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Come scegliere il font giusto per i tuoi progetti

Come scegliere il font giusto per i tuoi progetti
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La scelta del font può davvero fare la differenza nella costruzione di una branding strategy forte e coerente. Analizziamo gli errori più comuni e gli aspetti a cui prestare attenzione per comunicare il giusto messaggio attraverso il font.

Prima di tutto..cos’è un font

Il font è il mezzo che permette di applicare un carattere. Mentre Helvetica è un carattere (typeface), il file helvetica_semibold.otf è un font. Per spiegarlo meglio possiamo dire che se il carattere è una foto, il font è il file .jpg che ci permette di visualizzarla su un device.

Che caratteristiche deve avere un font

Pulizia e semplicità, prima di tutto. Spesso si confonde la creatività con la stravaganza scegliendo caratteri astrusi perché considerati più “cool”. In realtà bisogna stare molto attenti al concetto di legibility e readability.

La legibility o leggibilità di un carattere è una caratteristica oggettiva che ha a che fare con la struttura grafica del singolo carattere tipografico come lo spessore, la presenza o meno di grazie, il kerning, la spaziatura o l’interlinea. Non ha niente a che vedere con i gusti personali. Basta mettere a confronto un font calligrafico come Signatura con uno estremamente facile da leggere come Lucida per capire subito questo concetto.

I font più utilizzati nel mondo del web sono quelli più leggibili come Roboto, Montserrat, Lato, Playfair, Lora.

La readability o leggibilità di un testo è invece un fattore complessivo da cui dipende non solo il tipo di carattere, ma anche altri fattori come la divisione in paragrafi, l’allineamento e la giusta regolazione dell’interlinea.

Quanto è importante curare la propria immagine aziendale a 360°? Lo spiego qui!

Come scegliere un font

Font Esorcista

Nel processo creativo che accompagna la scelta del font, vado prima di tutto a definire l’obiettivo. Cosa voglio suscitare nel lettore/cliente che visualizza questo testo per la prima volta? Che tipo di reazione deve avere?

Facciamo un esempio. Pensiamo ad una gioielleria come cliente.
Possiamo pensare a due strade: un font corsivo per rimarcare la sua eleganza o un font geometrico e lineare come un Sans Serif che comunica professionalità e modernità allo stesso tempo.

Per decidere meglio la “strada” da prendere, possiamo affidarci a quattro aspetti fondamentali:

  1. Adeguatezza. Il font deve rispecchiare le caratteristiche del brand. Un meccanico avrà bisogno di un font totalmente diverso rispetto a un venditore di scarpe.
  2. Estetica. Bisogna allontanare il cliente dalla scelta di un font oggettivamente brutto e illeggibile. Ad attrarre le persone è spesso una “finta originalità” dovuta all’utilizzo di caratteri inusuali.
  3. Umore. Il font riesce a “suscitare” delle emozioni nel lettore, esistono molte tipologie perfette per uno stile grunge o addirittura horror (basti pensare al Weiss Titling, font utilizzato per il film “L’Esorcista”). Ad esempio un font può trasmettere delle sensazioni di eccitamento, di eleganza, di affidabilità, di panico o di rilassatezza.
  4. Colori e Tipografia. Sono la coppia perfetta, gli elementi formidabili che, anche senza l’utilizzo di immagini, riescono a veicolare messaggi e comunicare sensazioni diverse. Si possono creare combinazioni infinite per raccontare una storia, creare aspettativa o definire un’immagine aziendale.
Psicologia e strumenti di comunicazione, qui qualche trucco utile!

Una volta che abbiamo trovato un font adeguato alla categoria merceologica del cliente, esteticamente bello e leggibile, capace di suscitare le emozioni e le reazioni al messaggio che ci aspettavamo e in grado di comunicare l’immagine aziendale insieme ai giusti colori, bè, allora il gioco è fatto!

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