La brand identity di un’azienda consiste nel modo in cui essa si presenta ai propri clienti; o meglio nella maniera in cui desidera essere percepita dal pubblico. Questo discorso vale dalla piccolissima impresa ai brand famosi. Una strategia per l’identità di marca ben studiata chiama a raccolta tutti gli elementi che aiutano a convogliare i valori dell’azienda e i giusti messaggi verso il target prescelto. Nome, logo, mission, stile comunicativo, prodotti, modello di business, prezzi, pubblicità e rapporto con i clienti concorrono tutti insieme a definire la brand identity di un’azienda.

L’attività di branding non finisce lì. Come fosse un organismo in continua evoluzione, una marca risente dei cambiamenti del mercato, delle nuove abitudini dei consumatori e talvolta degli eventi (pensiamo al momento storico che stiamo vivendo con il Covid-19 e alle ricadute che avrà sul brand management!). Insomma, non basta creare un brand: bisogna curarlo anche nel corso del tempo. E a farlo bene, può capitare anche che la parola “coca-cola” diventi una delle più famose al mondo o che per mantenere l’esclusività del brand un certo signor Vuitton bruci le rimanenze dei propri tessuti. Ma scopriamo cinque curiosità sui brand famosi legate alla loro nascita o alla loro popolarità.

Adidas vs. Puma: questioni di famiglia

Adidas Puma Logos

Adidas e Puma, nell’olimpo dei brand famosi di abbigliamento sportivo, nascono da un’acerrima rivalità tra i fratelli Adolf e Rudolf Dassler. Negli anni ’30 le scarpe divennero popolari sia perché i Dassler furono tra i primi a creare modelli differenti per corse di fondo e sprinter, che per le 4 medaglie d’oro ottenute da Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino con un paio di Dassler ai piedi.

Scoppiata la guerra Rudolf partì per il fronte, mentre Adolf convertì la fabbrica per la produzione di bazooka da fornire all’esercito tedesco. La scelta di Adolf incrinò irreversibilmente il rapporto tra i due fratelli, tanto che Rudolf fondò la RUDA nel 1948, una propria compagnia di calzature sportive che presto rinominò PUMA. Subito Adolf rispose tornando alla produzione di scarpe per fare concorrenza al fratello, utilizzando anche lui le iniziali del proprio nome; fondò così l’ADIDAS.

Negli anni successivi i due fratelli trasformarono la rivalità in battaglie all’ultima campagna pubblicitaria. La rivalità tra i due brand si estese all’intera cittadina, tanto che erano evitati i matrimoni tra persone che lavoravano in Puma e Adidas; inoltre nei pub fedeli a un marchio ci si rifiutava di servire da bere a chi indossasse prodotti del brand rivale.

Insomma, un caso esemplare di quanto la community possa fare propri i valori di una marca e viceversa, quanto l’elemento umano possa essere all’origine di un brand.

Lacoste: il primo logo reso visibile

René Lacoste

Chi non conosce la polo con il coccodrillo verde? Ma da dove nasce questo accostamento e perché è il marchio di eccellenza legato al tennis? Nel 1923, il giovane prodigio del tennis René Lacoste fu sfidato dal capitano della squadra, il quale promise che gli avrebbe regalato la valigia in pelle di coccodrillo adocchiata nella vetrina di un negozio, solo se avesse vinto il difficile match all’orizzonte. Quale credete sia stato l’esito della partita? Sbagliato. René perse, ma la sua determinazione da coccodrillo fu così manifesta che un giornalista americano gli attribuì questo soprannome.

Nel 1927 lo stilista Robert George disegnò l’iconico coccodrillo che sarebbe diventato il famoso logo. Innanzitutto finì ricamato sui blazer di René, poi la posizione sul cuore fu estesa a tutte le polo del brand che per la prima volta rese visibile un logo sul capo d’abbigliamento.

Apple: le 9:41 che cambiarono il mondo

Se siete appassionati di tecnologia, probabilmente ci avete fatto caso: durante tutti i lanci promozionali degli iPhone, lo schermo degli smartphone della Apple riporta sempre l’orario 9:41. Coincidenze? Io non credo; anzi è proprio così. L’orario preciso non è stato scelto a caso e è legato ad un episodio del 9 gennaio del 2007 che ovviamente vide per protagonista Steve Jobs.

In quel fatidico giorno il fondatore di Apple organizzò la conferenza stampa di presentazione dell’iphone. Si trattava del lancio del prodotto che avrebbe rivoluzionato il mondo della telefonia mobile. L’inizio del suo discorso era previsto per le 9 del mattino e finì esattamente 41 minuti dopo. Alle 9:41 Steve Jobs terminò la presentazione e proiettò sullo schermo le prime immagini del nuovo dispositivo realizzato a Cupertino. Insomma fu un momento simbolico, che viene puntualmente celebrato da Apple ogni volta sia presentato alla stampa un nuovo modello della serie.

D’altronde un brand non è solo un logo, bensì una visione del mondo nella quale identificarsi e che con il tempo costruisce attorno a sé una simbologia che diventa “sacra” a tutta la community. D’altra parte, provate a suggerire ad un affiliato iOS di passare ad Android!

Pepsi: dalla guerra con la Coca Cola alla Guerra Fredda

Pepsi fu il primo prodotto occidentale commercializzato nell’URSS. Nel 1959 il Presidente Eisenhower desiderava che anche i cittadini dell’URSS conoscessero lo stile di vita americano. Per questo organizzò l’Esposizione Nazionale Americana a Mosca, cui partecipò il vice presidente Richard Nixon. Nixon e Khrushchev (Nikita Sergeevič Chruščëv) discussero molto sui vantaggi dell’american way of life, tanto che il russo cominciò a sudare freddo. Al vice Presidente Marketing Pepsi non sfuggì il particolare e offrì a Khrushchev un bicchiere di Pepsi. La foto scattata fece il giro del mondo, trasformando il gesto nella migliore operazione di marketing mai realizzata dalla Pepsi, che divenne così uno dei brand famosi più popolari nel mondo.

Evidentemente Donald Kendall voleva proprio che la Pepsi entrasse in URSS e nel 1972 riuscì nel suo intento, ma l’accordo prevedeva un pagamento in vodka, dal momento che il rublo non poteva essere convertito. Crollato il muro, nel 1989 il rinnovo del contratto fu pagato con: 17 sottomarini, 1 incrociatore, 1 fregata e 1 cacciatorpediniere. Pepsi divenne così la sesta potenza militare al mondo.

In questo caso forse non è neanche necessario sottolineare quanto un brand possa influenzare gli equilibri di una guerra. E non stiamo parlando di quella con la Coca Cola a colpi di advertising, ma di minacce economiche tra USA e URSS.

Starbucks: da Moby Dick al frappuccino

Pochi sanno che il nome della più famosa catena di caffè al mondo, Starbucks, fu ispirato dal celebre romanzo Moby Dick. infatti il primo ufficiale della baleniera si chiamava Starbuck. Ovviamente anche il logo omaggia gli affascinanti scenari marini del racconto d’avventura, mantenendo sempre ben visibile l’immagine di una sirena nonostante le tre operazioni di rebranding.

E a tal proposito: Scopri quando è necessario fare il restyling di un logo.

D’altronde i tre fondatori del famoso brand non avevano nulla a che fare con il caffè, ma piuttosto con il romanzo Moby Dick di Herman Melville; infatti si trattava di un insegnante di storia, un insegnante di inglese e uno scrittore diventato poi pubblicitario. Starbucks è riuscito a realizzare un brand così coinvolgente per i suoi clienti, a partire da iconici prodotti come il “frappuccino”, da essere stato il primo a raggiungere il traguardo dei 10 milioni di Like su Facebook.

Vuoi scoprire tutti i segreti dell’evoluzione del brand Starbucks?

La situazione attuale ha accelerato la trasformazione digitale che coinvolge società, business, comunicazione in termini di strumenti, piattaforme e web design. Non avremmo mai immaginato un'evoluzione talmente repentina e travolgente da configurare scenari inediti e decisamente sfidanti anche per le aziende. Il digitale mette a disposizione gli strumenti e i canali giusti per compensare l'eventuale riduzione delle vendite offline con una presenza sul web solida e strategica volta ad affrontare la situazione post-pandemica.

Per questo rimodellare l'esperienza digitale sarà fondamentale per supportare e rafforzare il tuo business, senza mettere a rischio la tua marca. Il sito web rappresenta il primo passo per entrare in sintonia con i "nuovi" consumatori, adattandosi alle nuove esigenze del momento e alle abitudini che segneranno anche il periodo post-Covid.

