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Come creare un logotipo

Come creare un logotipo
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Come creare un logotipo aziendale? Se la creatività non può essere spiegata, il processo creativo segue dei momenti ben precisi

Creare un logo di successo non è semplice; né tanto meno possiamo contare su una formula magica per progettarlo. Tuttavia, se sgombriamo il campo da errori di valutazione, improvvisazioni e pressioni, l’impresa potrebbe sembrare meno titanica del previsto. Infatti, portando avanti il percorso creativo seguendo alcuni “punti cardinali”, perdersi diventa una sfida altrettanto ardua. Perciò addentriamoci insieme in questa selva creativa e scopriamo come creare un logotipo professionale passo dopo passo.

Come si costruisce un logo

Qual è il prezzo per un logo

Può sembrare un semplice e noioso elenco, ma suddividere il processo in momenti circoscritti è fondamentale per la costruzione di un logo che ottimizzi il lavoro e consenta di procedere senza ostacoli. Quindi, più che una lista statica, guardiamo a questo elenco come ad una roadmap che assicuri migliore qualità e risultati più coerenti al progetto. Ma quali sono le tappe necessarie per giungere alla meta?

  • Brief
  • Ricerca e analisi
  • Ricerca d’ispirazione
  • Schizzi preliminari
  • Disegno vettoriale
  • Presentazione al cliente
  • Correzioni e revisione
  • Finalizzazione del progetto
  • Consegna del progetto

Di tutte queste tappe del processo creativo, oggi voglio soffermarmi su quelle relative a come creare un logotipo: dal brief di progetto alla scelta del colore.

Progettare un logo: brief di progetto

Prima ancora di immetterci nel sentiero creativo, dobbiamo farci un’idea di quale sia la strada maestra da seguire. Nel caso della costruzione di un logo, il punto di riferimento è il brief di progetto.

Si tratta di un documento che fornisce al logo designer tutte le informazioni necessarie, non solo legate ai desiderata del progetto ma anche ai prodotti, all’identità aziendale e al mercato di riferimento. Avere a disposizione una conoscenza più ampia del cliente permette al consulente creativo di raccontare al meglio il brand, puntando dritto agli obiettivi e rispettando le aspettative senza andare fuori strada.

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Poter predire quante e quali modifiche o aggiunte verranno richieste nel corso della collaborazione è alquanto impossibile, dal momento che i grafici sanno fare magie ma non sono indovini. E sebbene un qualunque tariffario prevedrà costi aggiuntivi, essi non corrisponderanno mai alla realtà.

Come creare un logotipo: ricerca e ispirazione

Il primo passo per creare un logotipo efficace è svolgere una ricerca online per trovare qualche idea e magari, perché no, sfogliare il portfolio di logo designer famosi alla ricerca della giusta ispirazione. L’esplorazione non deve però scadere in un semplice copia-incolla, pratica professionalmente squalificante e moralmente sbagliata. Infatti, essere consapevoli di ciò che ci circonda non equivale a copiare, ma anzi ci aiuta ad escludere sentieri già battuti dai competitor. Inoltre, è necessario verificare se le idee segnalate dal cliente nel brief siano già esistenti e, in caso, analizzarle e trasformarle in nuovi punti di partenza per trovare chiavi di lettura alternative.

Come ideare un logo: carta e matita

Carta matita logo sketching

La seconda tappa lungo il percorso creativo consiste nel fare degli schizzi con la cara vecchia matita, dando spazio alla creatività. La fase di sketching, rappresenta un momento fondamentale nella progettazione di un logo efficace.

Ovviamente non esiste una regola definita e le idee si sviluppano, evolvono e cambiano direzione rispetto alle ipotesi originali. Talvolta potrebbe sembrarci di essere giunti in un vicolo cieco e allora che fare? Ricominciare da capo e disegnare nuove bozze. Ciò non toglie che l’idea geniale possa venire anche al primo tentativo!

La ricerca d’ispirazione, insieme allo sketching, costituiscono la fase preliminare del percorso creativo e richiedono al graphic designer più tempo rispetto a qualsiasi altra tappa per fare un logo.

Come si fa un logotipo: bianco e nero

Sebbene all’occhio meno esperto possa sembrare un aspetto decisivo, nella roadmap di un logo designer il colore compare a sentiero inoltrato. In prima battuta bisogna focalizzarsi sull’idea. Niente fronzoli: se un logo funziona nella versione monocromatica, probabilmente quella a colori potrà solo che arricchirne il valore!
Per esperienza considero il logo in bianco e nero una buona pratica da seguire sempre, nonostante non si tratti una regola ferrea. Potremmo ad esempio infrangere questa norma se stiamo sviluppando un logo destinato a funzionare solo sul web, dove i colori brillanti la fanno da padrone. In tutti i casi, comunque, nessuna sfumatura di colore celerà un logo progettato male… quindi non barate! Anzi, scoprite come evitare di realizzare un logo del tutto sbagliato.

