti e dall’altro la superficialità nel portare a termine i loro progetti. Ecco, se io sono alla ricerca di un grafico esperto e affidabile che curi il mio brand (e quindi la mia immagine), direi di escludere immediatamente un freelance che si presenta con un listino prezzi.

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Listino prezzi grafica: perché non fidarsi?

Come riconoscere un grafico alle prime armi

Un’altra sottocategoria che potrei incontrare sono i grafici alle prime armi i quali, comprensibilmente a causa della poca esperienza, tendono a porsi come “esecutori” piuttosto che come “creativi”. Un graphic designer amatoriale è riconoscibile perché difficilmente contraddice le richieste del cliente; e considerando che io cliente non sono del settore, le ragioni potrebbero essere due: o io sono un talento sprecato o il freelance a cui mi sono rivolto pecca di inesperienza.

Questo significa che grafici inesperti potrebbero essere adatti per impaginare o sistemare dei documenti già esistenti; ma se quello che cerco è un designer freelance che dia vita al mio brand a partire dal logo, allora ho bisogno di un consulente che abbia una preparazione più completa di comunicazione e marketing. Dunque, se desidero avvalermi di un vero professionista, devo accettare il fatto di rivolgermi ad un consulente che non si limiterà ad eseguire le mie richieste, ma che bensì cercherà di guidarmi verso la soluzione migliore per il mio brand, anche a costo di sentirmi dire qualche “no”. Questo è un punto decisivo se voglio un rapporto chiaro, che risparmi malintesi e brutte sorprese… ad entrambi.

Freelance designer portfolio

Un fattore decisivo per capire subito se sono di fronte ad un designer esperto è valutare se possieda un sito web e soprattutto un portfolio da consultare. Sfogliare i progetti realizzati precedentemente non solo mi fa rendere conto della portata della sua esperienza, ma mi aiuta anche a comprendere meglio di cosa ho bisogno e come potrebbe aiutarmi. Infatti, se non sono un esperto di graphic design, non è scontato che io sappia cosa si intenda per “immagine coordinata” o “brand identity”. Consultare il portfolio di un designer mi permette di rendere un po’ più concrete queste nozioni e di interagire più consapevolmente con il consulente creativo che sceglierò.

Ma cosa devo chiedermi nel momento in cui consulto il portfolio di un grafico freelance? Dal momento che, in quanto creativo, ogni designer sviluppa inevitabilmente un proprio stile, la prima domande che dovrei pormi è: trovo esteticamente attraenti i suoi lavori? Il design è innovativo? E ancora: riesce a veicolare un messaggio? Qual è?Se rispondo positivamente a questi quesiti, allora potrei aver trovato il grafico freelance che fa per me.

Recensioni sul sito di un grafico professionista

Un progetto ben seguito, archiviato nel portfolio professionale, è sicuramente un ottimo biglietto da visita per un grafico professionista. Ma non si deve sottovalutare il fatto che il prodotto finale è anche il risultato di una continua interazione tra cliente e consulente; e se tra le due parti non c’è sintonia, difficilmente potrà venir fuori un ottimo lavoro. Ecco perché, prima ancora di scegliere il freelance con cui collaborare, è saggio dare uno sguardo alle recensioni lasciate da precedenti clienti. Cosa dicono le recensioni? Cosa era stato richiesto? Il lavoro finale è stato soddisfacente? Sono state rispettate le scadenze? Ci sono state complicazioni? Il freelance si è dimostrato collaborativo e ha saputo traghettare il cliente verso la soluzione più adatta al brand? Di nuovo, se la risposta a tutte queste domande è “sì”, allora complimenti a me perché ho trovato il giusto freelance con cui collaborare.

Il cliente giusto per un graphic designer freelance professionista

Design brief Claudio Troisi Designer

Dunque, nel momento in cui decido di affidare un lavoro ad un consulente esperto, ovviamente desidero che il graphic designer in questione sia all’altezza del mio progetto. Ma affinché questo sia possibile, devo riconoscere che parte della responsabilità è nelle mie mani. O meglio: devo mettere il grafico nella condizione di poter dare il meglio. Come fare? Impegnandomi nel fornire al consulente un brief di design chiaro e dettagliato.

Offrire un documento di progetto al mio ipotetico consulente non deve essere utile solamente per il mio “tornaconto”. Infatti fornire un brief costituisce un’importante forma di rispetto nei confronti del designer il quale, in quanto freelance, ha diritto di valutare quanto il mio progetto possa essere interessante per il suo business e, in caso, rifiutare il lavoro.

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