Nuovi scenari per il web design in era Covid-19

Oggi più che mai devi ascoltare il tuo target e capire cosa pensa, cosa vuole, cosa fa e come lo fa. Le aspettative dei tuoi clienti devono essere messe al centro delle strategie post-pandemia, le quali dovranno puntare a costruire un rapporto empatico con loro ma allo stesso tempo funzionale al tuo business, ovviamente.

Non dimenticare che a partire dai lockdown che a macchia di leopardo hanno caratterizzato l'Europa e in particolare l'Italia, le persone hanno sviluppato maggior confidenza con app, e-commerce e altri generi di servizi online. Molte aziende vedono questa come un'opportunità per la progettazione di un sito web o per rinnovare l'aspetto e il funzionamento quello esistente. E non si sbagliano. Non è un caso se i servizi di web design stanno ricevendo un aumento significativo della domanda. Ma in cosa consistono le risposte, o potremmo quasi dire la "filosofia" che il web design sta fornendo alle aziende in questo momento critico?

User Experience Claudio Troisi

Il web design deve rispondere a nuovi bisogni degli utenti

In questi tempi di incertezza e instabilità gli utenti ricercano fiducia e affidabilità, ricordando in tempi migliori di come le aziende abbiamo reagito e comunicato durante la crisi. Da un altro punto di vista, potremmo dire che le persone ricercano una certa vicinanza da parte dei brand, ancor più oggi che il distanziamento sociale impone la lontananza. Di nuovo, gli utenti ricorderanno delle politiche dei brand e di quanto siano stati in grado di mostrarsi vicini ai propri clienti.

Quest'ultimo punto ci introduce alla vera questione che voglio affrontare in questo articolo. Quando le possibilità di interazione sociale sono ridotte, lo spazio web deve diventare ancor più eloquente, piacevole ed empatico. Per tale ragione dovresti ripensare la comunicazione visiva del tuo sito per consolidare la tua presenza web.

Parallelamente dovresti poi progettare una User Exprience fluida e intuitiva per rendere quello stesso spazio web anche funzionale; infatti devi fare in modo che tutte le esperienze e i servizi offerti dal tuo brand siano fruibili digitalmente... ma questa è un’altra storia e ne parleremo in un altro articolo.

Tendenze del web design in risposta al Covid-19

La comunicazione visiva ha un impatto immediato sulle persone. Ecco perché bisogna assicurarsi che abbia un'influenza positiva. Questo è ovviamente uno degli evergreen del marketing cui gli esperti del settore hanno sempre strizzato l'occhio. Ma oggi non è solamente un fondamento "strategico"; a causa del momento storico è diventata un'esigenza emotiva, psicologica e sociale tangibile. Anche l'estetica del web deve rispondere a questa richiesta universale di positività, unita alla propensione al minimalismo. Ma vediamo nello specifico queste tendenze.

Approfondimento

Perché pensare ad un rebranding post-Covid19

Estetica del web design post Covid-19

L'estetica del tuo sito web, unita alla sua usabilità e alla fluidità della User Experience, ne determina la capacità attrattiva nei confronti degli utenti (i tuoi futuri clienti, non dimenticarlo!). Di conseguenza il design visivo è importante tanto quanto lo UX Design.

Uno degli strumenti visivi più potenti ed evidenti nel web design è l'uso sapiente della psicologia del colore. Questo concetto è alla base del neuromarketing: una nuova disciplina che mette al centro i processi inconsapevoli nella mente dei consumatori che ne influenzano le scelte d’acquistoAd esempio, il verde è un colore freddo che produce un effetto calmante, mentre il rosso cattura l'attenzione, ma allo stesso tempo non trasmette di certo tranquillità! Un web designer esperto sa sicuramente consigliarti una palette di colori, armoniosa e conciliante, che rispetti però la natura della tua attività e la tua immagine aziendale.

Ancora non lo sai? Scopri cos'è l'immagine aziendale

Ma l'estetica non riguarda solamente i colori. Un'immagine racconta più di mille parole e scegliere quella sbagliata o del tutto fuori luogo, magari in homepage, potrebbe spingere gli utenti ad abbandonare il tuo sito a piè pari. Possono essere foto, illustrazioni o infografiche, scegliere immagini accattivanti che supportino e semplifichino la comunicazione visiva della tua marca è fondamentale.

Web design e minimalismo dopo il Covid-19

Secondo uno studio di Stanford, il 75% dei consumatori affida la propria valutazione di un'azienda dal design del suo sito web e anzi il 94% dei feedback negativi ricevuti da un sito web cita i suoi elementi di design.

Parlando di estetica, abbiamo detto che trasmettere positività è uno dei dogmi del marketing. Parlando ora di design, possiamo dire che il minimalismo sia un must della comunicazione efficace. Infatti una pagina senza troppi orpelli permette di trasmettere il messaggio principale senza distrazioni e allo stesso tempo mantiene l'attenzione degli utenti sul prodotti e servizi del tuo marchio.

Per me la pulizia e la simmetria sono le basi per una corretta progettazione, in quanto creano armonia ed equilibrio. Ma in realtà semplicità e simmetria, sono logiche di composizione assecondate dal gusto popolare già da qualche anno. Tuttavia il senso di precarietà e il bisogno di fonti affidabili che il Covid-19 ha insinuato nelle persone si sposa perfettamente con una concezione minimalista. Un sito web di successo deve oggi fornire informazioni chiare e sintetiche, in maniera immediata e ordinata.

In linea con questa riflessione è l’osservazione che il bilanciamento tra spazi pieni e spazi vuoti, principio fondamentale di composizione e progettazione, incontra sempre più il favore degli utenti; infatti la leggibilità del testo è fondamentale per la buona considerazione da parte dei clienti. Soprattutto da smartphone, l’alternanza armoniosa di spazi e testo o immagini aiuta ad orientarsi con ordine e pulizia tra le numerose informazioni fornite. In aggiunta, un web design minimalista riduce i tempi di caricamento, fatto fondamentale per fronteggiare la pochissima pazienza degli utenti. Non è un caso se anche Google sta considerando di inserire il minimalismo nei suoi algoritmi di ranking.

Insomma, se ancora non ti ho convinto sul bisogno di rivedere il web design della tua azienda, vedila così: avere un sito aziendale che controlla ogni elemento e funzionalità in termini di design, estetica e funzionalità attirerà o tratterrà un maggior numero di utenti, assicurandoti un maggiore ritorno sull'investimento.

Ma prima ancora di rivolgerti ai tuoi clienti, comunica appropriatamente con i tuoi dipendenti.


Perché il brand management post-Covid parte dalla comunicazione interna

La pandemia ha rivoluzionato il modo di comunicare. In un articolo precedente ti ho già raccontato di come i nuovi valori e gli inediti bisogni dei consumatori possano rappresentare la giusta spinta verso un'operazione di rebranding. Ripensare la tua immagine aziendale, i valori e i messaggi che vuoi comunicare non è tanto una mossa strategica, quanto una scelta necessaria per assestarti nel "nuovo mondo" post-Covid, il quale richiede alle aziende empatia e affidabilità. Ma oggi più che mai un'attività di brand management deve dimostrare la stessa umanità che riserva ai clienti anche ad un altro target: quello dei propri dipendenti. Perciò in questo articolo voglio raccontarti perché partire dalla comunicazione interna per ottenere una brand identity credibile ed efficace post-Covid.

Approfondimento

Cosa ci insegna il Covid-19 sull'importanza del rebranding

Nel momento in cui sto scrivendo, e probabilmente stai leggendo, ancora non possiamo propriamente parlare di "post" pandemia. Siamo ancora in piena emergenza e forse proprio questo offre il giusto tempismo per intraprendere dei cambiamenti. D'altronde aggiustare il tiro della tua comunicazione interna adesso avrebbe più senso, godrebbe di una maggior risonanza e dimostreresti di gestire un'azienda al passo con i tempi, che sa ascoltare i bisogni dei propri dipendenti... senza scoppio ritardato. E già queste ragioni dovrebbero bastarti per convincerti a prendere subito in mano le redini del brand management della tua impresa. Ma nel caso non fossero argomentazioni sufficienti, continua a leggere.

L'importanza del brand management interno per la comunicazione esterna nell'era post-Covid19

Non ti stupirà sapere che il ruolo strategico della comunicazione interna è sostanzialmente cresciuto durante la pandemia. Paradossalmente (ma forse neanche troppo, anzi) al distanziamento sociale e allo smart working è corrisposto un incremento delle strategie elaborate da parte delle aziende per mantenere vivi e proficui i flussi di lavoro. Alcune abitudini maturante tenderanno probabilmente a consolidarsi, come la digitalizzazione degli strumenti e una maggior attenzione all'umanità. Proprio quest'ultimo punto è il nodo focale intorno al quale dovrebbe concentrarsi una strategia di brand management volta al futuro.