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Come creare un logotipo: “Keep it simple, stupid"

Se finora abbiamo elencato dei punti cardinali, adesso è il momento della stella polare che deve orientare come creare un logotipo. KISS è il nome di questo astro ed è l’acronimo di “Keep it simple, stupid”, una frase attribuita all’ingegnere aeronautico Kelly Johnson. Il principio KISS afferma che la maggior parte dei sistemi funziona meglio evitando processi complessi; di conseguenza la semplicità dovrebbe essere un punto fermo in ogni progettazione; una stella polare, appunto.

Lo stesso vale nel design di un logo: un logo semplice è più facile da riconoscere. Ad esempio, lo swoosh della Nike (il baffo per intenderci) è estremamente minimale ma è anche uno dei più riconoscibili nel mondo. Neanche a dirlo, il principio KISS va tenuto in considerazione fin da quando si inizia a scarabocchiare qualche schizzo, lavorando sull’essenziale e lasciando fuori tutti gli elementi non necessari.

D’altronde, mantenere il design semplice permette anche la flessibilità in termini di dimensioni.

Come scegliere il colore nel logo

La teoria del colore è molto complessa e non può essere riassunta in poche righe di testo. Tuttavia ogni designer ne conosce fondamenti e implicazioni psicologiche e per questo è in grado di utilizzare il colore consapevolmente, conferendo maggior valore ed enfasi ad ogni progetto grafico. Utilizzare dei colori specifici per comunicare la sensazione che il marchio desidera suscitare è un’idea che funziona, considerando che alcune marche sono riconoscibili unicamente dal loro colore distintivo.

Le regole di base da tenere a mente sono:

  • Usare colori uno accanto all’altro sulla ruota dei colori;
  • Non utilizzare colori troppo luminosi che possano infastidire la vista;
  • Il logo deve risultare bene anche in scala di grigi in bianco e nero, oltre che in due colori.

Conoscere la psicologia dei colori, che tipo di sentimenti e stati d’animo evochi ogni tonalità è sicuramente un aspetto importante da tenere in considerazione nel creare un logo. Tanto più se pensiamo che, a seconda dell’ambito, gli stessi colori possono trasmettere ulteriori sfumature di significato o messaggi subliminali. Ad esempio nel caso del cibo i colori vengono caricati di ulteriori valori, più o meno positivi, che sarebbe il caso di conoscere nel momento in cui si realizzi una brand identity legata al cibo.

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Creazione logo aziendale

Il logo è l’anima e il volto di ogni azienda, società o professionista; poiché ne rappresenta il simbolo distintivo e rappresentativo, una corretta progettazione permette al logo di essere una potente risorsa. Ma per la stessa ragione è fondamentale che il processo realizzativo sia affidato ad un consulente esperto, che abbia competenze specifiche e che sia in grado di guidare il cliente, distogliendolo dalla folta selva di esempi, ispirazioni, richieste e vezzi in cui tende a perdersi.

Un errore dei grafici più inesperti, probabilmente comprensibile, consiste nell’accettare ciecamente le linee guida imposte dal cliente dando origine a loghi non correttamente progettati e, ancor peggio, inefficaci. Viceversa è importante riuscire a dire di no a richieste sbagliate e controproducenti, spiegando al cliente le ragioni di tali considerazioni e riuscendo a trovare alternative convincenti per entrambi.

Logo aziendale: simbolo o wordmark?

Il logo della Mercedes non è una macchina; il logo di Apple non è un computer. Eppure, vedendoli, non avremmo dubbi sull’azienda che rappresentano. Questo significa che il logo di un ristorante non ha bisogno di richiamare il cibo, che il logo di un dentista non deve necessariamente mostrare i denti. Benché sia rappresentativo, non significa che non si possa fare di meglio e proprio qui si colloca il lavoro creativo di un logo designer.

A volte la soluzione migliore per rappresentare il business di un cliente è un wordmark professionale. Forse lavorare sul semplice logotipo come proposta potrebbe sembrare semplicistica, ma anche la costruzione del lettering richiede studio e analisi. Anche la scritta più banale deve rispettare complesse regole di progettazione e non bisogna aver paura di presentare della proposte in questa direzione. Anche perché “Keep it simple, stupid”, no?

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