Infatti la consapevolezza che i propri dipendenti siano in tutto e per tutto persone, con gli stessi bisogni di rassicurazione ed empatia che hanno i clienti finali, è il punto di partenza per rivedere i valori aziendali da sposare e promuovere. Questo ci fa capire come un'efficace comunicazione interna possa dare un notevole contributo alle strategie di brand identity anche rivolte all’esterno. Ecco perché in un'ottica di brand management è fondamentale partire dai propri dipendenti, diventando riconoscibili e portatori di valore ai loro stessi occhi, anche a partire da un'immagine aziendale distintiva.

Perché cambiare la comunicazione interna nell'era del Covid-19?

In questi mesi la maggior parte delle attività hanno dovuto rivedere, non solo il proprio business, ma anche il piano comunicativo; e non solamente il proprio piano comunicativo rivolto ai clienti, ma anche quello destinato ai propri dipendenti. Per questi ultimi non è stato facile adattarsi a nuovi ritmi di lavoro, a nuovi protocolli e talvolta addirittura a nuovi modelli di business. Una comunicazione chiara, esaustiva, rassicurante e motivante è quanto mai necessaria per portare avanti l'ecosistema aziendale.

Non solamente il lavoro da remoto ha reso difficile monitorare buone pratiche e comportamenti virtuosi; il lavoro da casa ha allentato soprattutto le relazioni personali annullando i momenti informali all'interno dell'ambiente di lavoro che creano di fatto l'unità del team. Di conseguenza le aziende tentano di colmare tali vuoti attraverso una comunicazione strategica tempestiva e flessibile, che associ l'informazione operativa a contenuti emotivi e motivazionali, attraverso format grafici riconoscibili, per rafforzare il senso di appartenenza all'azienda e agli obiettivi comuni. In poche parole: la brand reputation parte dagli stessi dipendenti.

Il potere del colore nel branding

Su quali elementi puntare per il brand management interno? Contenuti, tone of voice e resa grafica

I contenuti hanno ovviamente la priorità, non solo a livello di informazioni ma anche di tono di voce e formati grafici. La situazione richiede infatti di riformulare un piano di contenuti adeguato alla realtà dell'emergenza, votato ad intenti divulgativi o motivazionali. Le informazioni che dovresti condividere con i tuoi collaboratori hanno a che fare con le regole di comportamento per tutelare la salute, la governance attivata dall'azienda per affrontare la crisi, i provvedimenti presi in merito all'organizzazione interna o il vademecum del bravo smartworker. Ma non solo. Abbiamo più volte parlato di "umanità" che l'azienda deve mostrare nei confronti dei propri dipendenti e di quei momenti di convivialità d'ufficio interdetti dal distanziamento sociale. Bene, una buona operazione di brand management interno cerca di creare spazi digitali di condivisione o argomenti stimolanti che esulino dalle questioni strettamente lavorative.

Nonostante l'empatia sia la modalità comunicativa da adottare, il tono di voce dovrà mantenere un'aura di autorevolezza per trasmettere competenza e rassicurazione. Infatti, nell'ottica di una strategia di brand management, l'azienda deve rafforzare il proprio ruolo di leadership. Rivolgendosi ai propri stessi dipendenti, un brand deve convogliare un senso di comunità e di appartenenza che vada oltre l’organizzazione aziendale ma rafforzi obiettivi comuni e coesione del team. Ma come comunicare tutto questo bagaglio di informazioni, messaggi e valori? Attraverso una studiata comunicazione visiva.

Qual è il ruolo della comunicazione visiva nel brand management?

I contenuti sono certamente la questione centrale, ma in un momento di generale rivoluzione comunicativa la modalità visiva attraverso cui vengono trasmessi non è secondaria. Con l'emergenza le persone hanno maturato un forte bisogno di chiarezza e sintesi nel ricevere informazioni. Se poi guardiamo al target particolare, scopriamo che i tuoi dipendenti si trovano già alle prese con dinamiche di lavoro aliene: costringerli a dover pure decifrare documenti non è poi molto "umano"!

Le vie di comunicazione possono essere diverse, a seconda della strategia di comunicazione interna elaborata e della frequenza di utilizzo dei diversi team. Email, intranet, blog, chat di gruppo e piattaforme come Teams offrono strumenti e impongono limiti diversi. È necessario creare formati grafici che si adattino ad ogni singolo canale comunicativo per ottimizzare la diffusione di un contenuto.

Approfondimento

Il valore comunicativo di un'infografica

Le scelte visive sono dunque decisive e non secondarie ai dati da trasmettere. Pensare che le immagini possano rendere più “leggibili” documenti, dati e informazioni altrimenti ostici è fondamentale per comunicare chiaramente e soprattutto ovviare ai parecchi materiali aziendali strategici che spesso,non percepiti come tali, vengono cestinati.

Approfondimento

Hai mai sentito parlare del "brand book"?

Per migliorare l’immagine e la percezione che i dipendenti hanno del tuo brand è importante curare anche i dettagli. Ricorrere ad un'identità visiva aziendale univoca e ricorrente, ma allo stesso tempo flessibile in base al genere di contenuto, ti permette di presiedere la mente stessa dei tuoi collaboratori in maniera positiva, rafforzando il loro senso di appartenenza e il desiderio di unirsi alla tua mission.

Il 2020 giunge al termine, ma non possiamo voltare pagina senza aver prima letto bene questo capitolo. Ogni aspetto della vita, così come ogni settore economico e ambito della comunicazione, hanno dovuto fare i conti con l'emergenza e con le sue conseguenze di lunga durata. Infatti, in vista del 2021 non dobbiamo dimenticare di fare tesoro dei comportamenti e delle aspettative maturate dalle persone nel corso di questo anno. Anche in fatto di brand identity il Covid-19 ha imposto nuove coordinate da assecondare che potrebbero spingerti a valutare un rebranding della tua azienda. In particolare voglio farti riflettere su quanto possa essere necessario ripensare la tua comunicazione visiva in sintonia con i nuovi sentimenti dei clienti.

Rebranding aziendale: le potenzialità della comunicazione visiva

Il rebranding di una marca è tendenzialmente percepito come qualcosa di negativo, come un'operazione da mettere in atto malgrado le reali volontà dell'azienda. In realtà rinnovare l'immagine aziendale non è una dichiarazione di fallimento: si tratta spesso di una scelta strategica, motivata dal desiderio di rimanere al passo con i tempi. Piuttosto che una manovra per rattoppare il brand, è una mossa per sottolineare quanto esso sia ancora dinamico e disposto ad ascoltare i bisogni dei propri clienti.

In questo articolo sul restyling di un logo aziendale ti avevo elencato le situazioni più frequenti che potrebbero spingerti a rinnovare il tuo marchio, quindi la tua visual identity e a livello più complessivo la tua comunicazione visiva. Ovviamente in quella casistica non avevo citato una pandemia mondiale dal momento che, grazie al cielo, non è poi così frequente. Eppure il Covid-19 ha spalancato un ulteriore scenario per il rebranding, dal momento che dobbiamo fare i conti che i nuovi bisogni comunicativi e di marketing delle persone.

Approfondimento

Cos'è il restyling di un logo

Ricollegandomi all'inizio di questo paragrafo, il virus rappresenta il caso per eccellenza in cui un'azienda si trova suo malgrado a dover ripensare alla propria immagine, ai valori e ai messaggi che comunica. D'altro canto nulla ha mai gettato una luce così potente sull'importanza del rebranding pro-attivo come l'emergenza pandemica. I marchi migliori saranno (è il caso di parlare al futuro) quelli che osserveranno bene i consumatori: i valori e i contenuti verso cui sono più sensibili, ma anche i formati e le esigenze visive più funzionali. Per tale ragione nel prossimo paragrafo voglio parlarti di come, all'interno di un'operazione di rebranding, la giusta comunicazione visiva possa rispondere ai nuovi bisogni degli utenti.

Rebranding e comunicazione visiva per intercettare le nuove esigenze degli utenti

Nei mesi della pandemia molte aziende avevano già compreso come il proprio logo, solitamente intoccabile, poteva essere "distanziato" per l'occasione eccezionale. Quindi Kappa, Coca-Cola, Mercedes e molti altri brand hanno rivisto il proprio segno distintivo per promuovere e unirsi al coro delle istituzioni internazionali che invitavano al distanziamento sociale. Mossa furba o davvero sentita, fatto sta che queste aziende hanno perfettamente intuito il nuovo approccio degli utenti nei confronti dei brand: agli occhi dei consumatori il valore e l'impegno del marchio è più importante che mai.

La comunicazione visiva è il primo passo delle aziende per comunicare un nuovo approccio, in linea con le esigenze collettive emerse durante l’emergenza. Ecco alcuni vantaggi assicurati da un’operazione di rebranding, ideata in funzione dei nuovi bisogni.

Strategie di rebranding per trasmettere fiducia

Sebbene le misure adottate in questo periodo tra restrizioni e distanziamento sociale siano solamente temporanee, l’idea di adattare la propria comunicazione al momento delicato non dovrebbe essere trattata come una campagna a breve termine. Ad esempio, ricorrere ad un social network solamente per il tempo dell'emergenza non è una buona strategia se all'indomani di questo periodo non rientrerà più nelle strategie di comunicazione aziendale. Viceversa, rafforzare le comunicazioni attraverso i canali distintivi del marchio dimostra un impegno duraturo nei confronti dei clienti e trasmette fiducia. Anche la comunicazione visiva non deve essere concepita esclusivamente come una parentesi nella vita del brand, ma piuttosto come una nuova veste, arricchita dei valori maturati durante l’emergenza e valida per il futuro.

Valorizzare l'umanità del brand attraverso la comunicazione visiva

I consumatori hanno bisogno di sentirsi rassicurati, di avere certezze e di avvertire un calore umano finanche da parte di un'azienda. Questa nuova esigenza non si esaurirà con il passare dell’emergenza. Sia visivamente che a livello esperienziale, un brand deve trasmettere questo sentimento ai suoi clienti. Ad esempio una mascotte del marchio può creare empatia con i consumatori andando a colmare il vuoto relazionare provocato dal distanziamento sociale oggi e trasformandosi in elemento riconoscibile del brand domani.

Creare Infografiche

Puntare sul rebranding per valorizzare la trasparenza aziendale

In un momento di crisi, insicurezza e instabilità, poter contare almeno sulla trasparenza dei brand è fondamentale. Dal momento che i clienti non possono accedervi, hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto che le aziende rispettino le misure di sicurezza. Pensiamo ad esempio ai ristoranti e alle attività di delivery: i consumatori vogliono essere certi che dalla preparazione del cibo alla consegna siano rispettate tutte le imposizioni. Quindi non si tratta solamente delle misure che un'azienda ha effettivamente messo in campo: conta altrettanto il modo in cui esse vengono convogliate. E pensi forse che passata l’emergenza le persone non vorranno più sapere se le aziende si comportano secondo condivisibili codici morali? Infografiche, icone chiare e formati comunicativi adatti ai singoli canali possono davvero aiutare un’azienda a comunicare da vicino con i propri consumatori.

Rispondere al bisogno di semplicità con un design minimalista nella comunicazione visiva

L'emergenza ha segnato una riscoperta della semplicità, sia nel senso di contenuti legati alla quotidianità che di formati più semplici e immediati. In realtà è già da qualche anno che il gusto generale si è spostato verso un'estetica più minimalista, ma il 2020 e l'emergenza Covid ha sicuramente reso ancor più repentina la virata. Oggi i clienti fanno meno caso agli orpelli e vanno dritti al punto. Vogliono che tu faccia lo stesso nella tua comunicazione visiva: chiara, immediata, ma non per questo trascurata o poco coinvolgente.

Trasmettere informazioni utili con una chiara comunicazione visiva

I dati sono diventati parte integrante nella vita di tutti noi. Anche sui social cifre e statistiche sono diventati contenuti trasversali. Oggi gli utenti hanno imparato "a leggere" e i clienti hanno accresciuto ancor di più l'attitudine ad informarsi prima di fare acquisti. Un'azienda che fornisca informazioni chiare e puntuali può davvero fare la differenza sia per il proprio fatturato che per i bisogni dei clienti. Tuttavia la condivisione di dati grezzi ha poco appeal sullo spettatore. Qui entra in gioco la comunicazione visiva. Presentare le informazioni in una maniera accattivante ti renderà riconoscibile e punto di riferimento affidabile per il pubblico.

Loghi natalizi e strategie di marketing durante le Feste

Natale è il periodo più magico dell'anno che tra panettoni, regali e luminarie travolge di ottimismo ogni settore. Le Festività rappresentano una grande opportunità per le aziende, dal momento che i consumatori si scatenano negli acquisti. Per questo, è davvero il caso di puntare su strategie di marketing realizzate ad hoc. Viceversa non è il caso di infiocchettare la stessa immagine del brand per accrescere l'empatia con i clienti e distinguersi dai competitor. Forse lo avrai capito, ma oggi voglio raccontarti meglio perché i loghi natalizi sono tutt'altro che una buona idea.

Tutti sappiamo che Babbo Natale, da sempre affezionato al verde, decise ad un certo punto di seguire il consiglio della Coca-Cola e di indossare irreversibilmente il rosso. Si trattò di una campagna di marketing molto efficace da parte dell'azienda americana, che si impossessò del simbolo del Natale non mascherandosi da Rudolf, bensì vestendo del proprio stesso colore Santa Claus.

Ovviamente non ti sto proponendo strategie altrettanto rivoluzionarie. Voglio farti riflettere su quanto la Coca-Cola non giocò con la propria visual identity mascherandola, bensì piegando i simboli del Natale a proprio favore.

E quindi, se i negozi decorano le vetrine con alci e fiocchi per invogliare i clienti, tu non devi mascherarti da elfo per incrementare le tue conversioni. Puoi creare un conciliante clima natalizio nei tuoi spazi digitali, magari ideando grafiche social a tema, ma il logo aziendale lascialo stare.

Perché puntare su loghi natalizi è sbagliato?

Le statistiche parlano chiaro: sotto le Feste i negozi fisici (ma ormai anche gli e-commerce) registrano il picco annuale di vendite. Non è difficile da credere se pensiamo alla generale corsa all'ultimo regalo di Natale. In questa maratona tu non puoi di certo essere il fanalino di coda della slitta di Babbo Natale. Anzi, è proprio in questi giorni che devi dare il meglio di te mettendo in atto strategie di marketing più aggressive. Ma un conto sono le campagne di prodotto, i packaging natalizi e le grafiche social per fare gli auguri ai tuoi follower, un altro è compromettere la tua immagine aziendale con infantili cappellini di Natale.

Molti brand, anche decisamente diversi tra loro, creano visual identity a tema per catturare l’attenzione di un pubblico variegato ma comunque focalizzato sullo shopping natalizio. Quando parliamo di rifacimenti grafici non ci riferiamo solamente a confezioni regalo e post social: la ristrutturazione natalizia parte spesso dalle fondamenta della marca. Ed ecco spuntare loghi natalizi come i cioccolatini dal calendario dell'avvento.

Lo ripeto: il periodo natalizio rappresenta una grande opportunità commerciale che deve essere colta al volo se vuoi registrare un sostanzioso incremento di ve

Approfondimento

Perché avere una forte immagine aziendale tutto l'anno

Loghi natalizi aziendali compromettono la riconoscibilità del brand

Quasi sempre realizzare un logo di Natale significa aggiungere solamente un particolare grafico, magari che richiami i simboli delle Feste. Il cappello di Babbo Natale, le renne, l'albero di Natale, la stella cometa, la capanna, l'agrifoglio e il pan di zenzero sono tra gli spunti oggi più popolari. Qualunque logo designer ti taccerebbe di anatema. Non solo perché si tratta di banalizzazioni concettuali, ma anche perché vanno a compromettere la pulizia del logo e la sua essenza. Perciò, quello che io e qualunque altra figura esperta di comunicazione e marketing ti suggeriamo è di non considerare un rifacimento temporaneo del marchio aziendale in veste natalizia perché non ti ripagherà.

Anche durante il periodo delle Festività il logo resta il biglietto da visita della tua azienda. Pertanto non devi sottovalutare il fatto che un piccolo segno basterebbe a comportare radicali cambiamenti di significato nel marchio (e di conseguenza nella percezione del tuo brand da parte del pubblico).

E vogliamo parlare della riconoscibilità? Innanzitutto ricorda che i consumatori di Natale sono gli stessi clienti nel resto dell’anno. Pensare ad un logo di Natale come il primo passo strategico per attirare l’attenzione è in realtà un salto in più verso il baratro della dimenticanza. Pensa a quanto lavoro hai fatto per arrivare fino qui. Rifletti sugli investimenti, sul tempo e sulle risorse spese per ritagliarti la tua fetta di mercato e renderti riconoscibile agli occhi del tuo target. Vale la pena rischiare tutto questo inutilmente?

Approfondimento

In cosa consiste il restyling di un logo

Perché un logo di Natale non è un regalo per la tua Visual Identity

L'ho già detto qualche riga più sopra: preservare la riconoscibilità del brand è sacrosanto. Questa necessità va poi a braccetto con un'altra da non sottovalutare. Il Natale è il periodo dell'anno in cui diventiamo tutti più buoni e in cui ci sbilanciamo un po' di più nel dimostrare i nostri sentimenti, ma passare da Babbo Natale ad Ebenezer Scrooge è un attimo. Infatti procedere ad un restyling del logo natalizio da ributtare in soffitta dopo l'Epifania è rischioso, in quanto agli occhi dei consumatori emergerebbe in tutta la sua prepotenza la pura vocazione commerciale della tua operazione.

Con questo non sto sostenendo che non dovrai mai prevedere un restyling del tuo logo: tutt'altro. Talvolta emergono inevitabilmente condizioni che rendono necessario rinnovare un marchio, come la fusione con altre aziende o la virata verso nuovi obiettivi. Ecco, in quei casi sarà davvero urgente ripensare la propria visual identity. Tutt'altra cosa, lo avrai intuito ormai, è mettere le orecchie da alce al tuo logo il tempo di un panettone e due lenticchie al cotechino.

A questo punto vorrei approfittarne per ricordarti che affidandoti ad un graphic designer esperto poi stare certo che il risultato sarà sempre soddisfacente, in quanto un logo designer è in grado di valutare quali aggiustamenti apportare al tuo marchio, ma senza comprometterne efficacia, riconoscibilità e coerenza con i valori aziendali.

Approfondimento

Quando fare il restyling logo aziendale?

Quando ricorrere al restyling logo aziendale? Ecco tutte le ragioni che potrebbero rendere necessario il rinnovamento della tua visual identity

Lo dico sempre: il logo è il biglietto da visita di un'azienda. Ciò implica che un marchio deve essere ideato e realizzato per essere il più efficace e memorabile possibile, ma anche per durare nel tempo. Tale incipit potrebbe sembrare una contraddizione rispetto all'opportunità di restyling logo aziendale che ho intenzione di raccontarti in questo articolo. Eppure non è affatto così.

Infatti creare un logo d'impatto è sicuramente un presupposto fondamentale per iniziare subito con il piede giusto e distanziare i competitor già in partenza. Un segno grafico originale, la scelta del giusto font, di colori in linea con lo spirito dell'azienda e adatti al settore di riferimento assicurano un marchio distintivo ed efficace. Ti dirò di più: un logotipo davvero ben fatto è quello che effettivamente mantiene la sua attualità negli anni. Eppure c'è poco da fare: nulla resiste al tempo e all'evoluzione di mode, gusti e tendenze. E tanto meno il logo più meravigliosamenteoperfettissimo potrà davvero essere eterno.

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Gli errori più comuni nel logo design

D'altronde, se anche brand universalmente noti e che non rischiano di sembrare datati come Apple, Adidas o Netflix hanno puntualmente scelto di rinfrescare la propria immagine, una ragione ci sarà... e quale potrebbe essere? Beh, innanzitutto i famosi cambiamenti culturali e di design di cui sopra non risparmiano neanche i giganti del mondo. Ma le ragioni valide per considerare un logo restyling possono essere anche altre, magari legate più strettamente alle esigenze o alla storia della singola realtà di business.

Eppure, di fronte alla possibilità di valutare un cambiamento del genere, moltissime aziende sono ancora riluttanti. Se ti consideri una di queste e sei alla ricerca di argomentazioni convincenti, ma anche se ti serve quell'ultima spinta per deciderti a fare il restyling del logo aziendale, allora sei nel posto giusto.

Restyling logo aziendale: le ragioni per rinnovare l'immagine aziendale

Restyling Logo Aziendale

Comprendo che rifare un logo potrebbe sembrare una scelta importante e che "lasciare la strada vecchia per quella nuova" potrebbe risultare spiazzante. Oltre all'aspetto economico, infatti, ci sono preoccupazioni di ordine logistico legate al rinnovo dell'immagine aziendale come ristampare tutti i materiali, aggiornare il logo e gli elementi visual su tutti canali web (tra cui sito web e social media), ma anche incognite legate alla percezione del brand. Tuttavia esistono una serie di ragioni che invece potrebbero spingerti, se non addirittura obbligarti, ad abbracciare una nuova visione aziendale, sicuramente votata al futuro, o una nuova organizzazione interna. Ma vediamo quali sono.

Restyling di un logo aziendale datato

Lo stile e il graphic design sono in costante evoluzione, soprattutto oggi in cui internet sollecita costantemente creatività e contamina le ispirazioni. Il pubblico web è molto attento e nota subito un logo rimasto indietro. Come puoi facilmente immaginare, questo non è un buon biglietto da visita per un'azienda. In tali occasioni è importante pensare al restyling del logo aziendale per poter dare una svolta alla propria identità visiva, senza perderne i punti essenziali e distintivi. Un logo possiamo inoltre definirlo datato se non si adatta ai nuovi canali digitali o ai dispositivi come smartphone o tablet.

Restyling logo aziendale quando non ne ce n'è un vero e proprio

Il logo per essere tale deve rispettare alcuni criteri e presentare alcuni elementi. Ad esempio, un marchio ben fatto è caratterizzato da unicità, semplicità, riconoscibilità
e memorabilità; inoltre deve essere costituito da un unico simbolo, deve contenere al massimo due colori, deve essere replicabile in nero e in bianco. Bene, se un logo non presenta questi elementi potrebbe trattarsi piuttosto di un’illustrazione o di una clip art. Il restyling potrebbe quindi essere necessario se a realizzare il primo logo non è stato un grafico professionista o se il fondatore dell'azienda, ai tempi, scelse di non investire nell'immagine del brand preferendo ricorrere ad icone scaricabili.

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Come riconoscere un logo ben fatto

Restyling del logo aziendale se l’azienda ha un nuovo tratto caratteristico su cui puntare

Un'attività che ha spento dieci candeline ha probabilmente doppiato i propri obiettivi o modificato il proprio modello di business; magari ha cambiato il proprio modo di comunicare, ha scelto di introdurre nuovi prodotti e servizi ampliando o modificando il proprio target. Insomma, nel corso degli anni un'attività cresce e potrebbe cambiare la propria filosofia aziendale. Ecco allora che si rivela necessario intervenire sul logo aziendale per trasmettere, attraverso dei tratti rinnovati, i nuovi valori essenziali del brand.

Restyling del logo aziendale in seguito a fusioni aziendali o nuovi soci

Quando due o più società si fondono o viceversa si scindono, assai spesso le denominazioni delle imprese vengono cambiate. Di conseguenza è quanto mai necessario caratterizzare le nuove aziende attraverso dei loghi distinti e distintivi.

Un restyling del logo aziendale per fronteggiare nuovi competitor

L'approdo sul mercato di nuovi competitor non comporta solamente un aumento della concorrenza nel settore di riferimento, ma anche un ulteriore brand con cui competere per presiedere la mente dei consumatori. In questi casi si fa urgente il bisogno di dimostrare ai propri clienti di essere sempre al passo con i tempi, rappresentando un binomio vantaggioso tra innovazione ed esperienza.

Il tuo brand ha una cattiva reputazione

Ad un'azienda potrebbe capitare di sbagliare o di ritrovarsi in situazioni spiacevoli e inconvenienti che fanno colare a picco la reputazione del brand, causando ripercussioni anche a livello di revenue.

Fare un restyling logo, dopo aver migliorato i punti critici alla base della cattiva reputazione del brand è fondamentale per non perdere irrimediabilmente la fetta di mercato. Considerando infatti la memoria a lungo termine dei clienti, soprattutto nelle vesti di utenti web, può risultare utile un taglio col passato. Riproporsi con una nuova comunicazione, innanzitutto visiva, farà rinascere la fiducia nella gente.

Perché affidarsi ad un logo designer professionista per il restyle del logo aziendale?

Il restyling logo aziendale non è affatto un lavoro semplice. Se la tua preoccupazione è quella di discostarti troppo dall'originaria identità visiva della tua azienda significa che sai bene quanto sia delicata questa operazione. Se in base a quanto abbiamo detto finora è necessario che il logo rinnovato manifesti una nuova vita per il brand, è altrettanto importante che il pubblico riconosca nella nuova soluzione un'evoluzione moderna del precedente e non una rivoluzione. Per ottenere il miglior risultato dovresti quindi rivolgerti ad un logo designer esperto che sappia riconoscere l'essenza del tuo logo e i tratti migliorabili, operando di cesello su quegli elementi.

Ma di quali elementi stiamo parlando e perché il restyling logo aziendale è un processo creativo a tutti gli effetti? Per rispondere a questa domanda dobbiamo approfondire meglio quali sono i punti essenziali del restyle di un logo.

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Quando fare il restyling logo aziendale

Il mondo digitale è in continua evoluzione. Si moltiplicano i canali online e le occasioni in cui i tuoi clienti possono interagire con la tua azienda. Non solo: anche mode, comportamenti e trend grafici cambiano più velocemente sul web. Di conseguenza essere al passo con il mondo digitale significa talvolta mettersi in gioco e prevedere un restyling logo aziendale accattivante e contemporaneo, che non lasci spazio alla visibilità dei competitor. Ricorda: "datato" è ben diverso da "vintage".

Il concetto di restyling applicato alla visual identity di un brand abbraccia diversi ambiti comunicativi, dal sito web al packaging di prodotto, dall'aspetto delle brochure alle grafiche social, fino al tuo biglietto da visita; o per meglio dire, tutto parte proprio dal tuo biglietto da visita: il logo. In questo articolo voglio spiegarti quando e perché il restyling di un logo aziendale è la soluzione giusta per dare nuovo sprint al tuo business.

Una rinfrescata alla visual identity di un'azienda può essere la giusta scelta nel caso in cui l’immagine del brand, l'attività o il prodotto non siano più competitivi e distintivi. Un restyling del logo non assicura solamente nuova visibilità, ma anche un ritorno in termini di reputazione e marketing. Pensare da subito ad un restyling può inoltre essere opportuno se il logo appena realizzato si rivela poco accattivante e memorabile.

Ecco perché, innanzitutto, ti suggerisco un approfondimento...

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Hai creato un logo efficace per la tua azienda?

Cos'è il restyling di un logo

Il restyling del logo si inserisce in un complessivo progetto di rinnovamento dell'immagine aziendale. Questa attività può comportare modifiche a livello di disegno, stile, colori, font o payoff del marchio. Ovviamente tale processo di rinnovamento non deve stravolgere la natura del logo precedente. Non dimenticare che esso veicola con l'insieme di valori della tua azienda e che i tuoi clienti si aspettano di trovare sempre te, la tua mission e la tua storia dietro quel logo!

Seppur si tratti della riqualificazione grafica del tuo logo e non di un progetto da zero, devi puntare ad una soluzione semplice, immediata e memorabile. Soprattutto la decisione del restyling logo sopravviene in seguito al debutto sul web della tua azienda, ora dovrai tenere in considerazione anche le esigenze comunicative dei nuovi canali digitali in cui comparirà il tuo marchio come profili social, banner o app.

Logo restyling: perché affidarti ad un logo designer

Ovviamente non stiamo parlando di un gioco da ragazzi. Nonostante le apparenze, si tratta di un lavoro tutt'altro che superficiale. Non basta infatti assottigliare le linee, scegliere un altro colore o cambiare un font: ogni decisione deve essere ragionata e motivata; ogni modifica deve tenere in considerazione i valori aziendali e valutare quanto si discosta dalla consolidata percezione del brand. Ecco perché per rinnovare l'immagine aziendale dovresti affidarti ad un esperto.

Mettere mano a qualcosa di già esistente, come spesso accade, è ben più difficile che partire da zero. Individuare pochi tocchi, mirati ma decisivi, è un lavoro di cesello di cui solamente un occhio esperto e creativo è in grado. Insomma: solo un logo designer professionista saprà proporti una soluzione coerente con il tuo brand e soprattutto al passo con i tempi (d'altronde è proprio questa la tua esigenza e non semplicemente rinfrescare il logo aziendale). Solamente un graphic designer con esperienza conosce le emozioni che suscita ogni font o la psicologia del colore.

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Restyling logo aziendale: cosa devi considerare

Un errore molto comune tra i non addetti ai lavori (ma anche tra i poco esperti) è ipotizzare soluzioni grafiche senza un ragionamento alle spalle del progetto grafico. Quali sono i punti su cui riflettere e di cui discutere con il logo designer che sceglierai?

Ripensa alla tua storia aziendale

Essere consapevole di dove vuoi andare, ma ancor più sapere da dove vieni è fondamentale per definire le linee guida del restyling del logo. Non affidarti solamente a considerazioni estetiche, ma soffermati a riflettere sulla filosofia aziendale: un logo "bello" è una soluzione ugualmente fattibile, uno appropriato viceversa non sarebbe scontato.

Non dimenticare il vecchio logo

Effettuare un restyling logo significa introdurre elementi di modernità, ma allo stesso tempo assicurare una continuità tra il vecchio e il nuovo marchio. Quindi, per fornire da subito punti fermi anche al logo designer, analizza il tuo vecchio logo e definisci i tratti intoccabili e distintivi.

Destinazioni d'uso del tuo logo

Come abbiamo già detto nelle prime righe di questo articolo, nell'era digitale le occasioni in cui i tuoi clienti entrano in contatto con il tuo brand sono moltiplicate. Sito web, social network e app impongono ad esempio dimensioni diverse che il logo designer dovrà considerare per proporti una soluzione efficace. Fare mente locale su tutte le destinazioni d'uso del tuo logo e comunicarle al professionista prescelto è dunque fondamentale ai fini del tuo progetto di rinnovamento grafico.

Ma se ancora non lo hai, scopri: perché è importante creare un logo

Cos'è un brand book? Ecco cosa include il documento con le linee guida per la tua immagine aziendale: dall'utilizzo del logo alle fonti per le immagini

Poter contare su un'identità di marca coerente e trasversale a qualsiasi mezzo di comunicazione è fondamentale, soprattutto per non smettere di presidiare la mente dei tuoi clienti nel passaggio tra i canali online e i supporti offline. Ma come fare? È a questo punto che corre in aiuto il brand book: un documento prezioso per definire le linee guida della visual identity dell'azienda. Non dimenticare che è il dettaglio a fare la differenza, conferendo alla tua azienda un’appagante aura di professionalità.

In questo articolo voglio spiegarti di cosa si tratta e quali sono gli elementi dell'identità visiva della tua azienda che un brand book ben fatto ti consentirà di maneggiare con agilità e appropriatezza.

Cos'è un brand book

Si tratta di un vero e proprio manuale che determina gli elementi grafici e visivi che rendono riconoscibile una marca e ne veicolano i valori in qualunque contesto. Potremmo definire il brand book un libretto delle istruzioni per la tua immagine aziendale; o ancora una guida allo stile che raccoglie ed elenca tutte le informazioni necessarie per confezionare graficamente qualsiasi tipo di documento prodotto dalla tua azienda. Che sia un sito web, un report, una brochure, una pubblicità o un post social, questo vademecum renderà la creazione di qualunque contenuto più veloce e facile da creare.

Brand book manual

Prima ancora di soffermarsi i vantaggi che un brand manual rappresenta per la tua azienda, devi sapere quali sono i "capitoli" che costituiscono la Bibbia della tua identità visiva.

Dimensioni del logo e posizionamento

Il logo è l'elemento più evidente e ricorrente dell'identità visiva di una marca, per questo è fondamentale che sia sempre coerente. Di conseguenza, alla voce "logo" del tuo brand book saranno raccolte tutte le specifiche del segno distintivo del tuo brand: il disegno dettagliato, la posizione degli elementi e la loro distanza, la distribuzione degli spazi vuoti e ovviamente il colore. Tra le altre informazioni da inserire in questa sezione del libro ci saranno le eventuali varianti del logo in funzione delle attività del business, le potenziali versioni orizzontali o verticali e le dimensioni minime per la stampa. Una delle specifiche che non devono mai mancare è l’area di rispetto del marchio: lo spazio libero da garantire attorno al logo, necessario per garantire la leggibilità dello stesso.

Ma prima ancora di inserirlo nel brand book, come capire se il logo che identificherà la tua marca è ben fatto?

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Come riconoscerne un logo ben fatto?

Font per titoli e corpi del testo

Anche la coerenza del font ti fa sembrare professionale. Ma non parliamo solamente del font che caratterizza il tuo logo. In questo capitolo del tuo brand book saranno esposte chiaramente le regole che definiscono quali caratteri tipografici utilizzare per i testi inclusi nelle strategie di comunicazione, a seconda della posizione e della funzione. Ad esempio, se il font de logo dovrà essere usato anche nei titoli delle pagine web (pur citando possibili varianti di stile e di colore), il “body copy font” destinato ai testi descrittivi o below the line dovrà essere ugualmente specificato. Tra le informazioni raccolte è necessario specificare anche la spaziatura tra le righe e la distanza dal margine della pagina.

Un'altra distinzione da prevedere è poi quella tra i testi offline e quelli destinati al web. Solitamente si scelgono font serif per i materiali da stampare e caratteri sans serif per testi digitali. Ovviamente è importante che i font funzionino bene insieme esteticamente, ma non va trascurata la loro aderenza ai valori trasmessi dal brand.

A tal proposito puoi leggere l'approfondimento: Scegliere un font per logo in base alle emozioni che evoca

I colori del tuo brand

Brand Book - Color Brand - Colori del Brand

La scelta della giusta palette di colori e la sua costante riproduzione potrà rivelarsi uno degli aspetti più importanti per la riconoscibilità del tuo brand. Se vuoi costruire un brand book utile ed efficace non dovrai allora dimenticare di approfondire questo capitolo. Le tavole inserite in questa sezione del libro definiranno i colori primari, la palette secondaria e le combinazioni cromatiche identificative della tua visual identity. I colori del tuo brand non si limitano infatti a quelli previsti nel logo: quelli destinati agli sfondi, ai testi messi in evidenza o ai pulsanti delle call to action sul tuo sito web concorrono a definire la tua immagine aziendale. Ovviamente, seppure le combinazioni dei colori siano infinite, quelle vincenti prevedono una selezione ristretta basata sulle palette che accompagnano meglio i valori del tuo brand.

Un graphic designer professionista annoterà i riferimenti dei colori con valori in CMYK per la stampa, RGB, HEX e Pantone® per gli impieghi digitali. Non solo: un freelance esperto sa bene quanto sia importante evitare discrepanze tra i colori della comunicazione online e quelli sui supporti cartacei.

Fotografie, immagini e illustrazioni

Un altro aspetto che solitamente viene tralasciato, ma che risulta invece sostanziale per l'identità visiva della tua azienda, ha a che fare con la scelta di immagini e illustrazioni. Pensa ad esempio quanto sia influente nella percezione complessiva di un brand la scelta di utilizzare solamente foto in bianco e nero, oppure la decisione di ricorrere solamente a illustrazioni. Le linee guida in questa sezione del brand book definiscono quindi se ricorrere a fotografie, a illustrazioni o ad entrambe (e in quest'ultimo caso come dovrebbero interagire tra loro). Ma tra le informazioni che troverete in questo manuale ci saranno anche le fonti da cui scaricare le immagini o le modifiche che possono essere apportate.

Gli elementi della tua visual identity sul web

Oggi essere presenti e mostrarsi online è indispensabile per intercettare nuovi clienti e rendersi riconoscibile. Per questo il tuo presidio web, il tuo sito, dovrebbe riflettere il tuo marchio in stile, colori e tone of voice prima ancora di qualunque altro contenuto digitale. E sebbene i suddetti elementi potresti tradurli dalla stampa all'online, esistono alcune zone inedite del web che per essere brandizzate vanno definite da zero. Un esempio è il layout del sito, ma anche i tasti per le call to action delle tue landing page, o ancora la grafica personalizzata per il caricamento delle pagine.

Gli elementi della tua visual identity sul web

Finora ho descritto le sezioni del brand book relative alla visual identity della tua azienda rivolgendomi direttamente a te. Probabilmente prima o poi ti sei chiesto: "quindi dovrei farlo io questo brand book? Non saprei davvero farlo!". Ovviamente la risposta è no: non spetta a te stilare questo documento, ma al graphic designer a cui sceglierai di affidare il progetto. Un designer esperto non sa solamente realizzare un logo o definire un'identità visiva coerente, ma conosce anche tutte le informazioni e le linee guida necessarie per rendere autonomo il tuo progetto di visual identity.

Nel momento in cui il graphic designer ti fornisce un brand book ti sta letteralmente affidando tua stessa identità visiva, della quale in futuro si prenderanno probabilmente cura i tuoi dipendenti. Ecco perché è fondamentale che questo documento sia dettagliato ed esploda l'identità del tuo brand sotto ogni aspetto.

Ma quali sono le effettive applicazioni e i vantaggi di un brand book? Scoprilo nel prossimo articolo.

Immagine aziendale: 6 vantaggi che solamente una forte visual identity assicura al tuo brand

Quando sentiamo la parola "brand" pensiamo alle grandi multinazionali; a maggior ragione, quando parliamo di "brand identity" crediamo che un'immagine aziendale forte sia una qualità riservata a questi colossi. Ma non è così. Basta spostare il riflettore sul target per rendercene conto: inquadrando il tuo pubblico, ti renderai conto che l'occhio di bue si stringe fino a circoscrivere un'area ben più definita rispetto al bacino di utenza dei super-brand. Infatti la tua azienda si rivolge ad una platea più ristretta, ma che mostra un bisogno specifico e caratteristiche comuni che possono aiutarti ad ottenere un’immagine aziendale efficace agli occhi del tuo target. In questo articolo voglio farti riflettere su quali siano i vantaggi di una visual identity ben studiata, ma prima ancora è importante fare un po’ di chiarezza.

Immagine aziendale, visual identity e brand identity: cosa sono e qual è la differenza

Se la “brand identity” è il modo in cui un’azienda vuole essere percepita dal proprio pubblico, la “corporate image” è la percezione che il consumatore ha di un'impresa; essa racchiude tutte le associazioni mentali ed emotive che il marchio evoca nel target. Un’operazione di branding completa implica aspetti comunicativi, di marketing, commerciali e relazionali che includono la definizione e la promozione di logo, claim, mission, tone of voice, know-how, prodotti, prezzi, pubblicità e relazioni con partner, clienti e fan base.

Nel complesso processo di branding, un ruolo importante è svolto dalla “visual identity”: la creazione dell’identità visiva del brand. Questa consiste nell’insieme degli elementi grafici e visivi che rendono riconoscibile una marca e ne veicolano i valori. La visual identity è talmente rilevante che le aziende si dotano di solito di un manuale d'identità visiva; cioè un “libretto di istruzioni” con le linee guida da seguire per presentare la propria impresa sia nella comunicazione offline che online. E proprio l’importanza della riconoscibilità del brand sul web è quanto voglio illustrarti in questo articolo. Sito, newsletter, blog, canali social: ecco i vantaggi di una potente visual identity online per la tua immagine aziendale.

In questo articolo voglio farti riflettere su quali siano i vantaggi di una visual identity efficace, ma dando per scontato che tu già sappia quanto i consumatori non acquistino più prodotti, ma bensì valori da condividere e visioni del mondo in cui identificarsi.

La riconoscibilità del brand influisce nelle scelte d'acquisto dei consumatori

Logo Kelloggs - immagine aziendale
Non sottovalutare mai il potere della familiarità. Quando un cliente deve scegliere di acquistare un prodotto, il suo occhio e il suo bisogno di rassicurazione lo spingeranno ad optare per un marchio che conosce, o forse dovremmo dire "riconosce", piuttosto che scegliere a caso nella nebbia indistinta di colori, font e logotipi buttati lì. Se la tua azienda combina un ottimo prodotto con un marchio accattivante, la prima volta che un consumatore sceglie il tuo prodotto non sarà l'ultima, ma anzi segnerà l'inizio di una lunga fedeltà.

I clienti affezionati sono i "brand ambassador" della tua immagine aziendale, soprattutto sui social

Collegandoci a quanto appena detto, non devi pensare solamente a conquistare nuovi clienti. Lo zoccolo duro del tuo pubblico sono quelli già acquisiti che vanno costantemente rassicurati. Questi clienti affezionati sanciscono la percezione della tua immagine aziendale e rappresentano gli ambasciatori del tuo brand presso parenti, amici e conoscenti. Pensa ad esempio a quante volte gli utenti condividono i tuoi post sui propri profili social: la loro rete si accorgerà di te se il design di quel contenuto sarà abbastanza incisivo e memorabile. Per questo una visual identity efficace è fondamentale.

Definire la tua visual identity è un investimento in coerenza e risparmio

Quando un'azienda ha tradotto mission e valori in un progetto di visual identity, potrà orientare con più consapevolezza e decisione le future strategie di comunicazione e marketing. Infatti, una volta fissati i punti di riferimento del tuo brand (come filosofia aziendale, logo, tone of voice, colori e font, sito web e formati grafici), potrai modellare contenuti e progetti avendo già a disposizione delle linee guida che ti permetteranno di risparmiare in tempo, risorse ed energie.

Questo non significa che il tuo marchio debba rimanere uguale a se stesso nei secoli dei secoli: naturalmente è giusto rinnovare l'immagine aziendale nel tempo.

Una visual identity efficace attira l'attenzione degli influencer

Ua visual identity bella e curata si nota. E come lo fanno i semplici utenti, così capita agli influencer che trascorrono gran parte del proprio tempo sul web. Questi potrebbero essere incuriositi dai tuoi prodotti e decidere di provarli, magari condividendo l'esperienza positiva con i propri follower. Potrebbe trattarsi di un caso isolato o trasformarsi in una partnership, in entrambi i casi far parlare di sé un influencer assicura al tuo brand ampia visibilità e nuovi clienti assicurati. E perché lasciarsi sfuggire l’occasione abbandonandosi ad una visual identity anonima?

Le nuove abitudini dei consumatori richiedono una forte immagine aziendale digitale

L'attuale emergenza ha comportato diversi cambiamenti, non ultime le nuove abitudini di acquisto dei consumatori: sempre più digitali e legate al territorio. Questo significa che i tuoi competitor si stanno già riversando in massa sul web tra social, campagne adv e app brandizzate. Soprattutto sul web gli utenti sono bombardati di contenuti e sponsorizzazioni e per attirare la loro attenzione devi distinguere la tua immagine aziendale dalla massa. Di conseguenza, non solo dovrai presentarti come portatore di valori all’altezza del momento storico, ma dovrai presiedere il web ideando una brand identity trasversale, originale e funzionale.

Approfondimento

L'importanza del graphic design nei servizi online

Un target ben definito richiede una visual identity altrettanto specializzata

Ricollegandoci a quanto detto ad apertura dell'articolo, dove esiste un bacino di utenti in target ben definito dovrebbe esistere un marchio altrettanto specializzato che diventi punto di riferimento del settore. Puntare a rivestire questo ruolo attraverso un progetto di visual identity professionale, seguito da una strategia di comunicazione altrettanto seria, rafforzerà il tuo posizionamento sul mercato.

Brand identity Roma: perché affidare la tua immagine aziendale ad un consulente esperto

Insomma, come puoi ben vedere una visual identity forte fa molto di più per un'azienda che semplicemente renderla carina. Certo, non stiamo parlando di scienza esatta e risultati quantificabili, eppure quando la visibilità e i clienti della tua impresa cominceranno a crescere ti renderai conto di non aver dato i numeri decidendo di investire in una strategia brand identity aziendale. Ovviamente questi risultati possono essere ottenuti solamente affidando la realizzazione del progetto ad un professionista del settore che sappia guidarti e consigliarti al meglio.

Un grafico esperto in visual identity non si limita ad eseguire le tue richieste ma ti consiglia e ti guida per ottenere il risultato migliore; un graphic designer professionista conosce approfonditamente concetti di comunicazione e marketing, regole, tecniche e accortezze che fanno i conti con la percezione dell’utente finale. Inoltre, un consulente esperto dedica molto tempo allo studio della tua azienda, del mercato e dell'immagine aziendale dei tuoi competitor: una fase preliminare ma tutt'altro che superflua.

Se sei un imprenditore che sta cercando di far crescere la sua azienda con una visual identity strategica, punti sicuramente al meglio. D'altronde stiamo parlando del biglietto da visita con cui verranno percepiti i tuoi valori e i tuoi prodotti in futuro. A questo punto ti starai chiedendo come scegliere il giusto freelance? Beh, ovviamente ti propongo di contattarmi per discutere insieme del tuo progetto, ma voglio darti ancora un consiglio o meglio 5 domande da fare ad un grafico per scoprire come lavora.

Approfondimento

Perché diffidare dal listino prezzi di un grafico?

Come creare un logo efficace? Ma soprattutto: come riconoscerne uno ben fatto? Semplicità, memorabilità, versatilità e appropriatezza: i concetti base del logo design.

Affidare la realizzazione del tuo logo ad un graphic designer non significa dover rinunciare a dialogare con lui per ottenere il miglior risultato finale; d'altronde nessuno conosce la tua azienda e gli obiettivi del tuo business meglio di te. Inoltre, scegliere di affidarti ad una figura esperta per creare un logo efficace significa che sai bene quanto possa attirare la curiosità e fare la differenza.

Perché allora non imparare a distinguere un logo ben fatto da uno non professionale? Poter contare su queste conoscenze ti aiuterà a scegliere l'esperto cui affidare il tuo progetto, a creare un brief efficace e ad interagire in maniera costruttiva con il graphic designer prescelto per raggiungere il risultato finale più soddisfacente.

Logo e brand Identity

Poco importa se si tratta di una multinazionale o di una PMI: i clienti giudicano l'affidabilità e la serietà di un'azienda da come si presenta. Spesso le piccole realtà si lasciano rappresentare da un logo che non le identifica, approssimativo e non leggibile, mentre basterebbe creare il proprio, professionale, per distinguersi dal resto dei competitor. Il logo è il biglietto da visita della tua azienda e nel tempo si trasforma in un vero simbolo di riconoscimento; in una garanzia sul prodotto o sul servizio. Affinché questo avvenga ci vuole tempo, ma soprattutto una ricerca visiva che sottenda le connessioni mentali tra la riconoscibilità e la qualità dell’azienda. Questo è il compito del grafico.

Un grafico professionista non è semplicemente un creativo che aspetta la giusta ispirazione e butta giù un disegno frutto della sua sola fantasia. Un vero esperto trasforma e sintetizza i contenuti del brief di progetto che gli è stato fornito in segni visuali efficaci e originali. Non solo: nell'ampio bagaglio di competenze che qualificano un graphic designer con esperienza ci sono nozioni di comunicazione e marketing. Proprio il ricorso a queste ultime è ciò che permette di distinguere un logo davvero d’impatto e funzionale da uno insufficiente. Ecco di seguito le linee guida del logo design che devi conoscere.

Semplicità

Logo Nike Swoosh

Mai come in questo caso "less is more" va considerato un dogma. Un logo semplice infatti è più facilmente riconoscibile. Sugli scaffali del supermercato, lungo un'autostrada o sulla cover di uno smartphone: "keep it simple, stupid!" Attenzione però: semplice non significa banale o scontato. Un graphic designer professionista saprà come realizzare un logo originale ma minimalista.

Memorabilità

Logo Apple - Claudio Troisi Graphic Designer

Oggi più che mai è importante presidiare la mente dei clienti. Per questo, direttamente legato alla semplicità, è il concetto di memorabilità. Per essere riconoscibile un logo deve presentare almeno un tratto di originalità, ma non necessariamente riprodurre il prodotto o il servizio che offre la tua azienda. Un logo ben fatto sa rievocare alla mente dei consumatori la qualità e i valori del tuo brand in maniera immediata.

Versatilità

Finora abbiamo parlato di estetica, ma un logo è pur sempre uno strumento di comunicazione. Dunque creare un logo significa prevederne diversi usi e applicazioni. Ad esempio oggi un logo non deve solamente finire sulla carta intestata di un'azienda o sui suoi gadget, ma anche sul suo sito web e sui suoi profili social. Di conseguenza, si può parlare di un buon lavoro se il risultato è funzionale, leggibile in qualunque dimensione e se fornito in formato vettoriale.

Appropriatezza

L'appropriatezza del logo al tuo tipo di business non si limita al simbolo, ma anche alla scelta del font e dei colori. Ad esempio, per un negozio di giocattoli risultano appropriati font e colori che certamente non si sposerebbero con il messaggio che dovrebbe trasmettere uno studio di avvocati. Un graphic designer professionista fornisce una soluzione finale perfettamente in linea con i valori visivi del tuo mercato di riferimento.

Insomma, la creazione di un logo efficace non è una cosa così banale come si potrebbe credere. Si tratta di un processo lungo in cui la creatività procede di pari passo con le linee guida dettate nel brief, lungo le vie della comunicazione e del marketing. Ma questa complessità è anche la ragione per cui solamente un professionista potrà davvero soddisfare le tue esigenze, rispettando i parametri che ormai anche tu saprai riconoscere!

E se vuoi saperne ancora di più, scopri Gli errori comuni del logo design

Per concludere, una postilla. Il tempo e la dedizione richiesti dal processo creativo e professionale che si nasconde dietro la creazione di un logo sono ulteriori ragioni per le quali non dovresti affidare il tuo progetto di logo design a chi ti propone un tariffario.

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